metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for the ‘informazione pilotata’ Category

Barricate

Posted by pedjolo su 12 dicembre 2014

In mezzo agli ultimi, io ho i miei amici.

Tra quelli che voi chiamate negri, io ho il colore delle mie giornate.

Negli occhi a mandorla, io immagino orizzonti diversi e paesaggi lontani, storie di realtà schietta, asciutta, inquieta.

Quello che voi additate come un untore da rispedire al mittente, ha di contro il mio ascolto.

La vostra xenofobia è cieca, come ciechi sono i vostri comportamenti paurosi e disperati, partoriti nel grembo dell’insicurezza e dell’odio verso altri come voi, poveri, incerti, disoccupati.

Siete gli allocchi migliori che si possano trovare, capaci di fare quadrato oggi contro il nemico di cui solo domani si fornirà l’identikit. Vittime, ma anche carnefici, avallatori di guerre con la vostra omertosa ignoranza. Guerre sparate, guerre di paure, guerre di espressioni schifate e diffidenti.

Giustizialisti legalitari ingordi di merda televisiva coi vostri tolc scio’. Beee beee.

Ai vostri travasi di bile e alle vostre frustrazioni, oppongo un solo sorriso, potente rimedio naturale alle vostre costruzioni, fantasiose e anacronistiche in ogni era.

Con un po’ di ossigeno alle vostre cellule cerebrali, svenute e svendute da tempo, sareste capaci di leggere la storia e improvvisamente sentireste voi il senso di isolamento, di minoranza, immersi nelle vostre ridicole convinzioni e incapaci di farvi cullare dall’onda dell’evoluzione e dell’empatia, per voi tsunami apocalittico.

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Articolo un(ic)o.

Posted by pedjolo su 17 ottobre 2013

(pubblicato su www.losnodo.net)

“Mi rifiuto di vivere in un paese così. E non me ne vado” (Michael Moore, “Capitalism: a love story”).

L’Italia è una terra democratica fondata sull’uguaglianza che tutela la vita. Le libertà e i diritti umani inalienabili e fondamentali appartengono a tutte le persone che si trovino sul suo territorio, senza eccezione alcuna.
L’Italia, è una e tante, è molte cose insieme. L’Italia sono tante persone. In Italia, la parola “razza” non suscita interesse in nessuno, nemmeno tra i cani.

L’Italia cittadina, non abolirebbe una legge xenofoba e retrograda. L’Italia politica, non abolirebbe una legge xenofoba e retrograda. L’Italia cittadina e l’Italia politica, non farebbero mai entrare in vigore una legge xenofoba e retrograda, mai.

L’Italia difende i negri, i finocchi, i poveracci, i clochard. L’Italia fa di tutto perché nessuno muoia nel suo Mediterraneo; l’Italia sa che non dormirebbe la notte se dei bimbi morissero in quel mare; l’Italia piangerebbe, piangerebbe… e si mette a piangere anche ora, al solo pensiero.

L’Italia è nel Poliambulatorio di Palermo di Emergency. L’Italia è il ricordo della criniera rossa e riccia di Teresa Sarti.

L’Italia abbraccia chi arriva dal mare, non lo prende a calci nel culo; non si domanda da dove vengano quei viaggiatori, ma cerca di leggere cosa abbiano visto tutti quegli occhi. L’Italia se ne infischia delle cittadinanze, l’Italia chiede solo come ti chiami e come stai; l’Italia ritiene la migrazione un arricchimento, non una piaga. L’Italia, vuole che la migrazione non derivi da disperazione, ma da scelte libere.

L’Italia, per un sessantamilionesimo, è Don Luigi Ciotti.

L’Italia s’incazza, dio come s’incazza l’Italia. S’incazza di brutto quando provi ad approfittarti di lei, cioè delle persone che la costituiscono; e quando s’incazza, non imbraccia armi, ma prende in mano un libro di Don Lorenzo Milani, riascolta Pietro Calamandrei e poi guarda le foto dei bombardamenti che la rasero al suolo nel novecento, legge la lista dei morti per mafia, si ricorda il Vajont e L’Aquila. Cazzo come s’incazza l’Italia! E questo le dà forza, la fa sentire come una montagna e, invece di abbatterla, la fa rialzare sempre.

