metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for ottobre 2010

Non dormite da Hilton!

Posted by pedjolo su 22 ottobre 2010

A parte il fatto che è la catena di Paris Hilton (l'ha ereditata dal nonno) e questo già risulterebbe sufficiente per preferire il freddo di una stazione all'idea di dare i propri soldi a un personaggio del genere; in più, è emerso dal sito di Avaaz il potenziale rischio di sfruttamento della prostituzione (anche minorile) all'interno delle strutture alberghiere Hilton, presenti anche in Italia. Quindi, almeno per quel che mi riguarda, so cosa fare: per prima cosa firmo la petizione. Subito dopo, semmai avessi avuto dei dubbi, cancello dalle mie possibili mete di riposo questi colossi del terzo settore. E voglio fare di più, rispondendo con un bel ceffone morale a questi vomitatori di cemento a 30 piani. Così.

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Tifosi del grottesco.

Posted by pedjolo su 13 ottobre 2010

E adesso? Perché non c'è stupore? Si è forse volatilizzata l'indignazione?

Dopo la morale a "Chi l'ha visto", credo sia doveroso che se ne faccia un'altra al servizio -all'altrettanto pubblico-andato in onda poche ore fa, sulla prima rete Rai.

Giornalisti dilettanti, inquadrature studiate, la dilagante violenza di uno sport diventato azienda per s.p.a. Questi gli ingredienti del programma con più share della serata, Italia-Serbia.

Il delirio di alcuni tifosi serbi è stato talmente elevato da costringere (in due tempi) a sospendere il match. Roba da maiali. Viene da domandarsi come abbiano fatto ad entrare, in mezzo a un muro di uomini della sicurezza, così tanti malintenzionati, incappucciati e pronti a smantellare tutto.

Dov'è, dunque, l'indignazione? Quando un programma che da 20 anni offre un servizio di utilità pubblica tocca tasti dolenti e si ritrova ad affrontare una situazione in tutta la sua difficoltà, si grida allo scandalo, in questo paese. Quel programma deve chiudere, secondo il ritrovato pudore nazionale (?), perché è feccia.

Il resto, invece, è miele: inquadrare bandiere serbe e far nascere, nell'italico cervello, associazioni di idee del tipo "tifosi violenti + immagini di bandiere serbe = Serbia violenta, Serbia cattiva, Serbia cacca". Ripetere, ai microfoni di un servizio pubblico, che i tifosi serbi stanno rovinando un momento che doveva essere di vicinanza, di ricordo, di cordoglio per via dei 4 militari morti (ammazzati dal sistema Italia in collaborazione con altri sottosistemi, non ultimo il fatto che se sei giovane e vuoi farti un futuro, in questo paese non hai di che preoccuparti dato che l'industria-guerra non va mai in crisi)  ne faceva nascere un'altra di associazioni: "i serbi non rispettano i morti italiani, veri patrioti".

E che non si venga a dire che per l'omicidio della ragazza pugliese valeva la pena sollevare la polemica, vista la gravità del fatto. Era grave davvero? Si trattava di una tragedia? Ah sì?! Ma dai! E quanto ci vuole a rendersiconto che, proprio per questo, non sono cazzi nostri? Cogne docet. Persone in fila di fronte ad un tribunale, pronte a prendere "il numerino" -come alla Coop- per entrare, intervistate da testate giornalistiche degne soltanto di essere abolite. 

Buffoni. Avessi un ridicolometro ve lo ficcherei su per il sedere per vedere a quanto ammonti la vostra febbre. Cronica.

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Chiedi un autografo all'assassino, chiedigli il poster e l'adesivo.

Posted by pedjolo su 8 ottobre 2010

Qualche tempo fa, m'imbattei in un'immagine che poi ho pubblicato sul mio scalcinato blog: è quella che si può vedere sulla colonna di destra. Una bimba tiene in mano un cartello con su stampato "Perché dobbiamo uccidere le persone che hanno ucciso altre persone, per far capire che uccidere persone è sbagliato?". Spesso, di fronte agli interrogativi più banali e formulati elementarmente, si resta spiazzati e si risponde facendo spallucce o accennando un "Eh sì, va be', ma che c'entra…?".

Un interrogativo così, bischero ma, al tempo stesso, di una portata enorme, vorrei porlo a chi invoca la pena di morte per l'omicida della ragazza pugliese uccisa e il cui corpo è stato ritrovato la scorsa notte.

 
Io non ho seguito questa vicenda e non mi reputo una persona cinica. Ho visto e sentito in casa mia, nella mia famiglia che stimo e reputo una buona famiglia, fondamentale per la mia crescita e formazione come persona e come cittadino, scene da giallo, da film thriller: frasi del tipo "ma quello zio è sincero", oppure "la cugina sembra svampita" o ancora "la mamma crede davvero l'abbiano rapita"…

A cosa è servito? Quale vicinanza, beneficio, ne hanno tratto i reali interessati? Questa ragazza, vittima diretta di una persona con problemi, -perché quando usi violenza hai, almeno in quel momento, problemi e mancanze- e vittima indiretta dell'idea che gli uomini possano sopraffare le donne avendo più forza fisica e testosterone, ha sentito l'empatia di qualche morboso telespettatore dei vari programmi che oggi trattano di gossip e domani si occupano di sparizioni e efferati omicidi?
 
Penso che programmi televisivi come Chi l'ha visto, abbiano un'indubbia utilità pubblica; in questi casi credo sia buona cosa trattare argomenti del genere, perché si cerca la collaborazione -attraverso il mezzo visivo- delle persone.
 
Il resto è grottesco. Come lo è stato con qualsiasi vicenda, da Cogne a Tommaso Onofri, Erba, Perugia, eccetera eccetera eccetera. Spettacolizziamo tutto e ci laviamo la coscienza pensando sia giusto così, credendo a fine giornata di aver fatto la buona azione quotidiana. E per quanto realmente dispiaciuti e addolorati, non ci rendiamo conto di avallare un modello che è quello tipico della tv via cavo, giunta in ogni stanza della nostra casa nonché in ogni momento della nostra vita.

Continua a venirmi in mente "Cattiva" di Samuele Bersani.

 

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