metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for the ‘censura’ Category

Sito non raggiungibile.

Posted by pedjolo su 20 maggio 2011

Un'importante petizione da firmare:

http://sitononraggiungibile.e-policy.it/


Sito Non raggiungibile

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L'assemblea de L'Aquila.

Posted by pedjolo su 2 agosto 2010

 A  SUD informa  

 
Siamo tutti aquilani
 
 
Alleghiamo di seguito il comunicato dell'Assemblea Cittadina de L'Aquila sui fatti della manifestazione del 7 luglio scorso.
 
A Sud era presente alla manifestazione per sostenere la giusta lotta per una ricostruzione sostenibile, immediata e trasparente della città de L'Aquila e per esprimere solidarietà e appoggio al popolo aquilano. Aderiamo e firmiamo la lettera preparata dall'Assemblea Cittadina e indirizzata al Ministro Maroni.
 
Condanniamo la violenza usata dalle forze dell'ordine che durante la manifestazione hanno caricato i manifestanti.  Esprimiamo il nostro sdegno per il tentativo di spostare l'attenzione dalle legittime richieste del popolo aquilano ai disordini causati dalle forze dell'ordine. Ci uniamo alla condanna dei cittadini e dei comitati aquilani per le calunnie che nelle ore successive alla mobilitazione hanno parlato di infiltrazioni e di provocazioni da parte dei manifestanti.
 
 
 
COMUNICATO ASSEMBLEA CITTADINA de L'AQUILA 
11 LUGLIO
 
 
In un tendone affollatissimo di cittadini e alcuni rappresentati istituzionali, l’assemblea cittadina ha fatto il punto sulla situazione e le iniziative da mettere in campo dopo la manifestazione del 7 luglio.
 
 
SUI FATTI DELLA MANIFESTAZIONE
 
1. E’ stato deciso di inviare una lettera al Ministro Maroni in merito agli incidenti della manifestazione, con la quale si respingono  le accuse delle forze dell’ordine su presunte provocazioni dei manifestanti, si chiede un’inchiesta al Ministro e le dimissioni dei dirigenti che hanno dato una versione tendenziosa dei fatti.
 
L’assemblea ha approvato la lettera e chiede di sottoscriverla a tutti gli attori istituzionali che hanno aderito e/o partecipato alla manifestazione, in primo luogo quindi i sindaci, il presidente della provincia, i sindacati, l’università, la curia, ecc.
 
 
Questa la lettera:
 
Al Ministro degli Interni On. Roberto Maroni.

Signor Ministro, abbiamo letto le Sue dichiarazioni riguardo la richiesta di indagine per verificare i fatti accaduti durante la manifestazione degli aquilani a Roma del 7 luglio scorso. Chi le scrive è l'assemblea dei cittadini del presidio di Piazza Duomo, promotrice di quella manifestazione. La presente è per portare alla sua conoscenza degli elementi in grado di aiutare lo svolgimento dell'inchiesta. Abbiamo sentito il capo della Digos di Roma, il Questore di Roma e anche il capo della Polizia, dott. Manganelli, evocare la presenza di elementi esterni a noi estranei che avrebbero agito da agenti provocatori. La informiamo che di quel che è accaduto gli unici responsabili siamo noi, cittadini aquilani, madri, padri, figlie e figli. Di questo CI ASSUMIAMO TUTTI UNITI PIENA E UNICA RESPONSABILITA'. Tutto il resto sono delle assolute falsità.
 
Riteniamo nostro diritto far sentire la nostra voce pacificamente nei palazzi dove si vuol negare il futuro alla nostra Terra e ai nostri figli. Questo diritto lo difendiamo, siamo determinati e uniti, senza mai retrocedere, con i nostri Sindaci e i nostri gonfaloni, sempre con le mani alzate, con i nostri volti ben visibili e armati solamente della bandiera neroverde della nostra città (tutte rigorosamente con asta di plastica leggera). Tutti i filmati possono testimoniarlo. Noi non abbiamo nulla da nascondere. Sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.
 