L’Italia ha deciso di difendere anche gli onesti e si batte ogni giorno contro l’assassinio perpetrato da finte istituzioni democratiche. L’Italia non spara a Don Pino Puglisi.

L’Italia difende e rincuora quelli che, se manca qualcosa in cassa a fine giornata, ce lo rimettono loro.

L’Italia ripudia le differenze sociali come strumento di selezione durante i colloqui di lavoro.

L’Italia investe risorse nella ricerca delle idee, degli sviluppi sociali; insegna a se stessa, cioè alle persone che la costituiscono, la natura puramente virtuale del denaro.

L’Italia ritiene un’offesa alla dignità mondiale, la guerra e la discriminazione e le debella con l’istruzione e l’educazione. L’Italia, se sbaglia, impara e migliora, tirando sempre su la testa.

In effetti, all’Italia non serve a nulla la Costituzione, è già costituita bene così.

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Comunione e Liberazione.

Posted by pedjolo su 28 agosto 2011

"Saverio Tommasi alla scoperta di Comunione e Liberazione" di Saverio Tommasi

Consigliatissimo reportage di soli 9 minuti ad opera di Saverio Tommasi. Dal meeting 2011 di CL a Rimini. Fondamentalismi, logiche economiche e paradossi, tanti paradossi: dagli sponsor incompatibili con quanto portato evangelicamente avanti dal movimento (Intesa San Paolo, Eni, Novartis, Nestlé), fino allo strindente e imbarazzante controsenso di un vero e proprio istituto di credito interno alla chiesa cattolica.

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G8 + 10

Posted by pedjolo su 20 luglio 2011

Io ho una domanda. Cos'è la morte? Lo chiedo, perché io non l'ho mai conosciuta.

Mi chiedo come sia possibile prendere qualcosa che non si conosce e usarlo. Strumentalizzarlo, farne oggetto di lucro.

Ecco, questo mi domando. Né chi ha scritto questo pezzo, né chi ha sfruttato l'onda dell'evento, meritano a mio avviso credibilità, a meno che non spieghino ed approfondiscano le loro posizioni.

Io non conoscevo Carlo Giuliani, non ne avevo mai sentito parlare e non ho sufficienti elementi per affermare se la sua morte sia stata "facilitata" – termine raccapricciante ma efficace- da suoi atteggiamenti e/o oggetti che potesse avere in mano.

Non lo so, non posso saperlo; ma nemmeno ho interesse a scoprirlo perché l'unica cosa che ritengo importante per noi vivi è l'evidenza: è morto un essere umano, giovane peraltro. Il resto sono travasi di bile che lascio a voi fomentatori d'odio o a chi cerchi, come ho scritto, di cavalcare un'onda emotiva inevitabile.

La loro e la vostra insensibilità, mi fanno paura perché sono il peggior schiaffo al dolore di chi piange. E in questo non c'è differenza tra le destre, le sinistre, i ricchi di un paese e quelli di un altro: la cecità irreversibile di fronte alle reali dimensioni dei problemi.

Com'è possibile non riuscire a fermarsi un attimo, guardarsi intorno, e rendersi conto che siamo immersi in uno strato di ovatta che ci soffoca con le sue sovrastrutture?

Perché questo è il "sistema", queste sono le caste.
 

Finché peccheremo di deliranti manie di grandezza, resteremo insignificanti; il giorno in cui dovessimo renderci conto di quanto siamo minuscoli, avremo trovato la nostra dimensione.

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Sakineh Ashtiani deve essere ammazzata.

