metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Grazie ragazzi!

Posted by pedjolo su 3 novembre 2009

Domani si festeggia il 91° anniversario dalla vittoria (?) dell’esercito italiano nel conflitto armato del 1914-1918.

A Firenze, manifesti affissi in diversi punti della città recitano un caloroso "GRAZIE RAGAZZI", con uno sfondo tricolore.

Volevo ringraziare i "ragazzi", e per par condicio le "ragazze", e naturalmente lo Stato italiano per quello che hanno fatto. Soprattutto recentemente.

4 novembre 2009 festa grazie ragazzi stefano cucchi

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14 Risposte to “Grazie ragazzi!”

  1. Soriana said

    Sono ben… felice di unirmi ai tuoi ringraziamenti.

    Domani è una festa? Per chi?

    Ne parlerò anch’io, da me, di questa festa della vittoria (?)  E  in seguito scriverò anche un post sul ragazzo Luzzi, e sul ragazzo Aldrovandi, e sul ragazzo Bianzino.
    Ciao.

    Milvia

  2. pedjolo said

    Bravissima!
    Hai ragione: i ragazzi Aldrovandi, Luzzi, Brianzino… quei RAGAZZI, se anche avessero voluto, domani non festeggeranno.

  3. Soriana said

    Ho commesso un errore: non Luzzi, ma Cucchi, Stefano Cucchi…
    Scusami.
    Buona serata.

    Milvia

  4. paol84 said

    Ciao François. Per me non è una festa. E’ solo l’ennesimo spreco di denaro pubblico, con tutte le parate che faranno per onorare le forze del c.d. "ordine". Non bisogna macchiare la storia e l’importanza dei Carabinieri, soprattutto per alcuni faccinorosi che non meritano di essere definiti Carabinieri. Per quello che hanno fatto contro Marrazzo e contro Cucchi.

  5. Festa retorica e paracula. Ci si sviolina da una parte e ci si spompina dall’altra…

  6. Soriana said

    4 novembre: Festa delle Forze armate[..] Prima di iniziare, due importanti segnalazioni: Questa sera, 4 novembre alle 21, a Parma, Borgo San Silvestro 40 testi di Morena Fanti e Marco Sforza musiche di Marco Sforza con, naturalmente: Morena Fanti e Marco Sforza Performance, evento, spettacol [..]

  7. Soriana said

    4 novembre: Festa delle Forze armate[..] Prima di iniziare, due importanti segnalazioni: Questa sera, 4 novembre alle 21, a Parma, Borgo San Silvestro 40 testi di Morena Fanti e Marco Sforza musiche di Marco Sforza con, naturalmente: Morena Fanti e Marco Sforza Performance, evento, spettacol [..]

  8. paol84 said

    Rispondendo al tuo commento nel blog comune: Anche io lo credo che i fatti da te citati, e anche tante altre questioni, siano più importanti di questa sentenza. E anche secondo me questo è un modo per distogliere l’attenzione degli italiani dai veri problemi (anche se questo del crocifisso, a mio avviso, è un altro grossissimo problema).
    Vorrei però sapere quali sono queste imprecisioni grossolane.