I dirigenti del suo Ministero che affermano il contrario, a cominciare dal dott. Manganelli, o sono male informati o, molto probabilmente, agitano inesistenti spettri per coprire i propri errori. In entrambi i casi riteniamo che incarichi così delicati non possano essere più ricoperti da persone che mentono per coprire
le proprie responsabilità screditando le Istituzioni che rappresentano.
Per questo Le chiediamo di procedere alla loro immediata sostituzione.

Siamo a Sua completa disposizione, se riterrà utile ascoltarci nell'ambito dell'inchiesta che ci auguriamo sia rapida e approfondita.
Rileviamo comunque che l’attenzione data dal governo – e conseguentemente da  molti mezzi di informazione – agli incidenti e alle presunte provocazioni,  rappresenti solo uno spostamento dell’attenzione rispetto ai problemi e alle richieste di cui i cittadini manifestanti erano portatori: cioè il loro SOS Ricostruzione (che significa Sospensione delle tasse, Occupazione, Sostegno all’economia), e soprattutto la necessità di una legge organica sul terremoto che stabilisca tempi e finanziamenti certi e che possa consentire di riprogettate il futuro del territorio. Tutti problemi sui quali nessuna risposta è stata data dal governo.
Dal tendone di Piazza Duomo, i cittadini dell’Assemblea le porgono
Distinti Saluti
2. L’onorevole Lolli ha annunciato, sempre sui fatti della manifestazione, un’interrogazione parlamentare.
3. Al fine di ristabilire la verità rispetto a quanto accaduto il 7 luglio a Roma, l’Assemblea ha deciso inoltre di organizzare già nella prossima settimana un’iniziativa sull’informazione, da tenersi di nuovo a Roma per presentare  il materiale fotografico e video sulla manifestazione, riproporre la piattaforma della manifestazione e dare il più ampio resoconto all’opinione pubblica su quanto è realmente avvenuto.
Ai politici locali, in primo luogo il Commissario Chiodi e  il vice presidente del consiglio regionale De Matteis, i quali  hanno rilasciato dichiarazioni che  avallano sostanzialmente la tesi della provocazione da parte dei manifestanti (che si vogliono in tal modo  vogliono criminalizzare e screditare) l’assemblea  chiede di dare conto e dimostrare quanto pubblicamente dichiarato.
 
 
INIZIATIVE FUTURE
L ’assemblea si fa carico di elaborare una legge di iniziativa popolare sul terremoto, da presentare all’inizio dell’autunno (dopo aver raccolto le 50 mila firme previste dalla Costituzione per tale iniziativa)
Al Commissario Chiodi si chiede un confronto pubblico con il  vice-commissario Cialente, al fine di chiarire le tante voci e dichiarazioni che si susseguono negli ultimi tempi, riguardo alla mancanza o alla non capacità di spesa dei fondi per la ricostruzione.
Prossimo appuntamento, come sempre,  mercoledì alle ore 18.00 nel tendone di  Piazza Duomo.

Assemblea Cittadina Piazza Duomo
L'AQUILA

*  *  *

I VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE

 
http://www.youtube.com/user/MediaCrewCasematte
[Canale Video di Casematte]
http://www.youtube.com/user/funambolic#p/a/u/2/w7fFs_59bfQ
Terremotati manganellati [di Francesco Paolucci]
http://www.youtube.com/user/vanth13#p/u/6/N696txql25M
La cosa pubblica e gli aquilani[di Luca Cococcetta]
 
 
RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE
a cura di Giovanni Incorvati

2010-07-09 – Le Monde – p. 2
Les sinistrés de L'Aquila, toujours pas rélogés, marchent sur Rome
[I terremotati de L'Aquila, sempre senza abitazione, marciano su Roma]

http://it.calameo.com/read/000318870f3693517183f?page=2

2010-07-09
Quake survivors clash with police in Rome protest
[I sopravvissuti del terremoto si scontrano con la polizia nelle proteste di Roma]

http://www.newstimes.com/news/articleGallery/Quake-survivors-clash-with-police-in-Rome-protest-567848.php

2010-07-09 International Business Times
Quake victims protest in Italy and clash with police

[Le vittime del sisma protestano in Italia e la polizia interviene]
http://www.ibtimes.com/articles/33284/20100707/quake-victims-protest-in-italy-and-clash-with-police.htm