Posted by pedjolo su 3 novembre 2010

Qui si può morire ammazzati legalmente:

AFGHANISTAN ALGERIA ANTIGUA E BARBUDA ARABIA SAUDITA ARMENIA BAHAMAS BAHRAIN BANGLADESH BARBADOS BELIZE BENIN BIELORUSSIA BIRMANIA BOTSWANA BULGARIA BURKINA FASO BURUNDI CAMERUN CILE CINA CIAD COMORE CONGO COREA DEL NORD COREA DEL SUD CUBA DOMINICA EGITTO EMIRATI ARABI UNITI ERITREA ETIOPIA GABON GHANA GIAMAICA GIAPPONE GIORDANIA GUATEMALA GUINEA GUINEA EQUATORIALE GUYANA INDIA INDONESIA IRAN IRAQ KAZAKSTAN KENYA KUWAIT KIRGHIZISTAN LAOS LESOTHO LETTONIA LIBANO LIBERIA LIBIA LITUANIA MALAWI MALAYSIA MAROCCO MAURITANIA MONGOLIA NIGERIA OMAN PAKISTAN PALESTINA QATAR RUSSIA SAINT CHRISTOPHER E NEVIS SAINT LUCIA SAINT VINCENT E GRENADINES SIERRA LEONE SINGAPORE SIRIA SOMALIA STATI UNITI D'AMERICA SUDAN SWAZILAND TAILANDIA TAIWAN TAJIKISTAN TANZANIA TRINIDAD E TOBAGO TUNISIA TURKMENISTAN UCRAINA UGANDA UZBEKISTAN VIET NAM YEMEN YUGOSLAVIA ZAMBIA ZIMBABWE
(fonte http://library.thinkquest.org/23685/data/oggi.html )

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Se una città dormiente come Pistoia appende sulla facciata del proprio palazzo comunale un messaggio del genere, significa che c'è da prendere sul serio quanto sta accadendo.

Sakineh Ashtiani, ormai diventata Sakineh e basta, altri non è che  una donna nata in un paese dove ancora è legale ammazzare qualcuno tramite pratiche istituzionalizzate. La pena di morte, viva e vegeta ancora oggi in numerosi paesi, fa scalpore solo per qualcuno, per qualche vittima illustre. La mia idea è che Sakineh verrà ammazzata, perché in fin dei conti chi se ne frega. Non sono gli Iraniani i soliti "altri" che puzzano, che ci invadono, che rubano, negri stranieri diversi musulmani islamici terroristi ignoranti? Cos'è tutta questa presa di posizione, questo gran parlare di una persona che non ha cambiato le nostre vite, che forse ha effettivamente "peccato" di adulterio e, chissà, di omicidio?

Attenzione! Da parte dei soliti noti, delle associazioni, della società civile, c'è la denuncia vera: quella contro la pena di morte, vista come pratica illegale e da eliminare immediatamente. 
Ma da parte delle istituzioni, l'appello non è una richiesta di fermare la pena di morte: si sta chiedendo, piuttosto, di salvare Sakineh dalle grinfie della (in)giustizia iraniana.

Forse c'è qualcosa dietro, un interesse.

La delfina del Tea Party (Repubblicani) Christine O'Donnell che sta bruciando le tappe negli USA a suon di <masturbarsi è peccato, alla stregua dell'adulterio> e <no all'aborto anche in casi di abusi sessuali e incesto> è una persona apparentemente normale, figlia di un paese che è una confederazione di paesi che ricorrono alla pena capitale. Non è paradossale, emblematico? Proprio questi Stati Uniti che s'indignano e accusano l'Iran, che si sentono -come del resto noi vecchi europei- superiori ad una sub-cultura come quella araba, praticano loro stessi la medesima cosa. E al loro interno ci sono correnti di pensiero come quelle della O'Donnell.

Forse Sakineh deve essere uccisa, perché sì. Perché è un logo, un'immagine, sapientemente utilizzata in questi mesi dai canali forti per porre un problema morale, per dare forza alla teoria dell'Iran cattivo che va rieducato.

Il problema, questo sì morale, è che non ci importa proprio niente di Sakineh, perché è come Teresa Lewis, ammazzata nel pressoché totale silenzio mondiale (salvo alcune eccezioni)  in Virginia. Questo è morboso e vergognoso, capitalizziamo al meglio anche le morti, spettacolarizziamo anche le ingiustizie e gli obbrobri.

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Tifosi del grottesco.

Posted by pedjolo su 13 ottobre 2010

E adesso? Perché non c'è stupore? Si è forse volatilizzata l'indignazione?

Dopo la morale a "Chi l'ha visto", credo sia doveroso che se ne faccia un'altra al servizio -all'altrettanto pubblico-andato in onda poche ore fa, sulla prima rete Rai.

