metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for the ‘tv’ Category

Suicciòff

Posted by pedjolo su 29 gennaio 2012

Pubblicato su Lo Snodo il 10 dicembre 2011.

www.losnodo.net.

L’altro giorno osservavo una carcassa nera, strana, appoggiata in terra, in mezzo alla piazzola ecologica di Piazza San Lorenzo a Pistoia, in attesa che un addetto venisse a caricarla per indirizzarla, con ogni probabilità, alle bocche di qualche inceneritore. Era sera, stava piovendo e non distinguevo cosa fosse. Avvicinandomi, capii: televisore a tubo catodico, 15, 17 pollici al massimo, un “trombone” – lo avrà definito l’ultimo proprietario – squadrato e inesorabilmente sconfitto dalla moderna anoressia delle tavolette LCD che lo hanno stracciato in prima battuta per la loro sottigliezza e, successivamente, grazie al decoder digitale integrato.Tre parole, il futuro. Il futuro! Il futuro?!
Me lo sono ripetuto più di una volta cosa abbiano in comune la parola futuro e il nuovo sistema di ricezione televisiva. E anche grazie a quella carcassa, il cui abbandono non poteva che avvenire in un sistema incapace di distinguere tra materiale di scarto e ricchezza, ho acquisito piena consapevolezza che niente possa legarli. A meno che non si intenda con la parola futuro ciò che, nei giorni e negli anni a venire, sarà unilateralmente deciso ed imposto. Perché è quello che in quasi tutta Italia, Toscana oramai compresa, è accaduto. Non è mia intenzione soffermarmi sui soggetti che beneficeranno, nel paese dei monopòli, di questo passaggio e del flusso di denaro che ha generato e continuerà a generare. Vorrei piuttosto riflettere su aspetti molto più concreti, porre domande e condividere la mia personale scelta.

Il cosiddetto digitale terrestre ha mandato in pensione, oltre al protagonista di questo articolo, tanti altri apparecchi, milioni probabilmente. Dubito che molti di questi fossero realmente da rottamare: è verosimile pensare che una buona fetta fosse ancora utilizzabile per ricevere, tramite aggiunta di apposito rievitore, il nuovo segnale. Quindi, uno spreco ingiustificato di risorse e denaro, abilmente ottenuto grazie alle numerose ed asfissianti pubblicità – propaganda dei vari rivenditori hitech e figlio, suppongo, di quella obsolescenza percepita che Annie Leonard ricorda ne La storia delle cose. Uno spreco, oltretutto, in mancanza di reali migliorie e, anzi, accompagnato da ripetute difficoltà tecniche. La perdita di sintonia da parte de La7 e altre emittenti, ad esempio, fa il paio con la perdita di pazienza dell’utente, costretto ad arrangiarsi su sistemi ed apparecchi nuovi. In tutta Italia, in tutte le regioni.

Si pone quindi la questione della destinazione di questi apparecchi abbandonati, riconsegnati, regalati, dimenticati: è lecito pensare che si inneschino dinamiche degne del peggior mercato nero, quello che recupera in silenzio gli scarti per poi rivenderli al miglior offerente di qualche paese, preferibilmente lontano e povero. Imbattersi in una Radiomarelli nelle favelas brasiliane o nelle baracche della Sierra Leone forse sarà non solo possibile, ma addirittura probabile.

