metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for the ‘terroriadi di pechino’ Category

Aggiornamenti di tre quarti d'estate.

Posted by pedjolo su 26 agosto 2008

Quelli del PD hanno invitato Calderoli, Bossi, e Tremonti a Firenze, per parlare di federalismo.
Buon per chi ha avuto il coraggio di votare il partito o i suddetti (dis)onorevoli. Ora sarà contento di vedere questa bella rimpatriata.
Esigerei quantomeno delle scuse (o meglio, dei chiarimenti) da parte di chi mesi fa mi ha infamato… ma sorvoliamo.

Pechino è finita, è il gregge ha pascolato liberamente per ore e ore davanti alla rete olimpica, Raidue, nutrendosi delle vomitevoli parole che degli pseudogiornalisti hanno loro propinato. Per quel che mi riguarda, non avevo alcuna sfida da vincere con chi si è schierato in difesa dei giochi sponsorolimpici. Avevo soltanto da dimostrare a me stesso di essere capace di non guardare un minuto di calcio, pallanuoto, pallavolo, atletica, pallacanestro. E devo dire che ci sono riuscito: per la prima volta, non ho seguito un’olimpiade e non so minimamente chi abbia vinto cosa. Bene così. In Cina il regime continuerà a fare schifo, i padroni continueranno a mascherarsi da comunisti borghesi, e lo sport -mondiale- farà sempre più pena.

Intanto, Raiuno ha trasmesso "Alla luce del sole", film consigliatissimo, assolutamente da vedere, che racconta la storia di quell’uomo coraggioso che rispondeva al nome di Pino Puglisi. Una figura enorme, che giganteggia assieme a Falcone, Borsellino, Impastato, Dalla Chiesa, La Torre, Rizzotto e tanti tanti altri che perdoneranno la mia ignoranza che mi impedisce di ricordarli tutti. Giganteggiano in questo mondo e in questo paese. Sono eroi, sono grandi, perché essenzialmente sono degli onesti.

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Come se niente fosse…

Posted by pedjolo su 12 aprile 2008

Ringrazio Paolo per questo post e aggiungo nel finale una riflessione personale.

amnesty pechino olimpiadi annuncio_luci_210x297La fiamma olimpica corre da un posto all’altro, da una grande città ad un’altra, da una nazione all’altra, senza risparmiarne una. Come se nulla fosse successo… "The show Must Go On" gridava Freddie Mercury, il leader dei Queen. Ed è proprio così… Seguono tutti alla parola questo consiglio di Freddie Mercury, noncuranti di ciò che ci succede attorno…

Non basta la violenza e la repressione in Birmania, adesso la Cina usa violenza anche sul Tibet, che vuole l’indipendenza dalla "terra rossa". Non bastano i monaci che hanno ammazzato, ora si aggiunge violenza su violenza, morte a morte. Ma intanto la fiamma olimpica è sempre accesa, non si ferma mai. E con lei non si spegne né si ferma la violenza e l’odio, la distruzione e la morte.

Intanto tutti si chiedono se dobbiamo boicottare le olimpiadi, e tutte le nazioni si chiedono se debba essere boicottato tutto, e lasciare i sogni degli atleti, costruiti per quattro lunghissimi anni, affogare nel sangue innocente sparso nelle mani di demoni carnefici.

La fiamma olimpica, eppur si muove… Bisogna chiedersi se le olimpiadi siano davvero la risposta alle divisioni tra gli uomini, con l’unione di tanti atleti di tutte le città del mondo che si ritrovano a condividere le stesse emozioni; oppure se rappresentino, come tanti di noi credono, una sorta di menefreghismo degli organizzatori per tutto ciò che succede, nonostante tanti manifestanti muoiano per l’ottenimento di un loro sacrosanto diritto… Se così fosse, allora non ci sarà motivo alcuno di seguire questo bellissimo mese di sport che tutti noi abbiamo atteso per quattro anni…

E intanto la fiamma continua, non si ferma, corre, splende sempre, come se niente fosse…

Recentemente, ho sentito una delle pseduo-interviste che la Rai fa a personaggi dello spettacolo e della letteratura in cui l’intervistato ha detto questo: indignarsi ora, perché ci sono le Olimpiadi e puntare il dito contro la Cina perché ora è di moda interessarsene, è ipocrita.
Ha maledettamente ragione, porca miseria.
Comunque, per quel che mi riguarda, non seguirò le gare olimpiche, anche perché sta calando drasticamente la mia passione sportiva per qualsiasi disciplina, dal calcio al curling. E questo a causa della morte di qualsiasi contatto, da parte di atleti e società, con il mondo reale e con le problematiche sociali che proprio lo sport dovrebbe cercare di affrontare.

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Tifate l'Itaglia.

Posted by pedjolo su 21 marzo 2008

In fondo, perché boicottare le olimpiadi?
Tifiamo Italia. Ma sì!