Giornalisti dilettanti, inquadrature studiate, la dilagante violenza di uno sport diventato azienda per s.p.a. Questi gli ingredienti del programma con più share della serata, Italia-Serbia.

Il delirio di alcuni tifosi serbi è stato talmente elevato da costringere (in due tempi) a sospendere il match. Roba da maiali. Viene da domandarsi come abbiano fatto ad entrare, in mezzo a un muro di uomini della sicurezza, così tanti malintenzionati, incappucciati e pronti a smantellare tutto.

Dov'è, dunque, l'indignazione? Quando un programma che da 20 anni offre un servizio di utilità pubblica tocca tasti dolenti e si ritrova ad affrontare una situazione in tutta la sua difficoltà, si grida allo scandalo, in questo paese. Quel programma deve chiudere, secondo il ritrovato pudore nazionale (?), perché è feccia.

Il resto, invece, è miele: inquadrare bandiere serbe e far nascere, nell'italico cervello, associazioni di idee del tipo "tifosi violenti + immagini di bandiere serbe = Serbia violenta, Serbia cattiva, Serbia cacca". Ripetere, ai microfoni di un servizio pubblico, che i tifosi serbi stanno rovinando un momento che doveva essere di vicinanza, di ricordo, di cordoglio per via dei 4 militari morti (ammazzati dal sistema Italia in collaborazione con altri sottosistemi, non ultimo il fatto che se sei giovane e vuoi farti un futuro, in questo paese non hai di che preoccuparti dato che l'industria-guerra non va mai in crisi)  ne faceva nascere un'altra di associazioni: "i serbi non rispettano i morti italiani, veri patrioti".

E che non si venga a dire che per l'omicidio della ragazza pugliese valeva la pena sollevare la polemica, vista la gravità del fatto. Era grave davvero? Si trattava di una tragedia? Ah sì?! Ma dai! E quanto ci vuole a rendersiconto che, proprio per questo, non sono cazzi nostri? Cogne docet. Persone in fila di fronte ad un tribunale, pronte a prendere "il numerino" -come alla Coop- per entrare, intervistate da testate giornalistiche degne soltanto di essere abolite. 

Buffoni. Avessi un ridicolometro ve lo ficcherei su per il sedere per vedere a quanto ammonti la vostra febbre. Cronica.

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10 strategie della manipolazione

Posted by pedjolo su 28 settembre 2010

Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille” ).

2– Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3– La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi . E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato . Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti…

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. * “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!!!

10- Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: www.visionesalternativas.com

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L'assemblea de L'Aquila.

Posted by pedjolo su 2 agosto 2010

 A  SUD informa  

 
Siamo tutti aquilani
 
 
Alleghiamo di seguito il comunicato dell'Assemblea Cittadina de L'Aquila sui fatti della manifestazione del 7 luglio scorso.
 
A Sud era presente alla manifestazione per sostenere la giusta lotta per una ricostruzione sostenibile, immediata e trasparente della città de L'Aquila e per esprimere solidarietà e appoggio al popolo aquilano. Aderiamo e firmiamo la lettera preparata dall'Assemblea Cittadina e indirizzata al Ministro Maroni.
 
Condanniamo la violenza usata dalle forze dell'ordine che durante la manifestazione hanno caricato i manifestanti.  Esprimiamo il nostro sdegno per il tentativo di spostare l'attenzione dalle legittime richieste del popolo aquilano ai disordini causati dalle forze dell'ordine. Ci uniamo alla condanna dei cittadini e dei comitati aquilani per le calunnie che nelle ore successive alla mobilitazione hanno parlato di infiltrazioni e di provocazioni da parte dei manifestanti.
 
 
 
COMUNICATO ASSEMBLEA CITTADINA de L'AQUILA 
11 LUGLIO
 
 
In un tendone affollatissimo di cittadini e alcuni rappresentati istituzionali, l’assemblea cittadina ha fatto il punto sulla situazione e le iniziative da mettere in campo dopo la manifestazione del 7 luglio.
 