In ballo c’è anche l’immoralità. Anzi, ci sono le immoralità.
La prima: obbligare – non formalmente, ma nella sostanza – un’utenza numericamente enorme ad acquistare nuovi oggetti (televisori o decoder esterni che siano) per poter dare continuità ad un servizio di cui ha potuto usufruire finora e per il quale ha già sostenuto altre spese, siano esse energetiche, di apparecchiatura e manutenzione, di canoni, eccetera. Un’immoralità strutturale, condivisa e foraggiata dallo Stato Italiano che si è poi inventato un contributo per l’acquisto di un decoder digitale destinato al cittadino che rispondesse ai seguenti requisiti minimi: abbonato RAI, reddito inferiore a diecimila euro annui, 65 o più anni di età. Tradotto: pensionato medio costretto a tirare la cinghia e che guardi un po’ di tv per ingannare il tempo. Questi, tipico soggetto – per usare un eufemismo – interessato alle varie Dmax, Real Time, Poker TV, Winga che spopolano sulle frequenze digitali, sarà ben contento di poter usufruire di 50 euro per acquistare un congegno nuovo, squadrato, con un telecomando a parte e i cui comandi sono spesso complicati da abbinare a quelli del televisore. Ma, sarcasmo a parte, supponendo pure che l’utente in questione apprezzi questa offerta, non sarebbe stato più sensato intendere il futuro in altra maniera e destinare quei fondi al miglioramento di strutture e servizi riservati a quella fascia sociale o anagrafica, anziché espandere l’universo dei contenuti che isolano gli individui, rendendoli molto meno sociali e socievoli?

Immoralità, secondo atto: televisori nuovi, fessure laterali nuove, canali nuovi (e criptati). I moderni apparecchi presentano slot per l’inserimento di card prepagate; quelle di Mediaset Premium o La7, tanto per citarne due. Avere un oggetto predisposto a fare qualcosa, al giorno d’oggi, grazie alla pubblicità, equivale ad innescare un meccanismo mentale graduale che porta a dimenticare il proprio reale bisogno e a voler, a tutti i costi, sfruttare a pieno ciò che altrimenti resterebbe inutilizzato, mutilato, incompleto. La tentazione di vedere oltre l’anonimo schermo oscurato è incentivo all’acquisto di abbonamenti o simili; legittimo pensare si tratti di una strategia ben ponderata.

Alla luce di tutti questi aspetti, personalmente ho vissuto e ritengo lo spegnimento del sistema analogico come una piacevolissima novità. Paradossale? No, pefettamente in linea con quanto scritto sopra. Dal 17 novembre non so più cosa sia la televisione e quelle poche isole sane all’interno dei palinsesti televisivi le guardo in streaming o in podcast su internet. Se switch off deve essere, che switch off sia. Per sempre!

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Alzati che si sta alzando… PARTE 1

Posted by pedjolo su 24 novembre 2010


Grazie a Giovanni Chianta per questo contributo:

(E intanto, stamani in tutta Italia gli studenti occupano e s'incazzano!)

Maroni legga, davanti a dieci milioni di telespettatori, questo elenco di insulti di vario tipo dei leghisti nei confronti del genere umano, se ne ha il coraggio.  Ecco L'elenco:

 

  • Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
  • Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
  • Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
  • La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)
  • Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga. (Renzo Bossi, consigliere regionale della Lombardia)
  • Gli omosessuali? La tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati… anche nelle foibe. (Giancarlo Valmori, assessore all’ambiente di Albizzate)
  • A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Carrozze metro solo per milanesi. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • Sono stato, sono e rimarrò un razzista secondo le ultime direttive UE poichè credo, e aspetto smentita da quei pochi che mi leggono, che certe notizie riportate solo da Il Giornale definiscano chiaramente che tra razza e razza c’è e ci deve essere differenza. (Giacomo Rolletti, assessore all’ambiente di Varazze)
  • Gli sciacalli vanno fucilati. Bisogna dare alle forze dell’ordine l’autorità di provvedere all’esecuzione sul posto. Ci vuole la legge marziale. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati. (Pietro Fontanini, presidente della provincia di Udine)
  • Siamo in un Paese libero, o no? E poi la cosa che mi fece più arrabbiare non furono le botte, ma gli insulti. Ebreo. A me. Capito? (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • E’ un reato offrire anche solo un the caldo ad un immigrato clandestino. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Viva la famiglia e abbasso i culattoni! (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Finché ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità. (Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende)
  • Vergognati, extracomunitario! (Loris Marini, vicepresidente della sesta circoscrizione di Verona)
  • Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Parcheggi gratis per le famiglie, esclusi stranieri e coppie di fatto. (Roberto Anelli, sindaco di Alzano)
  • Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari: io ne ho distrutti due a Treviso. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • E’ proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione. (Roberto Castelli, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti)
  • Noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda. (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • Le nozze miste, in linea di massima, durano poco e producono più danni che fortune. (Marco Rondini, deputato)
  • L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto. (Piergiorgio Stiffoni, senatore)
  • Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Se dovessimo celebrare in Friuli Venezia Giulia i 150 anni dovremmo issare sul pennone la bandiera austro-ungarica. (Edouard Ballaman, presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia)
  • Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • E’ inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici. (Davide Boni, capodelegazione nella giunta regionale della Lombardia)
  • I gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  •  
  • DOBBIAMO FARE IL MODO CHE QUESTO ELENCO VENGA LETTO NELLA PROSSIMA PUNTATA DI "VIENI VIA CON ME", IO HO GIA' INVIATO UNA MAIL AI REDATTORI DELLA TRASMISSIONE, FATELO ANCHE VOI. ECCO IL LINK PER MANDARE LA MAIL ALLEGANDO L'ELENCO:


http://www.vieniviaconme.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-726c63a2-596e-44f9-8cda-bf32d03bd0bc.html

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Non solo perunanotte.

Posted by pedjolo su 26 marzo 2010

Raiperunanotte

(clicca per l'approfondimento)

Lo giuro. Sento di dover ringraziare il Capo di Governo italiano. Senza ipocrisia o ironia. Grazie.

Ieri sera ho provato brividi e ho ragionato, rimuginato, riflettuto, più di ogni altra malinconica sera.
Grazie Presidente, tutto questo è possibile grazie soltanto alla ingombrante presenza, sua e di quel bagaglio culturale che si porta dietro coi suoi omuncoli, con la sua idea di politica.

Tutta la politica incancrenita va ringraziata. Tutta. Bipartisan, perché se il "cattivo" va al potere, significa che i "buoni" sono stati incapaci o accomodanti, più o meno volutamente.

La società civile e civilizzata esiste. Esistono ancora persone.
Non è il problema lancinante, né dell'Italia né del mondo, quello dell'informazione. Né la mala-politica.

Le difficoltà sono altre, dalla carenza (presunta) delle risorse, alla violenza, passando per l'inquinamento dell'ambiente e di ciò che mangiamo e respiriamo. Forse qualcuna di queste, o forse tutte, dipendono più o meno direttamente dalla cattiva gestione dei nostri amministratori.

Ma senz'altro, tutto, tutto, tutto questo dipende dal nostro sviluppo, dalla nostra mentalità, dall'approccio quotidiano che abbiamo alla vita e a ciò che ci pone di fronte. Soltanto ragionando su questo piano si può ideare quella che Mario Monicelli, ieri sera, ha con convinzione definito "la Rivoluzione".
 

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Sicura mente.

Posted by pedjolo su 9 gennaio 2010

Cercare sicurezza è, da tempi lontani, una prerogativa per l’uomo e per gran parte del mondo animale. Mettere sè stessi e i propri cari in condizioni di tranquillità, di agio, di benessere è lo sforzo quotidiano che, più o meno marcatamente, ognuno compie.

Ma quale significato ha la parola sicurezza? Cosa intendiamo?
Sicurezza stradale?
Sicurezza sul lavoro?
Sicurezza tra le mura domestiche?

Wikipedia alla voce sicurezza, riporta il significato etimologico del termine: senza preoccupazione. L’assenza di preoccupazioni, coincide con la presenza di uno stato di sicurezza.
Non credo sia vero; quella che oggi ricerchiamo con apparente foga e che ci ostiniamo a definire sicurezza, è qualcos’altro.

Oggi (edizione delle 12.00) ho visto, al TG3, un servizio dedicato ai body scanner. Nuovi ed efficienti apparecchi in grado di spogliare virtualmente una persona, al passaggio al gate aeroportuale.