2010-07-08 Daily Herald
Quake victims protest in Italy, clash with police
[Le vittime del terremoto protestano in Italia, scontri con la polizia]

http://www.thedailyherald.com/international/4-international/5590-quake-victims-protest-in-italy-clash-with-police.html

2010-07-08 BBC
L'Aquila quake victims demonstrate in Rome
[Le vittime del sisma de L'Aquila manifestano a Roma]

http://news.bbc.co.uk/2/mobile/world/europe/10541725.stm

2010-07-08 Reuters 
L'Aquila quake victims protest Italy, police intercept
[Le vittime del sisma de L'Aquila protestano, la polizia interviene]

http://www.worldbulletin.net/news_detail.php?id=61019
http://sosdrs.wordpress.com/2010/07/07/july-7-italy-quake-victims-clash-with-police/

2010-07-08 The Guardian
Italian earthquake victims demand more aid
[Le vittime del sisma chiedono più aiuti]

http://www.guardian.co.uk/world/2010/jul/07/italian-earthquake-victims-protest-rome

2010-07-08 ABC
Afectados de L'Aquila protestan en Roma por su situación 15 meses después
[Vittime de L'Aquila protestano a Roma per la situazione 15 mesi dopo il sisma]

http://www.abc.es/20100707/internacional/altercadositalia-201007072212.html

2010-07-07
Protestan Miles De Personas Ante Casa De Berlusconi En Roma
[Migliaia di persone protestano davanti alla casa di Berlusconi a Roma]

http://www.elcirculorojo.com.mx/internacional/9166-Protestan-Miles-Personas-Ante-Casa-Berlusconi-Roma.html

2010-07-07
Tensión en Roma por una manifestación de los afectados de L’Aquila
[Tensione a Roma per la manifestazione delle vittime del sisma de L'Aquila]

http://noticieroconfidencial.com/?p=2127

2010-07-07
La vidéo du jour: « SOS L’Aquila », les sinistrés manifestent à Rome
[SOS L'Aquila, le vittime manifestano a Roma]

www.peggypicot.com/italianisme/2010/07/07/la-video-du-jour-sos-laquila-les-sinistres-manifestent-a-rome/

2010-07-07
Rome, Demonstration of the displaced people of L'Aquila
[Roma: manifestano gli sfollati de L'Aquila]

www.prospektphoto.net/prospektphoto-cgi/topixx?op=thumbnails1&string=aquilademoroma

2010-07-07  El paìs
La rabia de L'Aquila marcha sobre Roma
[La rabbia de L'Aquila marcia su Roma]

http://www.elpais.com/articulo/internacional/rabia/L/Aquila/marcha/Roma/elpepuint/20100707elpepuint_9/Tes

2010-07-07
Italie/séisme: des milliers d'habitants de l'Aquila "marchent sur Rome"
[Migliaia di Aquilani "marciano su Roma"]

http://
www.quedit.com/detail/italie-sisme-des-milliers-dhabitants-de-laquila-marchent-sur-rome-922106.html

2010-07-07  El Mundo
Afectados de L'Aquila protestan en Roma contra pago de impuestos
[Le vittime del terremoto protestano a Roma contro il pagamento delle tasse]

http://www.eldiario.com.ec/noticias-manabi-ecuador/158592-afectados-por-el-sismo-de-l-aquila-protestan-en-roma-contra-pago-de-impuestos/

2010-07-07
Bewohner von L'Aquila demonstrierten in Rom
[Gli Aquilani protestano a Roma]

http://www.stol.it/Artikel/Chronik-im-Ueberblick/Chronik/Bewohner-von-L-Aquila-demonstrierten-in-Rom

2010-07-07
Bewohner von L'Aquila marschieren auf Rom
[Gli Aquilano marciano su Roma]

http://nachrichten.ch.msn.com/international/artikel.aspx?cp-documentid=154062338

2010-07-07
Associated Press – Quake Survivors Clash With Police In Rome Protest
[I sopravvissuti al terremoto si scontrano con la polizia durante le proteste di Roma]

http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=128360239
http://www.kansas.com/2010/07/07/1393915_a1393911/quake-survivors-clash-with-police.html

2010-07-07
Bewohner von L'Aquila fordern mehr Unterstützung für Erdbeben-Region
[Gli Aquilani chiedono più sostegno per i comuni del cratere]

http://www.stern.de/news2/aktuell/bewohner-von-laquila-fordern-mehr-unterstuetzung-fuer-erdbeben-region-1580846.html

2010-07-07
Italie: des milliers de rescapés du séisme de l'Aquila "marchent sur Rome"
[Migliaia di sfollati del sisma di L'Aquila "marciano su Roma"]

http://actu.orange.fr/monde/italie-des-milliers-de-rescapes-du-seisme-de-l-aquila-marchent-sur-rome_21219.html

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V per veleno e vergona.

