metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for the ‘ecologia’ Category

sipuofare.info

Posted by pedjolo su 30 marzo 2012

il logo del sito sipuofare.info

 

Mi appunto e segnalo questo interessante contenitore di idee e informazioni:

www.sipuofare.info

Si possono reperire molti suggerimenti e una miriade di link che spaziano sulle tematiche più disparate: internet, economia, ecologia, erbe officinali, traduttori, servizi gratuiti, eccetera.

Mi piace soprattutto perché contiene stimolanti proposte indirizzate ad un miglior stile di vita. Consigliatissimo!

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Autoconsigli

Posted by pedjolo su 3 marzo 2012

Riporto il link degli amici Oh!Rizzonti su interessanti e semplici accorgimenti automobilistici.

http://ohrizzonti.blogspot.com/2012/02/come-risparmiare-di-e-inquinare-di.html

Eccoli, appunto:

-25%Vai a 110. In un viaggio autostradale di un’ora e un quarto (150 chilometri) viaggiando a 110 km/h invece che a 130 si risparmia il 25% di carburante e si arriva a destinazione solo 12 minuti dopo. Inoltre, più si va veloce, più aumentano giri del motore e resistenza aerodinamica. La densità dell’aria aumenta esponenzialmente: a 200 km/h si consuma esattamente il doppio rispetto a 160 km/h.

 

-20%Cambia marcia. La regola del cambio marcia precoce è una delle prime e più importanti dell’ecodrive (ma non vale per le auto con cambio automatico). Si tratta di passare alla marcia superiore già verso i 1800 giri a benzina – nei Diesel anche meno – e poi ritardare lo scalare verso il basso. Viaggiare a bassi regimi è basilare per risparmiare. Intendiamoci, non bassissimi, altrimenti lo sforzo poi per riprendere giri vanifica il risparmio. I recenti motori sono elastici e vanno benissimo tra i 1600 e i 2500 giri/min.

 

-­20%Le mani ce le mettano i professionisti. Una manutenzione costante svolta dai meccanici della casa madre – dalle regolazioni della centralina al filtro aria fino alle candele – può portare a risparmi che secondo alcune fonti possono arrivare fino al 20%, ovvero 2 litri in meno per ogni 100 km. Si va incontro anche a una netta diminuzione delle emissioni di veleni, di idrocarburi (HC), di monossido di carbonio (CO) e, per i motori Diesel, di particolato.

 

-12%Usa il navigatore. Secondo uno studio Navteq l’impiego del navigatore satellitare può ridurre le percorrenze annuali medie di un automobilista di circa 2.500 chilometri l’anno, consentendo una riduzione dei consumi di carburante del 12%, pari a un risparmio di denaro di oltre 400 euro l’anno. Inoltre alcuni produttori (per primo Garmin) hanno messo in commercio software che assistono l’automobilista nella scelta di mete eco (EcoRoute), valutano lo stile di guida (Driving Challenge) facendo comparire una fogliolina verde sul display per indicare l’ecosostenibilità della nostra guida. Per facilitare la vita di chi ha scelto un carburante meno inquinante, c’è anche una funzione con tutti i distributori di metano d’Italia.

 

-8%Non frenare. Ovviamente, non è un invito a guidare come negli autoscontro, ma a pensare che ogni volta che si frena tutta l’energia cinetica accumulata si dissipa – e poi la si deve pure riguadagnare consumando! Tre casi esemplificativi. Uno, prendi esempio dai camion in autostrada, che pur con le loro dieci e più marce tendono a mantenere il loro placido passo, evitando inutili accelerate e frenate. Due, non attaccarsi mai al sedere dell’auto davanti, nemmeno se si ha fretta e il guidatore davanti è un anziana vecchietta: la necessaria e nervosa sequenza sincopata di accelerate e frenate è molto dispendiosa. Parallelamente, fregarsene di quelli che ti si appiccicano al sedere: ti tallonerebbero anche sfondando di 100 all’ora i limiti di velocità. Tre: per rallentare è bene prendere l’abitudine di usare il freno motore, ovvero l’effetto frenante del motore per inerzia che si nota quando si solleva l’acceleratore: in rilascio si taglia l’afflusso di carburante. Rallentando poi non mettere in folle, perché un motore in folle gira e continua a consumare.

