metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for gennaio 2011

Co.co.co

Posted by pedjolo su 22 gennaio 2011

Riporto il link e l'articolo del portale percariatingv.wordpress.com relativi all'ennesimo, decaduto, (da domani) diritto dei lavoratori dipendenti.

http://precariatingv.wordpress.com/2011/01/18/le-insidie-del-collegato-lavoro-ultimi-giorni-per-impugnare-i-contratti/#comment-407

La legge 183/2010 (il cosiddetto “Collegato Lavoro”) prevede che a partire dal 23 gennaio 2011 decada la possibilità, da parte di ciascun titolare di contratto a termine del tipo co.co.co., assegni e a tempo determinato, di intraprendere tutta una serie di azioni riguardanti i contratti avuti in passato. Una comunicazione al datore di lavoro tramite lettera da inviare entro il 23 gennaio 2011 è necessaria per garantire al lavoratore la possibilità di impugnare i propri contratti oltre la scadenza prevista dal collegato lavoro (60 giorni dalla fine del contratto); eventuali atti legali devono essere comunque intrapresi entro 270 giorni.

In sintesi, la legge implica l’impossibilità, in molti ambitidi impugnare i propri contratti scaduti una volta che siano trascorsi 60 giorni dalla scadenza del contratto stesso.

E’ quindi importante comunicare formalmente l’intenzione di continuare a far valere i diritti derivanti dai propri contratti, tutelandosi così dalle conseguenze negative dell’applicazione del “Collegato Lavoro”. Questa comunicazione costituisce una misura cautelativa per il lavoratore nel caso in cui questi decidesse in futuro di intraprendere azioni legali. Di contro, l’invio di questa comunicazione non obbliga per il futuro il lavoratore ad intraprendere azioni legali.

I precari dell’INGV che hanno deciso di avvalersi di questa opportunità hanno potuto utilizzare questo modello di lettera da inviare alla amministrazione dell’ente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno e ovviamente entro il 23 gennaio 2011.

Consigliamo tutti i precari (stabilizzandi e non) e i dipendenti che vogliano farsi riconoscere l’anzianità di inviare la lettera. La verifica della reale possibilità di fare ricorso può essere effettuata in un secondo momento e individualmente, ma l’invio della lettera mette al riparo dall’impossibilità di fare ricorso anche nel caso in cui ci siano le condizioni per procedere.

Per approfondire la questione vi suggeriamo i seguenti articoli:

flcgil – nonpiùL’Unità – La Repubblica

Posted in diritti al rovescio, link e collegamenti, omicidi sul lavoro, stop | 3 Comments »

Nonna "Betta" Caponnetto e Domenico Bilotta scrivono…

Posted by pedjolo su 5 gennaio 2011

Proviamo vergogna a essere italiani!

 

Proviamo vergogna di un popolo che ha dimenticato di stare insieme con dignità e dire con fermezza basta!

Dov’erano i partiti, i nostri politici, i sindacati, le associazioni, i cittadini quando, martedì 28 Dicembre 300 uomini e donne padri e madri di famiglie, nel porto di Civitavecchia, appena sbarcati dal traghetto proveniente da Olbia, sono stati caricati, malmenati, sequestrati e riaccompagnati a casa come i più efferati dei delinquenti?

Non erano i soliti giovani facinorosi, non erano neppure i bravi giovani che manifestavano contro il ministro Gelmini che improvvisamente il giorno dopo sono diventati tutti cattivi!

Non erano neppure i 300 giovani e forti del nostro ignoto Risorgimento! Erano 300 pastori sardi che volevano dimostrare, a un popolo assonnato e “teleinghiottito”, che loro c’erano ed erano pronti a manifestare, a portare a Roma il loro dissenso.

Svegliare i cittadini per difendere un loro diritto!

Ma i cittadini, come per i ragazzi di Carlo Pisacane, li hanno traditi. Non li hanno sostenuti!

Certo non erano né giovani, né forti e non sono, per fortuna, neppure morti. Ma è morto un altro pezzo della nostra Democrazia, della nostra Costituzione!

È morto il diritto a manifestare.

Non avevano chiesto l’autorizzazione!

Ci si appella a un vincolo di legge scardinandone un principio!

Chi è la mente eccelsa che ha partorito tale candida risposta?

Il 27 dicembre 1955 l’allora Pretore di Prato, Antonino Caponnetto, inviò all’appena costituita Corte Costituzionale la richiesta di pronunciarsi a favore di un ragazzo, Enzo Catani, per aver «distribuito avvisi o stampati nella pubblica strada, o affisso manifesti o giornali, ovvero usato alto parlanti per comunicazioni al pubblico, senza autorizzazione dell’autorità di pubblica sicurezza, com’è prescritto nel detto articolo, o anche, nonostante il divieto espresso di tale autorità». La Corte Costituzionale dette ragione ad Antonino Caponnetto e dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’art. 113 della legge di p.s. in quanto l’autorizzazione ivi prescritta contrastava con l’art. 21 della Costituzione, dove sancisce che «tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione».

Nonno Nino dopo la morte di Falcone e Borsellino disse: «Tutto è finito» ma, a fargli cambiare idea, furono i giovani davanti al tribunale di Palermo che gridavano: «nonno Nino, non ci abbandonare chi ci difende ora!».

E oggi? Chi ci difende?

Non abbiamo più Antonino Caponnetto, Sandro Pertini né i nostri padri costituenti a difendere i valori della nostra Carta!

Ci rimane la dignità!

Per le forze dell’ordine la dignità si alimenta della memoria dei tanti loro martiri, morti nel difendere lo Stato e dell’obbligo di proteggere la Costituzione e il suo popolo, anche quando devono rispettare un ordine!

Per chi ha responsabilità politiche la dignità deriva dal dovere di emanare e rispettare rigorosamente le leggi e la Costituzione e di non essere strumento di trame oscure.  

Nonno Nino diceva: «la democrazia si difende nel far pulizia nei propri ranghi per far prevalere la giustizia e la legalità».

Per uomini e donne di buona volontà è ora di prendere la ramazza!

 

P.S.

Questo comunicato non è stato inviato a Scuole e Studenti per evitare accuse risibili di strumentalizzazione ma perché crediamo che la Scuola sia il luogo Sacro del Sapere e che quindi spetta a noi adulti dare i segnali giusti per la loro crescita nei valori della democrazia e della legalità.

 

 

                    Nonna Betta Caponnetto                                                      Domenico Bilotta

Presidente Onorario Fondazione Antonino Caponnetto        Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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