 
SUI FATTI DELLA MANIFESTAZIONE
 
1. E’ stato deciso di inviare una lettera al Ministro Maroni in merito agli incidenti della manifestazione, con la quale si respingono  le accuse delle forze dell’ordine su presunte provocazioni dei manifestanti, si chiede un’inchiesta al Ministro e le dimissioni dei dirigenti che hanno dato una versione tendenziosa dei fatti.
 
L’assemblea ha approvato la lettera e chiede di sottoscriverla a tutti gli attori istituzionali che hanno aderito e/o partecipato alla manifestazione, in primo luogo quindi i sindaci, il presidente della provincia, i sindacati, l’università, la curia, ecc.
 
 
Questa la lettera:
 
Al Ministro degli Interni On. Roberto Maroni.

Signor Ministro, abbiamo letto le Sue dichiarazioni riguardo la richiesta di indagine per verificare i fatti accaduti durante la manifestazione degli aquilani a Roma del 7 luglio scorso. Chi le scrive è l'assemblea dei cittadini del presidio di Piazza Duomo, promotrice di quella manifestazione. La presente è per portare alla sua conoscenza degli elementi in grado di aiutare lo svolgimento dell'inchiesta. Abbiamo sentito il capo della Digos di Roma, il Questore di Roma e anche il capo della Polizia, dott. Manganelli, evocare la presenza di elementi esterni a noi estranei che avrebbero agito da agenti provocatori. La informiamo che di quel che è accaduto gli unici responsabili siamo noi, cittadini aquilani, madri, padri, figlie e figli. Di questo CI ASSUMIAMO TUTTI UNITI PIENA E UNICA RESPONSABILITA'. Tutto il resto sono delle assolute falsità.
 
Riteniamo nostro diritto far sentire la nostra voce pacificamente nei palazzi dove si vuol negare il futuro alla nostra Terra e ai nostri figli. Questo diritto lo difendiamo, siamo determinati e uniti, senza mai retrocedere, con i nostri Sindaci e i nostri gonfaloni, sempre con le mani alzate, con i nostri volti ben visibili e armati solamente della bandiera neroverde della nostra città (tutte rigorosamente con asta di plastica leggera). Tutti i filmati possono testimoniarlo. Noi non abbiamo nulla da nascondere. Sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.
 
I dirigenti del suo Ministero che affermano il contrario, a cominciare dal dott. Manganelli, o sono male informati o, molto probabilmente, agitano inesistenti spettri per coprire i propri errori. In entrambi i casi riteniamo che incarichi così delicati non possano essere più ricoperti da persone che mentono per coprire
le proprie responsabilità screditando le Istituzioni che rappresentano.
Per questo Le chiediamo di procedere alla loro immediata sostituzione.

Siamo a Sua completa disposizione, se riterrà utile ascoltarci nell'ambito dell'inchiesta che ci auguriamo sia rapida e approfondita.
Rileviamo comunque che l’attenzione data dal governo – e conseguentemente da  molti mezzi di informazione – agli incidenti e alle presunte provocazioni,  rappresenti solo uno spostamento dell’attenzione rispetto ai problemi e alle richieste di cui i cittadini manifestanti erano portatori: cioè il loro SOS Ricostruzione (che significa Sospensione delle tasse, Occupazione, Sostegno all’economia), e soprattutto la necessità di una legge organica sul terremoto che stabilisca tempi e finanziamenti certi e che possa consentire di riprogettate il futuro del territorio. Tutti problemi sui quali nessuna risposta è stata data dal governo.
Dal tendone di Piazza Duomo, i cittadini dell’Assemblea le porgono
Distinti Saluti
2. L’onorevole Lolli ha annunciato, sempre sui fatti della manifestazione, un’interrogazione parlamentare.
3. Al fine di ristabilire la verità rispetto a quanto accaduto il 7 luglio a Roma, l’Assemblea ha deciso inoltre di organizzare già nella prossima settimana un’iniziativa sull’informazione, da tenersi di nuovo a Roma per presentare  il materiale fotografico e video sulla manifestazione, riproporre la piattaforma della manifestazione e dare il più ampio resoconto all’opinione pubblica su quanto è realmente avvenuto.
Ai politici locali, in primo luogo il Commissario Chiodi e  il vice presidente del consiglio regionale De Matteis, i quali  hanno rilasciato dichiarazioni che  avallano sostanzialmente la tesi della provocazione da parte dei manifestanti (che si vogliono in tal modo  vogliono criminalizzare e screditare) l’assemblea  chiede di dare conto e dimostrare quanto pubblicamente dichiarato.
 