  9. pedjolo said

    Sul fatto che la questione sia degna di attenzione, dandole comunque la giusta priorità in mezzo ad un mare di avvenimenti ben più importanti, è -come ti ho scritto- legittimo pensiero.
    Mi chiedi a cosa mi riferisca con "imprecisioni un po’ grossolane": al di là di un tono molto forte e un po’ collerico che non è quello a cui hai abituato i tuoi lettori 🙂 e che ricorda un po’ una Lega Nord (so quanto tu ne sia distante, ecco peché ti metto in guardia ), credo che "NOSTRE regole" intendendo quelle "ITALIANE" sia un grossolano travisamento. L’Italia non è un paese con una religione di stato. L’Italia è un paese laico e la famosa ora di religione, solo grazie ai patti Mussolini-Vaticano, è stata ed è tuttora intesa come insegnamento del cristianesimo e, in particolare, del cattolicesimo. Questo è possibile perché il Vaticano ce lo abbiamo in casa e alla nostra classe dirigenziale-delinquenziale va bene così, ed è sempre andata bene così, da 50, 60, 70 anni e forse più.
    L’insegnamento della religione ai bambini, come tu scrivi, è un diritto di cui una persona può avvalersi o meno. Ma della RELIGIONE, non del cattolicesimo. La differenza credo sia evidente per tutti; il guaio è che fino a 15-20 anni fa, ci si faceva poco caso, dal momento che in Italia eravamo tutti indigeni (nel senso etimologico della parola). Adesso, con una società sempre più ricca e sfaccettata, piena di culture e tradizioni asiatiche, africane, europee, i nodi vengono finalmente al pettine e ci rendiamo conto di quanto sia limitante parlare di religione e farla passare per un unico credo.
    Oltre a tutto questo, io credo che ci sia pure una fortissima speculazione in atto: dal mio punto di vista, della religione non importa molto né agli studenti, né ai familiari. I giovani hanno fatto catechismo ma bestemmiano, gli "adulti" si sposano ma poi divorziano o tradiscono… Quindi, quando sento parlare di moralità, tendo a crederci molto poco.
    Quando scrivi "IMPEDIRE" in riferimento all’insegnamento della religione (ribadisco, cattolica) e alla formazione umana che una persona può trarne, credo tu faccia un errore; riconoscere il crocifisso come simbolo… di parte, se mi passi la definizione, non equivale a smettere di insegnare questa disciplina nella scuola italiana. Ti faccio un esempio molto semplice e divertente: qualche anno fa, ti parlo del mio quinto anno di superiori, era in corso tutta una polemica, più o meno montata e architettata, sulla legittimità del crocifisso nelle scuole; bene, io mi resi conto un giorno che nella nostra classe, oltre a mancare la foto del Presidente della Repubblica (allora Ciampi), era assente -chissà da quanto- pure la croce con Gesù crocifisso. E nessuno se ne era reso conto. Ecco, questo soltanto per riflettere su una cosa che nel quotidiano nessuno nota e che però, quando balza sui giornali e come principale fatto di cronaca interna, diventa motivo di attenzione. Per la cronaca, nessuno si sentì offeso nella sua intimità religiosa. Eppure, c’erano anche delle persone più o meno vicine alla chiesa cattolica.
    Poi, permettimi di essere molto critico di fronte ad affernazioni come "Qui A CASA NOSTRA" e "NOSTRE radici": questo fa molto padano! Paolo, le nostre radici, come tu le chiami, sono ben altre, sono quelle di persone che hanno speso la vita per la libertà di informazione, per estirpare il tumore della mafia, che hanno creato rivoluzioni energetiche -quelle che ti e mi stanno tanto a cuore-, quelle di donne e uomini che hanno sconfitto regimi, che hanno lottato e lottano tutti i giorni per far luce su scandali politici, economici, che ci mettono la faccia, che chiedono giustizia per gli attentati rossi e neri, che vogliono sapere come Stefano Cucchi e Federico Aldrovani siano morti. Ben vengano, gli insegnamenti di tutte le altre religioni, intese come culture, come usi e costumi di popoli sempre più vicini a noi. Questa è la fratellanza cristiana, questa è la vera parola di Dio. Lo dico da profano, da persona che non crede, ma che rispetta tutte le idee e le credenze che non arrechino danno fisico e/o limitazione di libertà. Questa è la vera dottrina che quel giovane dai capelli lunghi avrebbe voluto, penso, fosse diffusa nel mondo passato e attuale.

  10. paol84 said

    Holà François! E’ sempre bello discutere e parlare pacificamente! Ti ho risposto, ovviamente su progetto d’amore. Saluti!

  11. iNessuno said

    Come possono chiamarla festa??

    Andrò a vedere gli articoli segnalati nei commenti.

  12. gattaccio said

    http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/afghanistan-21/attacco-lince/attacco-lince.html

    Proprio la festa delle Forze Armate.

  13. paol84 said

    Terribile questa foto. Che schifo.

  14. pedjolo said

    Purtroppo l’informazione italiana ha preferito censurare anche queste foto, non facendole vedere – al popolino- nei suoi telegiornali. Telegiornali che passano di tutto e che nelle ore col maggior numero di spettatori preferiscono notizie più soft, notizie su contrasti tra partiti e su elogi a personaggi sempre meno credibili.
    La realtà è questa, dolente e schifosa quanto possa essere.

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