Posted by pedjolo su 27 aprile 2010

In questo video, il giornalista Lannes tratta cose scomode, inusuali se si ascoltano la politica, i giornali, la televisione, la crisi. Soprattutto, fa incazzare il modo diretto con cui queste cose vengono dette. Fa incazzare il fatto che non le sentiamo e non le diciamo mai così. Ci scordiamo e ci adagiamo, ricorriamo a uno stile politicamente corretto -in senso lato- che ci fa credere di comportarci nella maniera che più si confa e addice a un animale sociale come l'uomo. Come direbbe Lannes: "VERGOGNA"!

www.italiaterranostra.it

http://issuu.com/meridiana/docs/nato_colpito_e_affondato

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Non solo perunanotte.

Posted by pedjolo su 26 marzo 2010

Raiperunanotte

(clicca per l'approfondimento)

Lo giuro. Sento di dover ringraziare il Capo di Governo italiano. Senza ipocrisia o ironia. Grazie.

Ieri sera ho provato brividi e ho ragionato, rimuginato, riflettuto, più di ogni altra malinconica sera.
Grazie Presidente, tutto questo è possibile grazie soltanto alla ingombrante presenza, sua e di quel bagaglio culturale che si porta dietro coi suoi omuncoli, con la sua idea di politica.

Tutta la politica incancrenita va ringraziata. Tutta. Bipartisan, perché se il "cattivo" va al potere, significa che i "buoni" sono stati incapaci o accomodanti, più o meno volutamente.

La società civile e civilizzata esiste. Esistono ancora persone.
Non è il problema lancinante, né dell'Italia né del mondo, quello dell'informazione. Né la mala-politica.

Le difficoltà sono altre, dalla carenza (presunta) delle risorse, alla violenza, passando per l'inquinamento dell'ambiente e di ciò che mangiamo e respiriamo. Forse qualcuna di queste, o forse tutte, dipendono più o meno direttamente dalla cattiva gestione dei nostri amministratori.

Ma senz'altro, tutto, tutto, tutto questo dipende dal nostro sviluppo, dalla nostra mentalità, dall'approccio quotidiano che abbiamo alla vita e a ciò che ci pone di fronte. Soltanto ragionando su questo piano si può ideare quella che Mario Monicelli, ieri sera, ha con convinzione definito "la Rivoluzione".
 

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Grazie ragazzi!

Posted by pedjolo su 3 novembre 2009

Domani si festeggia il 91° anniversario dalla vittoria (?) dell’esercito italiano nel conflitto armato del 1914-1918.

A Firenze, manifesti affissi in diversi punti della città recitano un caloroso "GRAZIE RAGAZZI", con uno sfondo tricolore.

Volevo ringraziare i "ragazzi", e per par condicio le "ragazze", e naturalmente lo Stato italiano per quello che hanno fatto. Soprattutto recentemente.

4 novembre 2009 festa grazie ragazzi stefano cucchi

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Messina, la nuova L'Aquila.

Posted by pedjolo su 8 ottobre 2009

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Sciopero!

Posted by pedjolo su 12 luglio 2009

Ringrazio il buon Paolo (paol84) per la segnalazione:
 ADESIONE ALLA PROPOSTA DI  WWW.DIRITTOALLARETE.NING.COM

SCARICAILLOGOEPUBBLICALO

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PAOLO BARNARD / 2

Posted by pedjolo su 15 marzo 2008

Questo è ciò che motiva il mio invito a non lasciare solo Paolo Barnard. Sono righe scritte dal giornalista stesso. Consiglio ai deboli di cuore e ai "passionali" di leggerle con cautela.


Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, ecco vi una forma di censura nell’informazione di cui non si parla mai. E’ la peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell’appoggio dell’indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l’opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti ‘fuori dal coro’.

Si tratta, in sintesi, dell’abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste ‘scomode’. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d’informazione ve lo illustro citando il mio caso.

Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto.

Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 ("Little Pharma & Big Pharma"). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: "Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie") e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA).

L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003.

Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte.

Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare.

Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi.

All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo.

La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4)

E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.*

*(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l’accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giusificabile l’operato della RAI in questi casi).

Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l’impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un’inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me.

La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere.

Ma al peggio non c’è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E’ un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: "La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell’eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima".(6)

Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell’incredulità.

Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI, e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all’evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che "la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio… è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso… Finirà tutto in nulla."(7)

Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell’atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome. Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell’atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8)

Non mi dilungo. All’epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sarà mai più un’inchiesta da me firmata sull’emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l’unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste ‘coraggiose’. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari.

Così la mia voce d’inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo.

Ecco come funziona la vera "scomparsa dei fatti", quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ‘editti bulgari’, i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.

Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori.

Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.

Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.

Questo bavaglio ha e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema.

Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l’energia possibile questa realtà, via mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate.

In ultimo. E’ assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d’allarme, e ciò non sarà piacevole per me.

Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva.

Grazie di avermi letto.

Paolo Barnard

Note:

1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.

2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.

3) Nel volume "Le inchieste di Report" (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: "…alle nostre spalle non c’è un’azienda che ci tuteli dalle cause civili". Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell’Università di Roma La Sapienza, difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.

4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: "Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l’Illustrissimo Tribunale adìto voglia:…porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria…".

5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: "Lei in qualità di avente diritto… esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria".

6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.

7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18

8) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: "la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005…". (si veda nota 4)


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PAOLO BARNARD / 1

Posted by pedjolo su 11 marzo 2008

Quest’uomo non va lasciato solo.

Barnard Perché ci OdianoAllora, questo libro compratelo o chiedetelo in prestito, e mettetelo nella vostra personale biblioteca.

Potrei chiamarli terroristi perché vengono nei nostri Paesi con il loro potere grande e fanno queste cose e le fanno in tutto il mondo. Ma per me sono semplicemente degli assassini. Rufina Amaya, unica sopravvissuta di 1200 contadini massacrati in Salvador da terroristi addestrati e armati dagli americani, e mai puniti. Le menzogne uccidono. Ci sono le prove, le testimonianze, i documenti. Basta cercare. È quello che ha fatto l’autore di questo libro utilizzando fonti "non sospette", spesso Top Secret: cioè quelle ufficiali americane, inglesi, israeliane che dimostrano come il terrorismo occidentale, ben prima di Bin Laden e su scala assai maggiore, sia stata l’arma principale di questi Paesi per imporre un ordine mondiale fondato sulla sopraffazione e la violenza. Da decenni. Da quando i sionisti e gli israeliani in Palestina, gli americani e gli inglesi in Medioriente, Indonesia, Africa e America Latina, con l’aggiunta della Russia in Cecenia, si sono resi responsabili di immani massacri, pulizie etniche, attentati, assassini e repressioni. Milioni di innocenti perseguitati, torturati e ammazzati da quelli che oggi guidano la "Guerra al Terrorismo". Crimini rimasti non solo impuniti, ma spesso spacciati come giusta difesa del "mondo libero" occidentale, e che sono la vera fonte dell’odio dei fanatici che oggi ci attaccano.
Paolo Barnard è stato corrispondente dall’estero collaborando con i maggiori quotidiani italiani. Ha realizzato per la trasmissione "Report" (Rai 3) inchieste dedicate alla globalizzazione, al terrorismo internazionale, alla new economy. Attualmente collabora con Rai Educational. Ha curato per la Bur il libro di Bartoccioni, Bonadonna e Sartori, Dall’altra parte.
Ed. Bur – euro 9,60

Intervista a Paolo Barnard, CENSURA LEGALE.
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=getit&lid=9128&ext=_big.ram

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Ci risiamo.

Posted by pedjolo su 10 dicembre 2007

http://tv.repubblica.it/flashplayer/player_embed.swf

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