metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for novembre 2010

Alzati che si sta alzando… PARTE 1

Posted by pedjolo su 24 novembre 2010


Grazie a Giovanni Chianta per questo contributo:

(E intanto, stamani in tutta Italia gli studenti occupano e s'incazzano!)

Maroni legga, davanti a dieci milioni di telespettatori, questo elenco di insulti di vario tipo dei leghisti nei confronti del genere umano, se ne ha il coraggio.  Ecco L'elenco:

 

  • Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
  • Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
  • Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
  • La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)
  • Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga. (Renzo Bossi, consigliere regionale della Lombardia)
  • Gli omosessuali? La tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati… anche nelle foibe. (Giancarlo Valmori, assessore all’ambiente di Albizzate)
  • A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Carrozze metro solo per milanesi. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • Sono stato, sono e rimarrò un razzista secondo le ultime direttive UE poichè credo, e aspetto smentita da quei pochi che mi leggono, che certe notizie riportate solo da Il Giornale definiscano chiaramente che tra razza e razza c’è e ci deve essere differenza. (Giacomo Rolletti, assessore all’ambiente di Varazze)
  • Gli sciacalli vanno fucilati. Bisogna dare alle forze dell’ordine l’autorità di provvedere all’esecuzione sul posto. Ci vuole la legge marziale. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati. (Pietro Fontanini, presidente della provincia di Udine)
  • Siamo in un Paese libero, o no? E poi la cosa che mi fece più arrabbiare non furono le botte, ma gli insulti. Ebreo. A me. Capito? (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • E’ un reato offrire anche solo un the caldo ad un immigrato clandestino. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Viva la famiglia e abbasso i culattoni! (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Finché ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità. (Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende)
  • Vergognati, extracomunitario! (Loris Marini, vicepresidente della sesta circoscrizione di Verona)
  • Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Parcheggi gratis per le famiglie, esclusi stranieri e coppie di fatto. (Roberto Anelli, sindaco di Alzano)
  • Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari: io ne ho distrutti due a Treviso. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • E’ proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione. (Roberto Castelli, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti)
  • Noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda. (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • Le nozze miste, in linea di massima, durano poco e producono più danni che fortune. (Marco Rondini, deputato)
  • L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto. (Piergiorgio Stiffoni, senatore)
  • Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Se dovessimo celebrare in Friuli Venezia Giulia i 150 anni dovremmo issare sul pennone la bandiera austro-ungarica. (Edouard Ballaman, presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia)
  • Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • E’ inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici. (Davide Boni, capodelegazione nella giunta regionale della Lombardia)
  • I gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  •  
  • DOBBIAMO FARE IL MODO CHE QUESTO ELENCO VENGA LETTO NELLA PROSSIMA PUNTATA DI "VIENI VIA CON ME", IO HO GIA' INVIATO UNA MAIL AI REDATTORI DELLA TRASMISSIONE, FATELO ANCHE VOI. ECCO IL LINK PER MANDARE LA MAIL ALLEGANDO L'ELENCO:


http://www.vieniviaconme.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-726c63a2-596e-44f9-8cda-bf32d03bd0bc.html

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Le dieci regole d'oro di Nicola Giandomenico

Posted by pedjolo su 16 novembre 2010

Il 12 novembre ricorreva il primo triste anniversario dalla morte di padre Nicola Giandomenico.

E chi era?

In pochissime parole, il fondatore della Tavola della Pace e il pensatore a cui si deve questo decalogo:

1) Credere nel positivo.

2) Rifiutare ogni pregiudizio.

3) Riannodare i fili rotti.

4) Trascendenza della pace e vitalità della preghiera.

5) Osare per la pace.

6) Spazio alla fantasia e alla creatività.

7) Credere nella possibilità del cambiamento.

8) La pace ha la sua strada: la solidarietà, il dialogo, la fraternità.

9) La pace ha delle basi: la verità, la giustizia, l'amore, la libertà.

10) La pace è sempre un punto di arrivo e un punto di partenza.