Freghiamocene, perché tanto non può cambiare nulla. Perché tanto se uno guarda raidue, cosa vuoi che ne sappia il regime cinese? Prendiamoci una bella bevanda dissetante, noccioline, e mettiamoci comodi in poltrona, a guardare il salto in lungo.
ATLETI ITALIANI CHE ANDRETE A PECHINO: VERGOGNATEVI!
Non è importante se chi vincerà un bronzo o un argento o un oro, avrà partecipato, portando più o meno implicitamente il suo contributo economico, pubblicitario, morale alla causa cinese. Che abbassino la testa i tibetani, violenti premeditatori. E il Dalai Lama, non mi convince, secondo me è una spia.
ATLETI ITALIANI CHE ANDRETE A PECHINO: VERGOGNATEVI!
Non boicottiamo Pechino, glorifichiamoci e sentiamoci più importanti se Montano salirà sul podio. Se Howe volerà lontano, magari grazie alla leggerezza di un Kinder Bueno. Sì perché quella è gente che ce l’ha fatta, che rappresentà l’Italia, che rappresenta la voglia di spiccare il volo di un paese.
ATLETI ITALIANI CHE ANDRETE A PECHINO: VERGOGNATEVI!
E se l’Italia finisce giù giù, nelle seconde metà delle classifiche, poco importa. Potremmo consolarci facendo leva sullo spirito sportivo, sul sano agonismo dimostrato da ogni atleta, di ciascuna nazione.
ATLETI ITALIANI CHE ANDRETE A PECHINO: VERGOGNATEVI!
Essere sportivi vuol dire essere sportivi. Nel senso di fare sport. Punto.
Poi, la sportività viene, raramente, dopo; viene quando due curve si salutano ipocritamente gridando "GA-BRI-E-LE UNO DI NOI !" nel derby calcistico della capitale. Viene quando si fanno i minuti di raccoglimento pensando a tutt’altro. Viene quando si usando termini moderati nei confronti degli avversari, pensando a quanto siano asini rispetto a noi. Viene viene viene, ma non fa mai godere appieno delle potenzialità di questa vasta tradizione della cultura umana.

Forza Ital…azzurri !!
Amnesty Pechino 2008 copertina

Chi non lo avesse ancora fatto, firmi la petizione di Amnesty International contro la repressione in Myanmar clicando qui.

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Amnesty, azioni urgenti.

Posted by pedjolo su 31 gennaio 2008

Azioni urgenti e appelli on-line

(Di seguito gli appelli di questo mese e i relativi link per firmare subito!)

AZIONI URGENTI:

AU 01/08

Repubblica popolare cinese: difensore dei diritti umani a rischio di tortura

http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Cina_Hu_Jia?page=azioni_urgenti

AU 02/08

Arabia Saudita: al-Qahtani a rischio di esecuzione imminente

http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/02_08_Arabia?page=azioni_urgenti

AGGIORNAMENTO AU 299/07

Etiopia: 2 attivisti condannati per le loro attività pacifiche in difesa dei diritti umani

http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Etiopia_299?page=azioni_urgenti

AU 08/08

Iran: minorenne al momento del reato rischia l’esecuzione

http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Iran_08_08?page=azioni_urgenti

APPELLI:

Raccomandazioni di Amnesty International per la fine delle detenzioni illegali nella "guerra al terrore”

http://www.amnesty.it/appelli/appelli/Anniversario_Guantanamo_08?page=appelli

APPELLO NOTIZIARIO GENNAIO-MARZO

Federazione russa: il caso di Artur Akhmatkhanov

http://www.amnesty.it/appelli/appelli/Russia_not?page=appelli

Marocco: sei omosessuali arrestati e condannati

http://www.amnesty.it/appelli/appelli/Marocco_pink?page=appelli

Uganda – Doppio trauma: violenza di genere e accesso alla giustizia

http://www.amnesty.it/appelli/appelli/Uganda_donne?page=appellihttp://www.amnesty.it/appelli/appelli/Uganda_donne?page=appelli

IRAN: nove donne e due uomini attendono di essere uccisi a colpi di pietra

http://www.amnesty.it/appelli/appelli/Iran_Lapidazione?page=appellihttp://www.amnesty.it/appelli/appelli/Iran_Lapidazione?page=appelli

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Pechino 2008 / parte seconda.

Posted by pedjolo su 6 gennaio 2008

CAMPAGNA PECHINO 2008: OLIMPIADI E DIRITTI UMANI IN CINA.
ARRESTATO DIFENSORE DEI DIRITTI UMANI, APPELLO ON LINE DI AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA

cina pechino 2008
Amnesty International ha lanciato un appello on line in favore dell’ennesimo difensore dei diritti umani arrestato in Cina, Hu Jia di Pechino. L’appello puo’ essere sottoscritto all’indirizzo www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Cina_Hu_Jia?page=azioni_urgenti.

