metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Comunque fosse andata…

Posted by pedjolo su 14 dicembre 2010

Ringraziando il buon Paniko per l'ispirazione, m'appresto a sciorinar.

Se guardo fuori dalla finestra, non vedo niente di nuovo. La verità è che non l'avrei visto comunque.
Se respiro l'aria nei campi dietro casa, non percepisco nessun nuovo odore. Non l'avrei sentito comunque.
Se chiedessi a mia nonna della sua pensione, della sua invalidità non riconosciuta, dei giovanotti che non la fanno attraversare sulle strisce pedonali, scommetto mi direbbe le stesse cose. Oggi come ieri, come domani.

Allora mi chiedo: ma cosa stavo e stavamo (tutti) aspettando? Per cosa ci siamo arrabattati, incuriositi, spazientiti, emozionati, uniti, divisi, infradiciti, assolti, incazzati, delusi, depressi, rallegrati, rassegnati, fatti consolare, raggruppati, messi ad urlare e lanciare bombolette di vernice?

Quel gioco che, mia colpa, mia grandissima colpa, sto io per primo giocando, è lo stesso che rende un palazzo storico del mio paese di origine, uno stadio, un bordello di vecchi eccitati. Il gioco della politica di palazzo, dell'oligarchia autoreferenziale.

Esercito del sì VS Esercito del no.
Ma il senso, quello buono, dov'è? Stiamo facendo il tifo -anche noi comuni plebei- per un pezzo di carta con su scritto qualcosa anziché altro. A vantaggio di chi ingrasserà ed aumenterà le sue ricchezze grazie a questo sistema di cose. Indipendentemente dal risultato.

Già perché, analizzando bene la faccenda, sembra proprio che l'esito, il risultato, sia marginale. Ciò che conta è la risonanza, la reazione, i commenti in sala stampa.

Le cose non possono cambiare per delega. Non funziona più così, probabilmente non ha mai funzionato.
Mi vengono in mente le parole di Tiziano Terzani, quando rivendicava la necessità -a suo dire ancora attualissima- di un giornalismo (e di una figura, quella del giornalista) che funzionasse da tramite e che portasse gli occhi e le orecchie dei più in tutti gli angoli del mondo. Un mestiere "delegato" in poche parole. Cos'è il giornalismo oggi? Questo? No. Di ciò, casomai, se ne sente la necessità, proprio perché non riusciamo a ritrovare un'informazione disinteressata e il più possibile obiettiva che sia radicalmente legata alla sua nobile missione originaria.

E con la politica si è al solito punto di partenza. Cioè, di non ritorno.

Chi vince?
O meglio, chi perde? (questa è una domanda più facile)…

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