 
INIZIATIVE FUTURE
L ’assemblea si fa carico di elaborare una legge di iniziativa popolare sul terremoto, da presentare all’inizio dell’autunno (dopo aver raccolto le 50 mila firme previste dalla Costituzione per tale iniziativa)
Al Commissario Chiodi si chiede un confronto pubblico con il  vice-commissario Cialente, al fine di chiarire le tante voci e dichiarazioni che si susseguono negli ultimi tempi, riguardo alla mancanza o alla non capacità di spesa dei fondi per la ricostruzione.
Prossimo appuntamento, come sempre,  mercoledì alle ore 18.00 nel tendone di  Piazza Duomo.

Assemblea Cittadina Piazza Duomo
L'AQUILA

*  *  *

I VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE

 
http://www.youtube.com/user/MediaCrewCasematte
[Canale Video di Casematte]
http://www.youtube.com/user/funambolic#p/a/u/2/w7fFs_59bfQ
Terremotati manganellati [di Francesco Paolucci]
http://www.youtube.com/user/vanth13#p/u/6/N696txql25M
La cosa pubblica e gli aquilani[di Luca Cococcetta]
 
 
RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE
a cura di Giovanni Incorvati

2010-07-09 – Le Monde – p. 2
Les sinistrés de L'Aquila, toujours pas rélogés, marchent sur Rome
[I terremotati de L'Aquila, sempre senza abitazione, marciano su Roma]

http://it.calameo.com/read/000318870f3693517183f?page=2

2010-07-09
Quake survivors clash with police in Rome protest
[I sopravvissuti del terremoto si scontrano con la polizia nelle proteste di Roma]

http://www.newstimes.com/news/articleGallery/Quake-survivors-clash-with-police-in-Rome-protest-567848.php

2010-07-09 International Business Times
Quake victims protest in Italy and clash with police

[Le vittime del sisma protestano in Italia e la polizia interviene]
http://www.ibtimes.com/articles/33284/20100707/quake-victims-protest-in-italy-and-clash-with-police.htm

2010-07-08 Daily Herald
Quake victims protest in Italy, clash with police
[Le vittime del terremoto protestano in Italia, scontri con la polizia]

http://www.thedailyherald.com/international/4-international/5590-quake-victims-protest-in-italy-clash-with-police.html

2010-07-08 BBC
L'Aquila quake victims demonstrate in Rome
[Le vittime del sisma de L'Aquila manifestano a Roma]

http://news.bbc.co.uk/2/mobile/world/europe/10541725.stm

2010-07-08 Reuters 
L'Aquila quake victims protest Italy, police intercept
[Le vittime del sisma de L'Aquila protestano, la polizia interviene]

http://www.worldbulletin.net/news_detail.php?id=61019
http://sosdrs.wordpress.com/2010/07/07/july-7-italy-quake-victims-clash-with-police/

2010-07-08 The Guardian
Italian earthquake victims demand more aid
[Le vittime del sisma chiedono più aiuti]

http://www.guardian.co.uk/world/2010/jul/07/italian-earthquake-victims-protest-rome

2010-07-08 ABC
Afectados de L'Aquila protestan en Roma por su situación 15 meses después
[Vittime de L'Aquila protestano a Roma per la situazione 15 mesi dopo il sisma]

http://www.abc.es/20100707/internacional/altercadositalia-201007072212.html

2010-07-07
Protestan Miles De Personas Ante Casa De Berlusconi En Roma
[Migliaia di persone protestano davanti alla casa di Berlusconi a Roma]

http://www.elcirculorojo.com.mx/internacional/9166-Protestan-Miles-Personas-Ante-Casa-Berlusconi-Roma.html

2010-07-07
Tensión en Roma por una manifestación de los afectados de L’Aquila
[Tensione a Roma per la manifestazione delle vittime del sisma de L'Aquila]

http://noticieroconfidencial.com/?p=2127

2010-07-07
La vidéo du jour: « SOS L’Aquila », les sinistrés manifestent à Rome
[SOS L'Aquila, le vittime manifestano a Roma]

www.peggypicot.com/italianisme/2010/07/07/la-video-du-jour-sos-laquila-les-sinistres-manifestent-a-rome/

