metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for settembre 2008

Amnesty, azioni urgenti /3

Posted by pedjolo su 30 settembre 2008

Gli appelli e le azioni urgenti di Amnesty International per questo mese:

Amnesty Italia - Appelli - Elenco degli appelli on line - Mozilla Firefox

www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/75

APPELLI

Italia: fermiamo la caccia alle streghe nei confronti dei rom!
www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1017

Turchia: rispetto per la libertà di associazione della comunità Lgbt
www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1056

Stati Uniti: abusi e maltrattamenti da parte delle forze dell’ordine di
Chicago (Aggiornato!)
www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1019

AZIONI URGENTI

Afghanistan: giornalista condannato a morte (Aggiornato!)
www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/591

Myanmar: arrestata leader dell’opposizione democratica
www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/595

Guatemala: continuano gli attentati contro i difensori dell’ambiente
www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/595

India: proseguono le violenze contro la minoranza cristiana (Aggiornato!)
www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/978

Israele/Territori Palestinesi Occupati/Egitto: Negato il diritto allo
studio a 400 studenti palestinesi
www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1325

Laura Renzi
Ufficio Campagne e Ricerca/Azioni Urgenti
Amnesty International – Sezione Italiana
tel: +39 06 4490238, fax: +39 06 4490222
E-mail: ua_AT_amnesty.it

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Gli Abdoul d'Italia.

Posted by pedjolo su 22 settembre 2008

Di fronte alla vicenda di Abdoul e alle conseguenti reazioni, mi domando quali siano i criteri con cui l’informazione selezioni ciò che va raccontato e scarti ciò che non va raccontato; e tra i fatti da far sapere, ciò a cui va dato più risalto e ciò a cui ne va dato meno.

LA REPUBBLICA.

Ore 14,30, in marcia per Abdoul "Ecco la Milano dell´antirazzismo"
Il corteo al via dai Bastioni di Porta Venezia
Ovadia attacca il ministro Maroni
di DAVIDE CARLUCCI

L´elenco delle adesioni è lunghissimo: centinaia tra docenti universitari,
medici, avvocati, sindacalisti, esponenti del volontariato, rappresentanti dei
partiti politici – da Sinistra democratica a Rifondazione – i Giovani
musulmani e i ragazzi delle Acli. Sono tutti i milanesi "antirazzisti" che
oggi pomeriggio parteciperanno alla manifestazione per Abdoul, il
diciannovenne di Cernusco sul Naviglio, originario del Burkina Faso, ucciso
domenica da due baristi per aver rubato due pacchi di biscotti. Il corteo
partirà alle 14,30 dai Bastioni di Porta Venezia e arriverà in Duomo. Ci
saranno anche don Gino Rigoldi, Moni Ovadia, Dario Fo, Franca Rame, Paolo
Rossi e Gino Strada. «Abdoul – dicono – è stato ucciso per niente o per futili
motivi… come dice l´arido linguaggio della magistratura. Chi ha preso la
spranga non l´ha fatto per paura o per legittima difesa: ha commesso un
delitto a sfondo razzista, mosso da odio e rancore, considerandosi legittimato
dal sentire intollerante, sciaguratamente diffuso. E questa Milano non ci
appartiene».
Agli organizzatori è arrivata anche una lettera dei familiari di Abdoul. «Non
riusciamo a capire perché i giornali e le televisioni, dopo aver detto molte
cose non vere sull´accaduto, ora non parlano di questa importante iniziativa
per Abdoul. Chiediamo a chi vuole la pace, la giustizia, l´eguaglianza e la
convivenza civile, di far sapere che saremo in tanti a chiedere che non
succeda più un fatto così grave e dire no al razzismo». La data del funerale
non è ancora certa, ma il desiderio della famiglia è di celebrarli martedì
mattina. Il sindaco di Cernusco, Eugenio Comincini, ha già messo a
disposizione l´auditorium Maggioni della scuola media Aldo Moro per un momento
pubblico di commiato secondo il rito musulmano. Già domani, però, si
raccoglieranno in preghiera gli amici e i connazionali di Abdoul, la cui salma
mercoledì sarà accompagnata in Burkina Faso.
Per Moni Ovadia il fatto che la Procura non abbia contestato l´aggravante per
motivi razziali è irrilevante. «Non mi convinceranno mai, neanche davanti a un
plotone d´esecuzione – dice – che quell´omicidio non sia stato dettato dal
razzismo. Non sarebbe successo lo stesso se a rubare i biscotti fossero stati
dei ragazzi italiani, magari di buona famiglia. Viene da una temperie
grondante parole d´odio e avviene in un Paese che sta scivolando verso una
deriva razzista, perché c´è chi soffia su questi sentimenti per ragioni
demagogiche». In particolare l´attore accusa il ministro dell´Interno, Roberto
Maroni. «Non dico che sia razzista, non voglio crederlo. Ma i suoi
provvedimenti lo sono. Ed è arrivato il momento che tutte le persone, di
destra o di sinistra, cristiani e non, facciano sentire forte la loro voce in
un momento terribile per il nostro Paese».

