metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for luglio 2011

G8 + 10

Posted by pedjolo su 20 luglio 2011

Io ho una domanda. Cos'è la morte? Lo chiedo, perché io non l'ho mai conosciuta.

Mi chiedo come sia possibile prendere qualcosa che non si conosce e usarlo. Strumentalizzarlo, farne oggetto di lucro.

Ecco, questo mi domando. Né chi ha scritto questo pezzo, né chi ha sfruttato l'onda dell'evento, meritano a mio avviso credibilità, a meno che non spieghino ed approfondiscano le loro posizioni.

Io non conoscevo Carlo Giuliani, non ne avevo mai sentito parlare e non ho sufficienti elementi per affermare se la sua morte sia stata "facilitata" – termine raccapricciante ma efficace- da suoi atteggiamenti e/o oggetti che potesse avere in mano.

Non lo so, non posso saperlo; ma nemmeno ho interesse a scoprirlo perché l'unica cosa che ritengo importante per noi vivi è l'evidenza: è morto un essere umano, giovane peraltro. Il resto sono travasi di bile che lascio a voi fomentatori d'odio o a chi cerchi, come ho scritto, di cavalcare un'onda emotiva inevitabile.

La loro e la vostra insensibilità, mi fanno paura perché sono il peggior schiaffo al dolore di chi piange. E in questo non c'è differenza tra le destre, le sinistre, i ricchi di un paese e quelli di un altro: la cecità irreversibile di fronte alle reali dimensioni dei problemi.

Com'è possibile non riuscire a fermarsi un attimo, guardarsi intorno, e rendersi conto che siamo immersi in uno strato di ovatta che ci soffoca con le sue sovrastrutture?

Perché questo è il "sistema", queste sono le caste.
 

Finché peccheremo di deliranti manie di grandezza, resteremo insignificanti; il giorno in cui dovessimo renderci conto di quanto siamo minuscoli, avremo trovato la nostra dimensione.
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Autoblu.

Posted by pedjolo su 20 luglio 2011

http://isegretidellacasta.blogspot.com/

Auto blu e scorta per tutti! ecco il segreto di come vengono assegnate…

Quando vedete un autoblu che sfreccia a sirene spiegate, sappiate che a volte dentro c’è solo una signora che va a fare la spesa o accompagna i figli a scuola.

Vi spiego qual’è il trucco attraverso il quale gli onorevoli parlamentari si arrogano e si appropriano di questo servizio.

Le autoblu a Montecitorio sono solo venti, a disposizione dell’ufficio di presidenza (presidente e vicepresidenti della camera) e dei presidenti delle commissioni parlamentari. E gli altri 600 deputati?

Ecco come fanno.

Il meccanismo è ormai ben collaudato.

Se all’origine era solo uno stratagemma di un giovane deputato democristiano di un paesino del beneventano che l’ha tenuto in piedi per 30 anni di onorato servizio allo stato (e lo tiene tuttora) oggi ormai è dilagato molto tra i frequentatori di montecitorio.

Basta trovare una persona fidata che si prenda l’impegno, con le dovute precauzioni di intracciabilità, di inviare una lettera anonima di insulti e minacce, meglio ancora anche verso i familiari, riportando alcuni dettagli della vita privata (il nome della scuola del figlio, ad esempio).

Il giorno seguente, mentre lui va ad informare i carabinieri, io sono già a scrivere…..in verità faccio il taglia e incolla di un vecchio comunicato stampa che mi ha passato un altro servo di montecitorio che si chiama minacce.doc che tanto il succo è sempre lo stesso:”profonda indignazione per le minacce ricevute, ma continuerò per la strada delle riforme e del rinnovamento, non ci lasceremo intimidire”, chiamo i miei colleghi che anche loro hanno un bel file prestampato solidarieta.doc con il quale il capogruppo, il segretario, ecc…. esprimono solidarietà e vicinanza.

Il caso finisce sui giornali, il prefetto chiama al padrone per assicurargli una protezione maggiore.

Quel prefetto sà bene che l’avvicinamento, il trasferimento e la promozione dipendono dal ministro degli interni di turno e quindi dipende molto dalle amicizie che si sarà saputo costruire nei suoi anni di carriera prefettizia: nel successivo COMITATO PROVINCIALE PER L’ORDINE PUBBLICO E LA SICUREZZA non mancherà l’ok per concedere la dovuta protezione al padrone-deputato minacciato.

E così per magia ecco a voi un auto blu e una squadra di scorta!https://francoispesce.files.wordpress.com/2011/07/279307_2071361275326_1583701367_2072534_4972637_o.jpg

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Tem(p)o, il futuro.

Posted by pedjolo su 1 luglio 2011

Che senso ha rincorrere traguardi e mete per migliorare il futuro, per pre-conservare adeguatamente il tempo che dovrà essere?

La tanto professata e nostalgicamente ricordata idea del risparmio, dell'accumulo graduale, dell'oggi fatto di sacrifici per preparare al meglio l'arrivo del domani.

E domani? Cosa faremo domani? Non sarà forse una manovra di avvicinamento a nuovi progetti sacrificali? Cinghie che si stringono, progetti che si ipotizzano, paure che si rimandano.

Mi viene in mente la potenza di una poesia che dalle elementari, ciclicamente, mi torna alla mente: Il sabato del villaggio. Fulminante e spiazzante: è l'idea del domani, del domani perfetto e atteso – e, per questo, tanto agognato – che ci fa andare avanti, oltre l'oggi.

Ma non appena il giorno futuro diventa presente, tutto svanisce. Anzi, quasi tutto: resta infatti la consapevolezza che viviamo perennemente nel domani (cioè nell'idea che ne abbiamo). Quindi, di fatto, la dimensione tangibile che vediamo in ogni istante, non la viviamo; piuttosto, siamo in una sua versione che è parallela – perché resta sempre alla stessa irraggiungibile distanza da noi – e posticipata, e che scorre lungo la linea immaginaria del tempo.

Progettare, preparare, investire. E poi ci accorgeremo di aver lottato e lottato e di non esserci goduti niente.

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