 

-5%Non pigiare, mai. Avvia il motore senza premere il pedale dell’acceleratore, non sgasare nervosamente al semaforo, riduci sempre il numero di giri (si leggono sul contagiri). Premi sull’acceleratore sempre in maniera graduale perché schiacciandolo bruscamente a tavoletta si aprono tutti i condotti subito al massimo, il carburante fluisce al massimo ma la velocità sotto sforzo aumenta solo gradualmente. Abituarsi a “seguire” un po’ l’auto col piede. L’acceleratore non è un interruttore, on/off. No.

 

-5%Cerca le “pompe bianche”. C’entra poco con l’ambiente e solo col portafogli, ma è giusto far notare che in tutte le città, spesso in periferia, esistono le “pompe bianche”, quelle senza un’insegna famosa. Avere una conduzione autonoma dell’impianto permette di ridurre i costi di gestione che si ripercuotono sul prezzo finale alla pompa. Si risparmiano anche 5-6 centesimi al litro. Considerando un consumo di 100 litri al mese il risparmio può arrivare a 70 euro annui. Online è possibile trovare la mappa delle pompe bianche presenti in Italia.

 

-3%Pneumatici gonfi. Fa’ controllare (o controlla di persona con il manometro delle pompe di benzina, quando funziona…) il livello di pressione indicato dal produttore: quest’informazione si trova scritta all’interno della portiera del guidatore, a sinistra, ed è scritta anche nel libretto che quasi tutti tengono negli sportellini del cruscotto. Questa pressione dovrebbe essere aumentata del 15% se si prevede di effettuare un percorso autostradale. Al contrario, pneumatici sgonfi anche solo di 0,3 atmosfere comportano un sovraconsumo di circa il 3%.

 

-1,6%Spegni il climatizzatore gli ultimi due minuti. Per arrivare a 18 gradi nell’abitacolo quando fuori ce ne sono 10 il consumo aumenta di circa il 16% per un motore benzina, e di circa il 20% per un motore Diesel. Percentuali testate su strada, che possono raddoppiare durante la circolazione in città. Certo, è impensabile non usare mai il condizionatore. D’estate, proviamo a rallentare, abbassare tutti i finestrini e godiamoci la brezza. D’inverno basta usarlo il 10% in meno, ovvero – facendo un viaggio di venti minuti, spegnerlo già gli ultimi due minuti.

 

-1%Fa’ il pieno di sera. D’inverno è ininfluente, ma d’estate e nei mesi caldi quella pur minima dispersione dovuta all’evaporazione della benzina o del gasolio dalla pompa al serbatoio può arrivare all’1% in aerosol (velenosi), a causa del calore. Se si può, evitiamo di fare il pieno all’una del pomeriggio d’agosto: meglio la sera.

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Suicciòff

Posted by pedjolo su 29 gennaio 2012

Pubblicato su Lo Snodo il 10 dicembre 2011.

www.losnodo.net.

L’altro giorno osservavo una carcassa nera, strana, appoggiata in terra, in mezzo alla piazzola ecologica di Piazza San Lorenzo a Pistoia, in attesa che un addetto venisse a caricarla per indirizzarla, con ogni probabilità, alle bocche di qualche inceneritore. Era sera, stava piovendo e non distinguevo cosa fosse. Avvicinandomi, capii: televisore a tubo catodico, 15, 17 pollici al massimo, un “trombone” – lo avrà definito l’ultimo proprietario – squadrato e inesorabilmente sconfitto dalla moderna anoressia delle tavolette LCD che lo hanno stracciato in prima battuta per la loro sottigliezza e, successivamente, grazie al decoder digitale integrato.Tre parole, il futuro. Il futuro! Il futuro?!
Me lo sono ripetuto più di una volta cosa abbiano in comune la parola futuro e il nuovo sistema di ricezione televisiva. E anche grazie a quella carcassa, il cui abbandono non poteva che avvenire in un sistema incapace di distinguere tra materiale di scarto e ricchezza, ho acquisito piena consapevolezza che niente possa legarli. A meno che non si intenda con la parola futuro ciò che, nei giorni e negli anni a venire, sarà unilateralmente deciso ed imposto. Perché è quello che in quasi tutta Italia, Toscana oramai compresa, è accaduto. Non è mia intenzione soffermarmi sui soggetti che beneficeranno, nel paese dei monopòli, di questo passaggio e del flusso di denaro che ha generato e continuerà a generare. Vorrei piuttosto riflettere su aspetti molto più concreti, porre domande e condividere la mia personale scelta.