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No al dilagante razzismo in Italia/6

Posted by pedjolo su 19 settembre 2008

Manifesto degli scienziati antirazzisti

(2008) *

Manifesto della razza

(1938) *

I. Le razze umane non esistono. L’esistenza delle razze umane è un’astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze “psicologiche” e interpretate sulla base di pregiudizi secolari. Queste astratte suddivisioni, basate sull’idea che gli umani formino gruppi biologicamente ed ereditariamente ben distinti, sono pure invenzioni da sempre utilizzate per classificare arbitrariamente uomini e donne in “migliori” e “peggiori” e quindi discriminare questi ultimi (sempre i più deboli), dopo averli additati come la chiave di tutti i mali nei momenti di crisi.

1. Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi.

Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.

II. L’umanità, non é fatta di grandi e piccole razze. È invece, prima di tutto, una rete di persone collegate. È vero che gli esseri umani si aggregano in gruppi d’individui, comunità locali, etnie, nazioni, civiltà; ma questo non avviene in quanto hanno gli stessi geni ma perché condividono storie di vita, ideali e religioni, costumi e comportamenti, arti e stili di vita, ovvero culture. Le aggregazioni non sono mai rese stabili da DNA identici; al con­trario, sono soggette a profondi mutamenti storici: si formano, si trasformano, si mescolano, si frammentano e dissolvono con una rapidità incompatibile con i tempi richiesti da processi di selezione genetica.

2. Esistono grandi razze e piccole razze. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, i dinarici, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.

III. Nella specie umana il concetto di razza non ha significato biologico. L’analisi dei DNA umani ha dimostrato che la variabilità genetica nelle nostra specie, oltre che minore di quella dei nostri “cugini” scimpanzé, gorilla e orangutan, è rappresentata soprattutto da differenze fra persone della stessa popolazione, mentre le differenze fra popolazioni e fra continenti diversi sono piccole. I geni di due individui della stessa popolazione sono in media solo leggermente più simili fra loro di quelli di persone che vivono in continenti diversi. Proprio a causa di queste differenze ridotte fra popolazioni, neanche gli scienziati razzisti sono mai riusciti a definire di quante razze sia costituita la nostra specie, e hanno prodotto stime oscillanti fra le due e le duecento razze.