2010-07-07
Rome, Demonstration of the displaced people of L'Aquila
[Roma: manifestano gli sfollati de L'Aquila]

www.prospektphoto.net/prospektphoto-cgi/topixx?op=thumbnails1&string=aquilademoroma

2010-07-07  El paìs
La rabia de L'Aquila marcha sobre Roma
[La rabbia de L'Aquila marcia su Roma]

http://www.elpais.com/articulo/internacional/rabia/L/Aquila/marcha/Roma/elpepuint/20100707elpepuint_9/Tes

2010-07-07
Italie/séisme: des milliers d'habitants de l'Aquila "marchent sur Rome"
[Migliaia di Aquilani "marciano su Roma"]

http://
www.quedit.com/detail/italie-sisme-des-milliers-dhabitants-de-laquila-marchent-sur-rome-922106.html

2010-07-07  El Mundo
Afectados de L'Aquila protestan en Roma contra pago de impuestos
[Le vittime del terremoto protestano a Roma contro il pagamento delle tasse]

http://www.eldiario.com.ec/noticias-manabi-ecuador/158592-afectados-por-el-sismo-de-l-aquila-protestan-en-roma-contra-pago-de-impuestos/

2010-07-07
Bewohner von L'Aquila demonstrierten in Rom
[Gli Aquilani protestano a Roma]

http://www.stol.it/Artikel/Chronik-im-Ueberblick/Chronik/Bewohner-von-L-Aquila-demonstrierten-in-Rom

2010-07-07
Bewohner von L'Aquila marschieren auf Rom
[Gli Aquilano marciano su Roma]

http://nachrichten.ch.msn.com/international/artikel.aspx?cp-documentid=154062338

2010-07-07
Associated Press – Quake Survivors Clash With Police In Rome Protest
[I sopravvissuti al terremoto si scontrano con la polizia durante le proteste di Roma]

http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=128360239
http://www.kansas.com/2010/07/07/1393915_a1393911/quake-survivors-clash-with-police.html

2010-07-07
Bewohner von L'Aquila fordern mehr Unterstützung für Erdbeben-Region
[Gli Aquilani chiedono più sostegno per i comuni del cratere]

http://www.stern.de/news2/aktuell/bewohner-von-laquila-fordern-mehr-unterstuetzung-fuer-erdbeben-region-1580846.html

2010-07-07
Italie: des milliers de rescapés du séisme de l'Aquila "marchent sur Rome"
[Migliaia di sfollati del sisma di L'Aquila "marciano su Roma"]

http://actu.orange.fr/monde/italie-des-milliers-de-rescapes-du-seisme-de-l-aquila-marchent-sur-rome_21219.html

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Addio a Giorgio Alpi

Posted by pedjolo su 13 luglio 2010

http://www.perlapace.it/index.php?id_article=4833&PHPSESSID=7b11c0270f01bc32daa4d4326144cef6

Ciao Giorgio! Si è spento ieri all'età di 86 anni Giorgio, il padre di Ilaria Alpi

Domani, martedì 13 luglio, il funerale alle 10.00 presso la Chiesa di Santa Chiara in Piazza Giochi Delfici a Roma.

Nel pomeriggio di ieri, dopo una lunga malattia, si è spento Giorgio Alpi, medico urologo molto conosciuto e padre di Ilaria Alpi. L'associazione Ilaria Alpi, di cui lui insieme alla moglie è tra i soci fondatori, e il Premio Ilaria Alpi si uniscono al dolore della moglie Luciana Riccardi. Persona dolcissima, medico molto apprezzato e conosciuto, Giorgio ha in questi ultimi sedici anni combattuto sempre a fianco di Luciana per arrivare alla verità e alla giustizia sulla morte della loro unica figlia Ilaria. Verità e giustizia che purtroppo ancora non c'è. Giorgio lascia un grande vuoto sia in famiglia, ma anche per l'associazione e il Premio che lo ricordano con profondo affetto. Ciao Giorgio!