Il cosiddetto digitale terrestre ha mandato in pensione, oltre al protagonista di questo articolo, tanti altri apparecchi, milioni probabilmente. Dubito che molti di questi fossero realmente da rottamare: è verosimile pensare che una buona fetta fosse ancora utilizzabile per ricevere, tramite aggiunta di apposito rievitore, il nuovo segnale. Quindi, uno spreco ingiustificato di risorse e denaro, abilmente ottenuto grazie alle numerose ed asfissianti pubblicità – propaganda dei vari rivenditori hitech e figlio, suppongo, di quella obsolescenza percepita che Annie Leonard ricorda ne La storia delle cose. Uno spreco, oltretutto, in mancanza di reali migliorie e, anzi, accompagnato da ripetute difficoltà tecniche. La perdita di sintonia da parte de La7 e altre emittenti, ad esempio, fa il paio con la perdita di pazienza dell’utente, costretto ad arrangiarsi su sistemi ed apparecchi nuovi. In tutta Italia, in tutte le regioni.

Si pone quindi la questione della destinazione di questi apparecchi abbandonati, riconsegnati, regalati, dimenticati: è lecito pensare che si inneschino dinamiche degne del peggior mercato nero, quello che recupera in silenzio gli scarti per poi rivenderli al miglior offerente di qualche paese, preferibilmente lontano e povero. Imbattersi in una Radiomarelli nelle favelas brasiliane o nelle baracche della Sierra Leone forse sarà non solo possibile, ma addirittura probabile.

In ballo c’è anche l’immoralità. Anzi, ci sono le immoralità.
La prima: obbligare – non formalmente, ma nella sostanza – un’utenza numericamente enorme ad acquistare nuovi oggetti (televisori o decoder esterni che siano) per poter dare continuità ad un servizio di cui ha potuto usufruire finora e per il quale ha già sostenuto altre spese, siano esse energetiche, di apparecchiatura e manutenzione, di canoni, eccetera. Un’immoralità strutturale, condivisa e foraggiata dallo Stato Italiano che si è poi inventato un contributo per l’acquisto di un decoder digitale destinato al cittadino che rispondesse ai seguenti requisiti minimi: abbonato RAI, reddito inferiore a diecimila euro annui, 65 o più anni di età. Tradotto: pensionato medio costretto a tirare la cinghia e che guardi un po’ di tv per ingannare il tempo. Questi, tipico soggetto – per usare un eufemismo – interessato alle varie Dmax, Real Time, Poker TV, Winga che spopolano sulle frequenze digitali, sarà ben contento di poter usufruire di 50 euro per acquistare un congegno nuovo, squadrato, con un telecomando a parte e i cui comandi sono spesso complicati da abbinare a quelli del televisore. Ma, sarcasmo a parte, supponendo pure che l’utente in questione apprezzi questa offerta, non sarebbe stato più sensato intendere il futuro in altra maniera e destinare quei fondi al miglioramento di strutture e servizi riservati a quella fascia sociale o anagrafica, anziché espandere l’universo dei contenuti che isolano gli individui, rendendoli molto meno sociali e socievoli?

Immoralità, secondo atto: televisori nuovi, fessure laterali nuove, canali nuovi (e criptati). I moderni apparecchi presentano slot per l’inserimento di card prepagate; quelle di Mediaset Premium o La7, tanto per citarne due. Avere un oggetto predisposto a fare qualcosa, al giorno d’oggi, grazie alla pubblicità, equivale ad innescare un meccanismo mentale graduale che porta a dimenticare il proprio reale bisogno e a voler, a tutti i costi, sfruttare a pieno ciò che altrimenti resterebbe inutilizzato, mutilato, incompleto. La tentazione di vedere oltre l’anonimo schermo oscurato è incentivo all’acquisto di abbonamenti o simili; legittimo pensare si tratti di una strategia ben ponderata.

Alla luce di tutti questi aspetti, personalmente ho vissuto e ritengo lo spegnimento del sistema analogico come una piacevolissima novità. Paradossale? No, pefettamente in linea con quanto scritto sopra. Dal 17 novembre non so più cosa sia la televisione e quelle poche isole sane all’interno dei palinsesti televisivi le guardo in streaming o in podcast su internet. Se switch off deve essere, che switch off sia. Per sempre!

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Extra time.

Posted by pedjolo su 30 maggio 2011

Promemoria di Greenpeace allo Stadio Olimpico di Roma.

 

http://www.youtube.com/watch?v=QOsg60mnzkI&feature=player_embedded

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V per veleno e vergona.