3. Il concetto di razza è concetto puramente biologico. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.

IV. È ormai più che assodato il carattere falso, costruito e pernicioso del mito nazista della identificazione con la “razza ariana”, coincidente con l’immagine di un popolo bellicoso, vincitore, “puro” e “nobile”, con buona parte dell’Europa, dell’India e dell’Asia centrale come patria, e una lingua in teoria alla base delle lingue indo-europee. Sotto il profilo storico risulta estremamente difficile identificare gli Arii o Ariani come un popolo, e la nozione di famiglia linguistica indo-europea deriva da una classificazione convenzionale. I dati archeologici moderni indicano, al contrario, che l’Europa è stata popolata nel Paleolitico da una popolazione di origine africana da cui tutti discendiamo, a cui nel Neolitico si sono sovrapposti altri immigranti provenienti dal Vicino Oriente. L’origine degli Italiani attuali risale agli stessi immigrati africani e mediorientali che costituiscono tuttora il tessuto perennemente vivo dell’Europa. Nonostante la drammatica originalità del razzismo fascista, si deve all’alleato nazista l’identificazione anche degli italiani con gli “ariani”.

4. La popolazione dell’Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L’origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell’Europa.

V. È una leggenda che i sessanta milioni di italiani di oggi discendano da famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio. Gli stessi Romani hanno costruito il loro impero inglobando persone di diverse provenienze e dando loro lo status di cives romani. I fenomeni di meticciamento culturale e sociale, che hanno caratterizzato l’intera storia della penisola, e a cui hanno partecipato non solo le popolazioni locali, ma anche greci, fenici, ebrei, africani, ispanici, oltre ai cosiddetti ”barbari”, hanno prodotto l’ibrido che chiamiamo cultura italiana. Per secoli gli italiani, anche se dispersi nel mondo e divisi in Italia in piccoli Stati, hanno continuato a identificarsi e ad essere identificati con questa cultura complessa e variegata, umanistica e scientifica.

5. È una leggenda l’apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l’Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d’Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio.

VI. Non esiste una razza italiana ma esiste un popolo italiano. L’Italia come Nazione si è unificata solo nel 1860 e ancora adesso diversi milioni di italiani, in passato emigrati e spesso concentrati in città e quartieri stranieri, si dicono e sono tali. Una delle nostre maggiori ricchezze, è quella di avere mescolato tanti popoli e avere scambiato con loro culture proprio “incrociandoci” fisicamente e culturalmente. Attribuire ad una inesistente “purezza del sangue” la “nobiltà” della “Nazione” significa ridurre alla omogeneità di una supposta componente biologica e agli abitanti dell’attuale territorio italiano, un patrimonio millenario ed esteso di culture.

6. Esiste ormai una pura "razza italiana". Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.

VII. Il razzismo è contemporaneamente omicida e suicida. Gli Imperi sono diventati tali grazie alla convivenza di popoli e culture diverse, ma sono improvvisamente collassati quando si sono frammentati. Così è avvenuto e avviene nelle Nazioni con le guerre civili e quando, per arginare crisi le minoranze sono state prese come capri espiatori. Il razzismo è suicida perché non colpisce solo gli appartenenti a popoli diversi ma gli stessi che lo praticano. La tendenza all’odio indiscriminato che lo alimenta, si estende per contagio ideale ad ogni alterità esterna o estranea rispetto ad una definizione sempre più ristretta della “normalità”. Colpisce quelli che stanno “fuori dalle righe”, i “folli”, i “poveri di spirito”, i gay e le lesbiche, i poeti, gli artisti, gli scrittori alternativi, tutti coloro che non sono omologabili a tipologie umane standard e che in realtà permettono all’umanità di cambiare continuamente e quindi di vivere. Qualsiasi sistema vivente resta tale, infatti, solo se é capace di cambiarsi e noi esseri umani cambiamo sempre meno con i geni e sempre più con le invenzioni dei nostri “benevolmente disordinati” cervelli.

7. È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l’Italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.