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Icasualties

Posted by pedjolo su 6 novembre 2010

Un portale molto interessante e deprimente.

Niente di nuovo per molti, cose nascoste e sapientemente lasciate da parte per altri.
Questo tanto per ricordare che anche l'Italia, quella che fa della sicurezza xenofobica il suo biglietto da visita, ha dei morti sulla coscienza. Che siano morti sotto la bandiera verde-bianco-rosso o qualsiasi altra, non ha molta importanza. Almeno, non per il sottoscritto.

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Sakineh Ashtiani deve essere ammazzata.

Posted by pedjolo su 3 novembre 2010

Qui si può morire ammazzati legalmente:

AFGHANISTAN ALGERIA ANTIGUA E BARBUDA ARABIA SAUDITA ARMENIA BAHAMAS BAHRAIN BANGLADESH BARBADOS BELIZE BENIN BIELORUSSIA BIRMANIA BOTSWANA BULGARIA BURKINA FASO BURUNDI CAMERUN CILE CINA CIAD COMORE CONGO COREA DEL NORD COREA DEL SUD CUBA DOMINICA EGITTO EMIRATI ARABI UNITI ERITREA ETIOPIA GABON GHANA GIAMAICA GIAPPONE GIORDANIA GUATEMALA GUINEA GUINEA EQUATORIALE GUYANA INDIA INDONESIA IRAN IRAQ KAZAKSTAN KENYA KUWAIT KIRGHIZISTAN LAOS LESOTHO LETTONIA LIBANO LIBERIA LIBIA LITUANIA MALAWI MALAYSIA MAROCCO MAURITANIA MONGOLIA NIGERIA OMAN PAKISTAN PALESTINA QATAR RUSSIA SAINT CHRISTOPHER E NEVIS SAINT LUCIA SAINT VINCENT E GRENADINES SIERRA LEONE SINGAPORE SIRIA SOMALIA STATI UNITI D'AMERICA SUDAN SWAZILAND TAILANDIA TAIWAN TAJIKISTAN TANZANIA TRINIDAD E TOBAGO TUNISIA TURKMENISTAN UCRAINA UGANDA UZBEKISTAN VIET NAM YEMEN YUGOSLAVIA ZAMBIA ZIMBABWE
(fonte http://library.thinkquest.org/23685/data/oggi.html )

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Se una città dormiente come Pistoia appende sulla facciata del proprio palazzo comunale un messaggio del genere, significa che c'è da prendere sul serio quanto sta accadendo.

Sakineh Ashtiani, ormai diventata Sakineh e basta, altri non è che  una donna nata in un paese dove ancora è legale ammazzare qualcuno tramite pratiche istituzionalizzate. La pena di morte, viva e vegeta ancora oggi in numerosi paesi, fa scalpore solo per qualcuno, per qualche vittima illustre. La mia idea è che Sakineh verrà ammazzata, perché in fin dei conti chi se ne frega. Non sono gli Iraniani i soliti "altri" che puzzano, che ci invadono, che rubano, negri stranieri diversi musulmani islamici terroristi ignoranti? Cos'è tutta questa presa di posizione, questo gran parlare di una persona che non ha cambiato le nostre vite, che forse ha effettivamente "peccato" di adulterio e, chissà, di omicidio?

Attenzione! Da parte dei soliti noti, delle associazioni, della società civile, c'è la denuncia vera: quella contro la pena di morte, vista come pratica illegale e da eliminare immediatamente. 
Ma da parte delle istituzioni, l'appello non è una richiesta di fermare la pena di morte: si sta chiedendo, piuttosto, di salvare Sakineh dalle grinfie della (in)giustizia iraniana.

Forse c'è qualcosa dietro, un interesse.

La delfina del Tea Party (Repubblicani) Christine O'Donnell che sta bruciando le tappe negli USA a suon di <masturbarsi è peccato, alla stregua dell'adulterio> e <no all'aborto anche in casi di abusi sessuali e incesto> è una persona apparentemente normale, figlia di un paese che è una confederazione di paesi che ricorrono alla pena capitale. Non è paradossale, emblematico? Proprio questi Stati Uniti che s'indignano e accusano l'Iran, che si sentono -come del resto noi vecchi europei- superiori ad una sub-cultura come quella araba, praticano loro stessi la medesima cosa. E al loro interno ci sono correnti di pensiero come quelle della O'Donnell.