Posted by pedjolo su 27 aprile 2010

In questo video, il giornalista Lannes tratta cose scomode, inusuali se si ascoltano la politica, i giornali, la televisione, la crisi. Soprattutto, fa incazzare il modo diretto con cui queste cose vengono dette. Fa incazzare il fatto che non le sentiamo e non le diciamo mai così. Ci scordiamo e ci adagiamo, ricorriamo a uno stile politicamente corretto -in senso lato- che ci fa credere di comportarci nella maniera che più si confa e addice a un animale sociale come l'uomo. Come direbbe Lannes: "VERGOGNA"!

www.italiaterranostra.it

http://issuu.com/meridiana/docs/nato_colpito_e_affondato

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Biùtiful cauntri.

Posted by pedjolo su 13 agosto 2008

BIUTIFUL CAUNTRIL’ho visto. Fate lo stesso anche voi.
http://www.biutifulcauntri.it

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La storia delle cose.

Posted by pedjolo su 2 luglio 2008

ASSOLUTAMENTE DA VEDERE,

anche se è su gùgol!!!


 

http://video.google.it/videoplay?docid=-2138416794381091301&q=la+storia+delle+cose&ei=_sdqSOL_H4mq2ALk8ajYCg&hl=it

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Nuovo motore di ricerca, chiarimenti.

Posted by pedjolo su 25 giugno 2008

A seguito di alcune perplessità emerse sul funzionamento del motore di ricerca ECOCHO (segnalato mercoledì 11 giugno), posto di seguito ciò che potete trovare anche all’indirizzo www.ecocho.it/verified.php

Come siamo verificati

Il nostro fornitore di buoni per la riduzione di emissioni di anidride carbonica è Global Carbon Exchange (GCX), e KPMG (che trovate all’indirizzo www.kpmg.com), una delle società di servizi professionali leader nel mondo per audit e business advisory, conduce audit trimestrali e di fine anno, per controllare che la quantità totale di buoni emessi ogni mese per i 12 mesi fino a giugno sia identica alla quantità ritirata. GCX acquista buoni soltanto dal programma ufficiale controllato dal governo New South Wales Greenhouse Gas Abatement Scheme (NSW GGAS, vedere www.greenhousegas.nsw.gov.au). Siate nostri ospiti e controllate personalmente i buoni per la riduzioni di emissioni di anidride carbonica di Ecocho visitando www.gcx.com.au/category1/ecocho.html.

Come funziona

KPMG

KPMG è una delle società di servizi professionali leader nel mondo per audit e business advisory.
La rete KPMG Global Sustainability Services™ è la rete KPMG dedicata ai servizi ambientali e di sostenibilità, con 350 professionisti ambientali e sociali in oltre 30 paesi.

Global Carbon Exchange

Global Carbon Exchange (GCX) è una società commerciale che rivende buoni per la riduzione di emissioni di anidride carbonica forniti esclusivamente dall’ente governativo NSW Greenhouse Gas Abatement Scheme. La società gestisce diversi progetti che mirano alla riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) e alla diffusione sul territorio di un numero sempre maggiore di progetti pianificati per il futuro. GCX si impegna a combattere direttamente la minaccia del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, sostenendo lo sviluppo di progetti che riducono ed eliminano le emissioni di GHG causate da attività antropogeniche. La società asserisce che i propri progetti abbinano all’innovazione l’implementazione di soluzioni all’avanguardia.

NSW Greenhouse Gas Abatement Scheme

Il programma NSW Greenhouse Gas Abatement Scheme (GGAS) è una iniziativa governativa iniziata il 1° gennaio 2003. Si tratta di uno dei primi programmi obbligatori per la riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) al mondo. Lo scopo principale del GGAS è la riduzione delle emissioni di GHG associate alla produzione e all’uso di elettricità utilizzando attività a progetto per combattere la produzione di emissioni di GHG. Il programma stabilisce obiettivi annuali di riduzione di GHG per lo stato, implementando standard di riferimento (benchmark) per i fornitori di energia elettrica ed alcune delle parti che acquistano e rivendono energia elettrica nel NSW, sulla base delle dimensioni della loro porzione del mercato elettrico. Le parti coinvolte in modo rilevante, definite partecipanti al benchmark, devono rispettare tali obiettivi, altrimenti incorrono in sanzioni.