Hu Jia, arrestato il 27 dicembre 2007 con l’accusa di ‘incitamento alla sovversione dei poteri dello Stato’, e’ tuttora detenuto in totale isolamento senza la possibilita’ di incontrare il suo avvocato. Il suo arresto si inserisce nel contesto di repressione delle autorita’ cinesi sugli attivisti per i diritti umani in vista delle Olimpiadi di Pechino dell’agosto 2008. Obiettivi prescelti sono, secondo Amnesty International, coloro che tentano di denunciare le violazioni dei diritti umani e di informare i mezzi di comunicazione e le Organizzazioni non governative all’estero.

Il 27 dicembre, una trentina di agenti in borghese del Dipartimento per la sicurezza interna dell’Ufficio per la pubblica sicurezza di Pechino ha fatto irruzione nell’abitazione di Hu Jia e di sua moglie, Zeng Jinyan. I poliziotti hanno circondato la coppia e la madre della donna, che era venuta in visita per vedere suo nipote. Hu Jia e’ stato portato via da un gruppo di agenti, mentre un’altra decina e’ rimasta a controllare Zeng Jinyan, stazionando fuori dall’abitazione fino al 31 dicembre. La polizia le ha proibito di avere contatti con chiunque e le ha intimato di ‘cooperare’, se voleva evitare l’arresto e ‘brutte conseguenze’ per il bambino. La polizia ha bloccato le linee telefoniche e quelle per il collegamento a Internet e ha confiscato il computer, i telefoni cellulari, una videocamera, il fax e le carte di credito di Hu Jia e Zeng Jinyan. Gli agenti, inoltre, hanno portato via una rubrica telefonica e documenti cartacei, tra cui vari manuali internazionali sui diritti umani. I conti bancari della coppia sono stati congelati.

Amnesty International ritiene che Hu Jia sia detenuto presso il Centro di detenzione della polizia municipale di Pechino. Il 31 dicembre il suo avvocato, Li Jingsong, ha presentato una richiesta di incontro col suo cliente, ma non ha ancora ricevuto risposta dalla polizia. Hu Jia necessita di cure mediche quotidiane a causa dell’epatite B e di problemi al fegato di cui soffre.

Hu Jia aveva gia’ trascorso un periodo di 41 giorni di carcere, in totale isolamento, tra febbraio e marzo del 2006, per aver organizzato uno sciopero della fame in favore di Gao Zhisheng, avvocato per i diritti umani di Pechino. Dopo il rilascio, ha passato buona parte del tempo agli arresti domiciliari, senza alcuna spiegazione da parte delle autorita’. Nonostante la stretta sorveglianza, Hu Jia e sua moglie hanno continuato a denunciare le violazioni dei diritti umani in Cina. Il 18 maggio 2007 e’ stato impedito loro di partire per l’Europa, dove avrebbero preso parte a un ciclo di conferenze sui diritti umani. Il 10 novembre, Hu Jia e’ stato picchiato da alcuni agenti di polizia che cercavano di impedirgli di incontrare la moglie, ricoverata in ospedale e in procinto di partorire. Il 2 gennaio decine di agenti della polizia distrettuale e municipale, arrivati a bordo di oltre 10 veicoli, hanno circondato l’abitazione della coppia. Da allora Zeng Jinyan e’ tenuta sotto stretta sorveglianza per impedirle di incontrare persone.

Garantire piena liberta’ d’azione ai difensori dei diritti umani, ponendo fine a minacce, intimidazioni, arresti e condanne nei loro confronti e’ una delle richieste che Amnesty International sottopone al governo cinese in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008. Le altre richieste sono: ridurre significativamente l’applicazione della pena di morte, come primo passo verso la sua completa abolizione; applicare tutte le forme di detenzione in accordo con le norme e gli standard internazionali sui diritti umani e introdurre misure che tutelino il diritto a un processo equo e prevengano la tortura; porre fine alla censura, soprattutto nei confronti degli utenti di Internet.

La campagna ‘Pechino 2008: Olimpiadi e diritti umani in Cina’ e’ on line all’indirizzo www.amnesty.it/pechino2008

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 4 gennaio 2008

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361
e-mail: press@amnesty.it

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Pechino 2008 / parte prima

Posted by pedjolo su 6 dicembre 2007

Mao, Yang, Li, Gao.
No, non sono versi senza senso. Sono 4 nomi, 4 persone.

PECHINO 2008

Mao Hengfeng , perseguitata dalle autorità cinesi da quasi 10 anni per non aver rispettato le norme sulla pianificazione familiare;
Yang Chunlin , attivista per i diritti umani, arrestato il 6 luglio 2007 per aver promosso una petizione indirizzata alle autorità, dal titolo “Vogliamo i diritti umani, non le Olimpiadi”, e da allora detenuto in isolamento;
Li Heping , noto avvocato di Pechino, aggredito e minacciato a causa della sua attività professionale in difesa di vittime di violazioni dei diritti umani;
Gao Zhisheng , avvocato di Pechino, scomparso il 22 settembre 2007; aveva inviato una lettera al Congresso degli Stati Uniti per denunciare il deterioramento della situazione dei diritti umani nel suo paese.

Firmate subito gli appelli online a questo indirizzo (si trovano sulla sinistra, scritti in blu).
Con Amnesty International.

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