I body scanner sono utili, perché prevengono attentati, scovando per tempo i malintenzionati.
Nel servizio del tg, Andrea Ascani Orsini, direttore ricerca e sviluppo della società Gilardoni (produttrice di apparecchiature simili) ha parlato di rischi per la salute derivanti dall’esposizione ai raggi X dei body scanner. "Riteniamo siano sicuri", ha detto. Giuro! Ha usato il verbo ritenere (ipotesi) alla prima persona plurale (dando un senso di deresponsabilizzazione quindi).

L’installazione dei body scanner è ritenuta necessaria dal governo italiano che ne ha disposto l’utilizzo a Roma e a Malpensa.
Sorvolando su qualsiasi riflessione meramente politica o politicizzata, il punto è che affermazioni e pubblcizzazioni false, a me non fanno stare più sicuro. Mi fanno soltanto montare una gran rabbia perché l’informazione è schiava degli interessi generali e di ciò che determinati soggetti devono far passare.

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Calzini turchesi.

Posted by pedjolo su 23 ottobre 2009

Di fronte a queste cose, mi prometto e mi riprometto di smettere di sprecare il mio tempo. Più se ne parla, più se ne pubblicizzano creatori e usufruttuari.

Ma la curiosità mi ha spinto a informarmi e quello che ne è derivato è stato un basito sbarramento di occhi, seguito da rabbia animalesca!

Oltre all’aspetto legato alla privacy, alla mancanza di rispetto, al clima di minaccia/intimidazione creato, il servizio andato in onda su un’emittente politico-televisiva che risponde al nome di Canale5 e che vedeva nelle "stravaganze" (cito) di un giudice la sua ragione di esistenza, è una vera e propria puttanata priva di fondamento, un concentrato di squallore, inconcludenza e dilettantismo retribuito.

…e poi, cosa avranno mai di stravagante certi calzini???

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Aveva una casetta piccolina a L'Aquila.

Posted by pedjolo su 16 settembre 2009

Comincia una nuova annata lavorativa. Proviamo a ripartire.

In Abruzzo, sono state consegnate le prime decine di casette. Ad Onna.
Si tratta di strutture costruite e donate dalla Regione Trentino Alto Adige e dalla Croce Rossa. Quindi, già su questo si potrebbe discutere.

Il problema, credo, non sia tutta questa polemica politica; se veramente abbiamo a cuore la situazione degli Aquilani, non ha molto senso speculare su deficienze di governo o su lodi che il governo stesso si appiccica addosso pur non avendone alcun motivo. Nessun esponente istituzionale, nessuno, da destra a sinistra, ha parlato male della Bertolaso & CO, della Protezione civile, che tanto ha fatto e tanto ha sbagliato.

Mi prendo le responsabilità di quello che scrivo perché ho avuto modo di vedere, ho ascoltato, ho fotografato. La situazione in Abruzzo è difficile, e l’inumanità di certi gesti, la freddezza, il poco senso pratico, la rendono ancor più complessa, frustrante.

Ho visto i COM (i centri dove si dirigono i lavori, dove si smistano volontari e stipendiati, dove si organizzano gli smistamenti del materiale per le varie tendopoli), con l’aria condizionata a temperature esageratamente fresche, mentre signore di 90 e 102 anni cercavano, nell’ombra di piccoli container, un po’ di refrigerio.

Ho sentito di carichi di ghiaia che hanno ritardato di 30 giorni l’arrivo nelle tendopoli, rendendo tutto una fanghiglia appiccicosa in cui gli sfollati più anziani non potevano deambulare autonomamente.

Ho percepito e mi è stato raccontato di aggressioni, accoltellamenti, ghettizzazioni, all’interno del mediatico campo di Piazza D’Armi, sempre sotto i riflettori e sempre più problematico, coi Rom e gli Italiani divisi in due parti distinte del campo stesso, tanto per creare scompiglio.

Ho avuto difficoltà ad addormentarmi nelle notti in cui si svolgevano le "riunioni" dei comitati, vere e proprie arene in cui gli animi dei più, si accendevano per definire più la spartizione dei problemi che quella dei benefici e della ripresa.

www.youtube.com/watch?v=DovxyGONg0I&feature=related

www.youtube.com/watch?v=HX3p0kPmoKs&feature=related

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"Domani torno a casa".