La morte di Giorgio Alpi: il ricordo di Mariangela Gritta Grainer, portavoce dell'Associazione Ilaria Alpi

 

Giorgio Alpi è morto nel pomeriggio di domenica 11 luglio. Giorgio Alpi, il papà di Ilaria inviata del Tg3, assassinata a Mogadiscio insieme a Miran Hrovatin il 20 marzo 1994. Lo abbiamo conosciuto per la tragedia che aveva colpito "a morte" lui e Luciana, la mamma di Ilaria, più di 16 anni fa: troppi senza giustizia e senza verità. A Riccione, durante il sedicesimo premio intitolato a Ilaria, abbiamo sentito la mancanza di Giorgio e di Luciana: non erano con noi, Giorgio stava già male, da molto tempo non poteva attivamente seguire tutte le iniziative che ricordavano sua figlia; e Luciana stava con lui, il loro legame era fortissimo, intenso e lei non lo lasciava mai. Un padre, una madre che non si sono abbandonati al dolore ma che hanno lottato e lottano per sapere chi ha "commissionato" l'esecuzione di Ilaria e di Miran: sono diventati un simbolo di impegno civile, un esempio per tutti. Giorgio era un medico di talento, sempre disponibile ad aiutare, prendersi cura di chi aveva bisogno: anche dopo che aveva lasciato la professione con una rara capacità di relazione umana. Diceva sempre che "c'è un filo rosso che lega e percorre le stragi di questo paese e il duplice assassinio di Mogadiscio", che giustizia e verità sono un diritto per chi è stato colpito e un dovere per chi ha responsabilità pubbliche. Diceva anche "non ho tanto tempo, gli anni passano…" In nome suo, nel giorno della sua morte vogliamo rilanciare l'appello "Verità e Giustizia": ci sembra un modo concreto e visibile per rendere significativo il dolore per la sua perdita e l'impegno a portare avanti la sua battaglia insieme a Luciana alla quale ci stringiamo in un abbraccio stretto stretto.

Mariangela Gritta Grainer, portavoce dell'Associazione Ilaria Alpi

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Taormina.

Posted by pedjolo su 21 giugno 2010

Dalla rubrica PIOVONORANE di Alessandro Gilioli
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/29/la-verita-su-b-raccontata-dal-suo-ex-avvocato/

«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».

Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.

 

Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo impedimento?
«La correggo: le norme che gli servono per completare il suo disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge costituzionale, che è fondamentale».

Mi spieghi meglio.
«Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».

E perché?
«Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimentoı».

E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis?
«Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».

Mi faccia capire: Berlusconi sta facendo una legge – il legittimo impedimento -che già sa essere incostituzionale?
«Esatto. Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente».

Come fa a esserne così certo?
«Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».

Tipo?
«Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi».

Che all’epoca era Presidente della Repubblica.
«Esatto. E Ciampi chiese una modifica».

Quindi?
«Quindi io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente».

Pentito?
«Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico. Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava strutturando l’entourage più ristretto del Cavaliere.

A chi si riferisce?
«A Cicchitto, a Bondi, a Denis Verdini, ma anche a Ghedini e Pecorella. Personaggi che hanno preso il sopravvento e che condizionano pesantemente il premier. E l’hanno portato a marginalizzare – a far fuori politicamente – persone come Martino, Pisanu e Pera. E adesso stanno lavorando su Schifani».

Prego?
«Sì, il prossimo che faranno fuori è Schifani. Al termine della legislatura farà la fine di Pera e Pisanu».

Ma mancano ancora tre anni e mezzo alla fine della legislatura…
«Non credo proprio. Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011, Berlusconi andrà alle elezioni anticipate».

E perché?
«Perché gli conviene farlo finché l’opposizione è così debole, se non inesistente. Così vince un’altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».

Aiuto: mi sta dicendo che avremo Berlusconi fino al 2020?
«E’ quello a cui punta. E in assenza di un’opposizione forte può arrivarci tranquillamente. L’unica variabile che può intralciare questo disegno, più che il Pd, mi pare che sia il centro, cioè il lavorio tra Casini e Rutelli. Ma se questo lavorio funzionerà o no, lo vedremo solo dopo le regionali».

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