metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for settembre 2010

10 strategie della manipolazione

Posted by pedjolo su 28 settembre 2010

Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille” ).

2– Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3– La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi . E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato . Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti…

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. * “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori".

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!!!

10- Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: www.visionesalternativas.com

Posted in informazione pilotata, link e collegamenti | 2 Comments »

Pollica.

Posted by pedjolo su 7 settembre 2010

Angelo Vassallo è stato ucciso. Da chi, per adesso, non si sa; o meglio, si può solo sospettare.
Ma importa realmente? Era, per prima cosa, una persona. E quando ammazzi una persona, l'hai ammazzata. Punto. Sei un assassino, una bestia, il resto non conta. Anzi, conta per gli altri, tutti gli altri. Che ti guardano inerme e vogliono giustizia "in tuo nome". Fandonie! La giustizia serve a noi e basta. Si tratta di un dato oggettivo, non può essere utile a chi è già stato "giustiziato". Quanta sadica ironia si cela dietro alle parole, frutto di ponderazione umana.

Angelo Vassallo era sindaco di Pollica, un comune in provincia di Salerno.
Sulla sua pagina istituzionale, a distanza di oltre 24 ore dai nove colpi di arma da fuoco che hanno posto la parola fine alla sua esistenza, si può trovare ancora tutto intatto il suo profilo e la sua attività.
Si era opposto alla camorra, alla cementificazione selvaggia della battigia, ai favoritismi strangolatori. Ed è stato freddato.

Propongo di scrivere a sindaco@comune.pollica.sa.it .
Non lasciamo soli gli ennesimi che potrebbero esserlo.

"Quello che è accaduto mi getta nello sconforto, ma non voglio darla vinta a quella catena che ha commissionato e commesso questo omicidio; è il momento di non piegarsi alle volontà di chi usa la forza, la ritorsione, i ricatti. Adesso più di ieri.
Alla famiglia penso non si possa dare niente di più che il rispettoso silenzio e, ancora una volta, la percezione di un senso di colpa e di evidente responsabilità che attanaglia una nazione intera, non solo le sue istituzioni.
Avete tutta la mia sincera e rabbiosamente indignata solidarietà
".

Posted in appelli, camorra, link e collegamenti, politica, stop | Leave a Comment »

Un anno senza lei.

Posted by pedjolo su 2 settembre 2010

Dopo un mese preciso, Tuttoblog riapre i battenti. E il caso vuole che succeda a distanza di un anno, preciso (un giorno dopo), dalla scomparsa di Teresa Sarti.

Teresa è stata una donna (già questo non è poco) dal grande coraggio e dalla naturale predisposizione a "l'altro".

La voglio ricordare con il momento che per me è stato quello di maggior vicinanza (fisica) a lei.

Eravamo ad Orvieto, durante la conclusione dei lavori del 4° incontro nazionale di Emergency, la creazione sua e di Gino. Le chiesi di registrarmi un videomessaggio sulla fotocamera per invogliare mia mamma a raggiungere Orvieto l'anno seguente, al successivo incontro nazionale di Emergency.

E mia mamma, dopo 12 mesi, la conobbe dal vivo, in un incontro che scosse la sua coscienza e quella di mia sorella.

Posted in emergency, riflessioni | 4 Comments »