Posted by pedjolo su 3 ottobre 2008

DOVETE GUARDARE IL DOCUFILM "DOMANI TORNO A CASA".
La Rai ha comprato i diritti per poterlo trasmettere; la speranza è quella di averlo a breve sui nostri schermi.

Io l’ho visto, qualche settimana fa, al convegno nazionale di Emergency.
Non dovrebbero esistere parole per descriverlo, per farne un resoconto, per trasmettere le sensazioni che si provano quando si vedono le bassezze che l’uomo ha commesso e commette. Non dovrebbero esistere parole, se non: ORA BASTA!

Io mi vergogno di appartenere al peggior essere vivente che la creazione, divina o scientifica, abbia mai concepito. Siamo vigliacchi, egoisti, maledettamente masochisti.

Violare l’integrità fisica, sociale, psichica, di un essere vivente è vergogna.
Violare quella di un bambino è offesa a tutto il mondo. I bambini non si possono toccare, non possono pagare le frustrazioni di generazioni di squilibrati che li hanno preceduti e che hanno imparato a stare al mondo a suon di ingiustizie e massacri.

La progettazione di mine antiuomo, di armi, di oggetti ideati soltanto per fare soffrire, qualcuno la considera routine, un lavoro che permette di guadagnare uno stipendio regolare e utile pure a fini pensionistici. Ma è anche qualcosa per cui non potrà mai esistere una pena sufficientemente adatta, sufficientemente giusta, sufficientemente capace di cancellare quella che, in tutto e per tutto, è un’onta alla vita.

GUARDATE "DOMANI TORNO A CASA", fatto da tre registi che lo hanno girato tra l’ospedale di Emergency in Sudan e quello in Afghanistan; guardatelo e fatelo vedere a tutti. Scrivete alla Rai, sollecitatene la messa in onda.
Piangete quando lo vedete, stringete le unghie delle dita nel mezzo di un pugno stretto, un pugno che concentra la rabbia e l’indignazione.
Rammentatevi le immagini, le frasi, gli scempi che si vedono, e uscite di casa con la consapevolezza che la guerra c’è e non ha regole, che si muore di sofferenze atroci, che le puttanate di D’Alema sulla guerra chirurgica, o di Rumsfield sull’umanità delle mitragliatrici, o di Parisi sulla missione di pace, o di Bush, o di Putin, o di Ahmadinejad (o come diamine si scrive), o di tutte le altre sanguisughe, servono soltanto a  tenere il popolino all’oscuro di come va il mondo.

GUARDATE "DOMANI TORNO A CASA" dunque; basterà riuscire a vederlo tutto, una sola volta, per chiedersi "Ma <missione di pace>, che cazzo vuol dire?"

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Aggiornamenti di tre quarti d'estate.

Posted by pedjolo su 26 agosto 2008

Quelli del PD hanno invitato Calderoli, Bossi, e Tremonti a Firenze, per parlare di federalismo.
Buon per chi ha avuto il coraggio di votare il partito o i suddetti (dis)onorevoli. Ora sarà contento di vedere questa bella rimpatriata.
Esigerei quantomeno delle scuse (o meglio, dei chiarimenti) da parte di chi mesi fa mi ha infamato… ma sorvoliamo.

Pechino è finita, è il gregge ha pascolato liberamente per ore e ore davanti alla rete olimpica, Raidue, nutrendosi delle vomitevoli parole che degli pseudogiornalisti hanno loro propinato. Per quel che mi riguarda, non avevo alcuna sfida da vincere con chi si è schierato in difesa dei giochi sponsorolimpici. Avevo soltanto da dimostrare a me stesso di essere capace di non guardare un minuto di calcio, pallanuoto, pallavolo, atletica, pallacanestro. E devo dire che ci sono riuscito: per la prima volta, non ho seguito un’olimpiade e non so minimamente chi abbia vinto cosa. Bene così. In Cina il regime continuerà a fare schifo, i padroni continueranno a mascherarsi da comunisti borghesi, e lo sport -mondiale- farà sempre più pena.

