metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

La relatività del male – parte 2

Posted by pedjolo su 14 ottobre 2012

Non importa mai se ciò che incalza sia positivo o negativo. La sua natura ha un peso marginale e influenza quasi zero lo stato d’animo di chi si trovi ad esserne investito. Investito da cosa? Da una sensazione. Da un rumore. Da un’idea. Da uno sbalzo d’umore nel cuore della notte. Il vero problema risiede nella mancanza di condivisione, nell’assenza di somiglianza tra il sentire di qualcuno e quello di un’altra persona.

Non faceva freddo, ma neppure era gradevole la temperatura. Tutto era ovattato, fermo. Un istante di silenzio, poi nel successivo poteva crollare il mondo, con un fragore che sarebbe stato eterno ed indelebile. Credere che i propri pensieri siano quelli giusti, corrispondano al vero, è paragonabile alla convinzione che il biglietto fortunato sia proprio quello capitato nelle tue mani; non puoi non sperare, ma nemmeno lasci all’illusione un ruolo primario, capace di creare aspettative deleterie. Le aspettative non sono certo quelle che eviti di costruire nella tua mente di fronte a pensieri negativi; al massimo, in questo caso si parla di timori.

Il timore che per una volta sia stato il sesto senso ad avere ragione, di fronte alla montagna di razionalità alla quale restare devoti in ogni istante della vita, si faceva sempre più forte. Ma poi subiva un processo inverso, grazie alla dose di coraggioso ottimismo che alberga nel cuore di chi si renda conto di doversela cavare con le proprie forze.

Non può che essere un abbaglio, non può che essere un abbaglio!

Non è stato un abbaglio. Purtroppo, quello stesso cielo, quella stessa temperatura, quel silenzio imbarazzante, abbassarono inesorabilmente il loro sguardo e non dissero niente, non dettero più segnali, con ben più pudore della incalzante situazione, intrisa di assurdità, menzogna, ingiustizia. Era semplicemente irreale. Iniziò a farsi pesante l’aria, carica di panico e voglia di riprendere contatto con lo stato di veglia, immediatamente. Ma non era un incubo. O sì, dipende dai punti di vista. Era l’inizio dello scorrere accelerato della biglia che rotoli giù sempre più rapida, fino ad essere inarrestabile.

Stavamo a quel punto. Oramai, l’andamento del perfettamente rotondo oggetto in questione, era diventato inesorabile.

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Una Risposta to “La relatività del male – parte 2”

  1. giovanotta said

    Tanti auguri, Buon Anno!! :- )

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