Forse Sakineh deve essere uccisa, perché sì. Perché è un logo, un'immagine, sapientemente utilizzata in questi mesi dai canali forti per porre un problema morale, per dare forza alla teoria dell'Iran cattivo che va rieducato.

Il problema, questo sì morale, è che non ci importa proprio niente di Sakineh, perché è come Teresa Lewis, ammazzata nel pressoché totale silenzio mondiale (salvo alcune eccezioni)  in Virginia. Questo è morboso e vergognoso, capitalizziamo al meglio anche le morti, spettacolarizziamo anche le ingiustizie e gli obbrobri.

Posted in appelli, diritti al rovescio, donne, informazione pilotata, iran, link e collegamenti, pena di morte, riflessioni, stop, violenza | 1 Comment »

LIBERO AMORE IN LIBERO STATO!

Posted by pedjolo su 2 novembre 2010

EH NO!!! ADESSO MI HA PROPRIO FATTO INCAZZARE!!!

televisione testIl capo del governo italiano attualmente in carica è un omofobo rigurgito machista neo-fascista e dire pubblicamente certe cose è gravissimo. Pensarle è gravissimo, dirle è gravissimo. Dichiararle a microfoni aperti è provocatorio e cattivo! Vergogna!!!

Ma non era già esistito qualcuno che voleva fare piazza pulita di rom, omosessuali, malati mentali? Mi sfugge, chi era?

La storia si ripete e gli stronzi tornano sempre a galla!

Solidarietà e sostegno indiscriminato all'Arcigay e all'ASSOLUTA libertà di espressione della propria sessualità e delle proprie preferenze verso il proprio, l'altro, entrambi, qualunque genere!!! Vergogna e dispiacere verso chi sentenzia e divide tra giusto e sbagliato, riempiendosi la bocca con parole come moralità, normalità, diversità, perversione …

Di seguito la lettera di Patanè, presidente nazionale Arcigay:

Gentile Ministro Mara Carfagna,

conoscendo la sua sensibilità sul tema della piena parità di gay, lesbiche e trans in Italia, ed il suo impegno nella lotta a discriminazione, omofobia e transfobia, le scriviamo per sottoporre alla sua attenzione una dichiarazione di oggi del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “ meglio essere appassionato di belle ragazze che gay”.

La frase, che disonora la cultura e la civiltà del nostro Paese ancor più perché pronunciata dal Capo del Governo, offende noi, le nostre famiglie, i nostri amici e tutte le donne.
Siamo convinti che queste parole, nel loro rozzo sottofondo utilitaristico e nel riaffermare il retaggio volgare di un atteggiamento machista, rappresentino un pericoloso incitamento al pregiudizio e contribuiscano a legittimare discriminazione, ingiustizia e sofferenza; offendendo anche il suo complesso lavoro di Ministro delle Pari Opportunità che ha come obiettivo la pari dignità tra le persone qualunque sia il loro genere o orientamento sessuale.

Per questo siamo a chiederle di stigmatizzare quelle parole che ci mettono in profondo imbarazzo non solo nel Paese, ma di fronte all’Europa ed a tutto il Mondo civile.

Per parte nostra, abbiamo intenzione spiegare le nostre ragioni alla Conferenza nazionale della Famiglia, il prossimo appuntamento pubblico istituzionale al quale sarà presente anche Silvio Berlusconi, lunedì 8 novembre prossimo alle 9.30 a Milano al Milano Convention Centre (via Giovanni Gattamelata, 5 a).

Saremo poi questa sera alle 18 al sit-in organizzato dall'associazione radicale Certi Diritti davanti a Palazzo Chigi.

Grazie per l’attenzione e distinti saluti.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay
Roma, 2 novembre 2010.

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