Intanto, Raiuno ha trasmesso "Alla luce del sole", film consigliatissimo, assolutamente da vedere, che racconta la storia di quell’uomo coraggioso che rispondeva al nome di Pino Puglisi. Una figura enorme, che giganteggia assieme a Falcone, Borsellino, Impastato, Dalla Chiesa, La Torre, Rizzotto e tanti tanti altri che perdoneranno la mia ignoranza che mi impedisce di ricordarli tutti. Giganteggiano in questo mondo e in questo paese. Sono eroi, sono grandi, perché essenzialmente sono degli onesti.

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199 123 000

Posted by pedjolo su 13 maggio 2008

(clicca sull’immagine)

In Italia, non tutto ha un prezzo.
La sanità, ad esempio, checché se ne dica, è
gratuita ed è garantita per tutti (più o meno, vabbé…).
La scuola, checché se ne dica, è gratuita ed è garantita per tutti (più o meno, vabbé…).
La televisione pubblica, checché se ne dica, è gratuita ed è garantita per tutti (bé, insomma…).

Ma qualcosa si deve pur pagarlo, altrimenti rischiamo di avere un debito pubblico troppo elevato.
Bene. Allora, per la modica cifra di 14,26 centesimi di euro al minuto (iva inclusa eh!! ), è giusto pagare un servizio come "RispondeRai", il centralino telefonico dell’azienda RAI Radiotelevisione Italiana.


chiama il 199 123 000

Cosa offre questo servizio? La possibilità di dire quello che si vuole e di sentirsi rispondere sempre allo stesso modo: "Inoltreremo la sua richiesta agli uffici di competenza".
Potrebbe anche chiamarsi "SO COME RispondeRai".

chiama il 199 123 000

Fate come me: telefonate incazzati e col nodo alla gola, quando vedete che Enzo Biagi va in onda in terza serata, quando Giuseppe Impastato viene nuovamente ucciso per mano di marionetta Riotta, o quando Fabio Fazio lecca il culo a Schifani a nome dell’azienda in cui lavora. Sarà divertente sentirsi rispondere sempre e solo le medesime cose.

chiama il 199 123 000

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Giornalisti falsari di verità/1 BIRMANIA.

Posted by pedjolo su 6 maggio 2008

BIRMANIA

Quello che sta passando in tv sulla Birmania è l’ennesima notizia sterile e falsa.

E’ sterile perché si limita a fornire dati, numeri, informazioni unidirezionali (caratteristica tipica della televisione), senza la possibilità di creare un concreto modo di attivarsi, di fare qualcosa; noi che guardiamo, prima riceviamo, poi ci indignamo e infine assimiliamo, senza fare un cazzo.

E’ anche una notizia falsa, o quantomeno lo è in parte: il clamore di una cosa del genere, risveglia non sentimenti di rabbia, ma di angoscia. Diventa quasi scontato pensare "Dio mio, povera Birmania. Anche la natura le si rivolta contro. Poveri cristi!". E invece, l’informazione pilotata, non ricorda una cosa semplicissima: anche nei paesi non poveri o non in via di sviluppo accadono le catastrofi, anche nei ben più benestanti Stati Uniti succedono fatti di questa gravità. Cicloni, bufere, onde anomale… Ma…
Ma evidentemente è più facile bypassare questo, perché potrebbe distogliere l’attenzione e farci pensare che la reazione umanamente più corretta sarebbe urlare "PERCHE’ ???". Chiedersi come mai gli uragani in USA non facciano 15 mila morti (accertati), come mai i frequenti terremoti giapponesi non devastino, come mai esistano paesi dove le infrastrutture crollate si rialzano in tempi record e altre dove le macerie diventano parte integrante del paesaggio per decenni.

Ci sarebbe anche da chiedersi perché il TG2 mostri come prima notizia il ritorno alla vittoria sportiva dell’evasore fiscale Valentino Rozzi e come terza la situazione birmana. Ma questa è un’altra problematica, la cui risoluzione lascio volentieri al dio e alla coscienza di questi signori.

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