L’attività è monitorata dal Tribunale Indipendente per le Normative e i Prezzi (IPART – Independent Pricing and Regulatory Tribunal) del NSW, che funge anche da Ente Regolatore della Conformità. IPART, che attualmente funge anche da Amministratore del progetto, valuta i progetti di riduzione, accredita le parti perché possano partire con progetti considerati idonei, crea certificati e controlla la conformità con il GGAS. L’Amministratore del progetto gestisce anche il Registro dei gas serra, che conserva la registrazione e il trasferimento di certificati creati per i progetti di riduzione.

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Nuovo motore di ricerca.

Posted by pedjolo su 11 giugno 2008

ecocho
Si chiama ECOCHO, ed è il nuovo motore di ricerca (purtroppo sviluppato dal grande fratello Yahoo!) capace di convertire la navigazione in qualcosa di utile: infatti, ogni 1000 ricerche effettuate, lo staff si impegna a ridurre di una tonnellata le emissioni di CO2. Il tutto è perfettamente documentato ed accesssibile dalla pagina principale; il meccanismo funziona tramite una sorta di bonus/malus di emissione, ed è monitorato dal governo australiano.

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Chernobyl, 22 anni dopo.

Posted by pedjolo su 26 aprile 2008

Chernobyl 26 Aprile 1986, l’esplosione del reattore numero 4 della centrale nucleare della cittadina ucraina (allora parte dell’Unione Sovietica), vicino al confine con la Bielorussia. provoca una serie di esplosioni a catena sollevando enormi nubi di materiali radioattivi che raggiungono l’Europa orientale e la Scandinavia.

Vaste aree vicine alla centrale furono pesantemente contaminate rendendo necessaria l’evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336.000 persone. Le repubbliche, adesso separate, di Ucraina, Bielorussia e Russia sono ancora oggi gravate dagli ingenti costi di decontaminazione ed è alta l’incidenza dei tumori e delle malformazioni sugli abitanti della zona colpita. Sul numero delle vittime è ancora aperta una disputa tra le autorità politiche ed amministrative locali e le autorità sanitarie internazionali, e probabilmente non si potrà mai avere un numero certo delle persone che hanno subito le conseguenze di quella radioatività che continua ancora oggi a contaminare i prodotti agricoli che, in barba ai controlli edalle disposizioni internazionali, raggiungono un pò tutti i paesi del mondo.

A Chernobyl oggi, 22 anni dopo il disastro, tra le vie di una città fantasma si aggirano lupi che sopravvivono mangiando cani, rondini albine, gatte che non riescono più a partorire cuccioli maschi, e nonostante tutto nelle foreste la natura inizia a riprendere il possesso di un ambiente ancora fortemente contaminato, Il plutonio impiega 373 mila anni a dimezzare la propria radioattività, e lo fa in modo inquietante.

Secondo una ricerca del professor Anders Moller dell’Università Pierre e Marie Curie di Parigi e di Timothy Mousseau dell’Università della Carolina del Sud di Columbia, gli animali che oggi popolano Chernobyl sono geneticamente devastati dalle radiazioni. Animali di grossa taglia, che prima non abitavano queste zone, oggi sopravvivono grazie a mutazioni genetiche che ne hanno modificato la resistenza e le abitudini alimentari. Come i lupi che stanno ricomparendo nel bosco, di taglia più piccola rispetto a quelli normali: test scientifici hanno dimostrato che il funzionamento dei loro organi è ormai stato geneticamente modificato dalle radiazioni. Ed è questa capacità della natura a riadattarsi che deve essere un monito per la razza umana, probabilmente non indispensabile alla vita del pianeta ed incapace di sopravvivere ai disastri da essa stessa provocati.

* Una razza umana destinata a soccombere all’inqinamento se non invertirà una rotta finalizzata sempre ed unicamente ad incrementare i consumi e con essi i profitti ed il sacro totem del P.I.L.

* Ed è Chernobyl che eve rimanere nella nostra memoria come un ncubo, un fantasma, seempre troppo vicino.

* Il disastro di Chernobyl ci dimostra quali siano i rischi connessi all’utilizzo dell’energia nucleare per scopi civili, scienziati come Rubbia ci insegnano che produrre energia nucleare tra pochissimi anni non sarà più conveniente, ma soprattutto dobbiamo considerare che la ricerca nucleare militare è sempre andata di pari passo con quella civile e nelle ultime guerre l’utilizzo di armi all’uranio impoverito è stata l’unica e più efficace via di smaltimento di tonnellate di materiale radioattivo prodotto per far andarecentrali nucleari.

Rispolveriamo un anniversario dimenticato, in onore alle vittime e nella speranza per il nostro futuro. Claudio (www.infarmazone.org)

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