VIII. Il razzismo discrimina, nega i collegamenti, intravede minacce nei pensieri e nei comportamenti diversi. Per i difensori della razza italiana l’Africa appare come una paurosa minaccia e il Mediterraneo è il mare che nello stesso tempo separa e unisce. Per questo i razzisti sostengono che non esiste una “comune razza mediterranea”. Per spingere più indietro l’Africa gli scienziati razzisti erigono una barriera contro “semiti” e “camiti”, con cui più facilmente si può entrare in contatto. La scienza ha chiarito che non esiste una chiara distinzione genetica fra i Mediterranei d’Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall’altra. Sono state assolutamente dimostrate, dal punto di vista paleontologico e da quello genetico, le teorie che sostengono l’origine africana dei popoli della terra e li comprendono tutti in un’unica razza.

8. È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d’Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall’altra. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l’origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.

IX. Gli ebrei italiani sono contemporaneamente ebrei ed italiani. Gli ebrei, come tutti i popoli migranti (nessuno è migrante per libera scelta ma molti lo sono per necessità) sono sparsi per il Mondo ed hanno fatto parte di diverse culture pur mantenendo contemporaneamente una loro identità di popolo e di religione. Così è successo ad esempio con gli Armeni, con gli stessi italiani emigranti e così sta succedendo con i migranti di ora: africani, filippini, cinesi, arabi dei diversi Paesi , popoli appartenenti all’Est europeo o al Sud America ecc. Tutti questi popoli hanno avuto la dolorosa necessità di dover migrare ma anche la fortuna, nei casi migliori, di arricchirsi unendo la loro cultura a quella degli ospitanti, arricchendo anche loro, senza annullare, quando è stato possibile, né l’una né l’altra.

9. Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all’infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.

X. L’ideologia razzista é basata sul timore della “alterazione” della propria razza eppure essere “bastardi” fa bene. È quindi del tutto cieca rispetto al fatto che molte società riconoscono che sposarsi fuori, perfino con i propri nemici, è bene, perché sanno che le alleanze sono molto più preziose delle barriere. Del resto negli umani i caratteri fisici alterano più per effetto delle condizioni di vita che per selezione e i caratteri psicologici degli individui e dei popoli non stanno scritti nei loro geni. Il “meticciamento” culturale è la base fondante della speranza di progresso che deriva dalla costituzione della Unione Europea. Un’Italia razzista che si frammentasse in “etnie” separate come la ex-Jugoslavia sarebbe devastata e devastante ora e per il futuro. Le conseguenze del razzismo sono infatti epocali: significano perdita di cultura e di plasticità, omicidio e suicidio, frammentazione e implosione non controllabili perché originate dalla ripulsa indiscriminata per chiunque consideriamo “altro da noi”.

10. I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo. L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall’incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.

 

 

 

* Autori e primi firmatari

Enrico Alleva, Docente di Etologia, Istituto Superiore di Sanità, Roma

Guido Barbujani, Docente di Genetica di popolazioni, Università Ferrara

Marcello Buiatti, Docente di Genetica, Università di Firenze

Laura dalla Ragione, Psichiatra e psicoterapeuta, Perugia

Elena Gagliasso, Docente di Filosofia e Scienze del vivente, Università La Sapienza, Roma

Rita Levi Montalcini, Neurobiologa, Premio Nobel per la Medicina

Massimo Livi Bacci, Docente di demografia, Università di Firenze

Alberto Piazza, Docente di Genetica Umana, Università di Torino

Agostino Pirella, Psichiatra, co-fondatore di Psichiatria democratica, Torino

Francesco Remotti, Docente di Antropologia culturale, Università di Torino

Filippo Tempia, Docente di Fisiologia, Università di Torino

Flavia Zucco, Dirigente di Ricerca, Presidente Associazione Donne e Scienza, Istituto di Medicina molecolare, CNR , Roma

Il “Manifesto degli scienziati razzisti” o “Manifesto della Razza” fu pubblicato in forma anonima sul Giornale d’Italia il 15 luglio 1938. Il ministro Segretario del Partito ha ricevuto un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle Università italiane, che hanno sotto l’egida del Ministero della Cultura popolare redatto o aderito alle proposizioni che fissano la base del razzismo fascista:

dott. Lino Businco, assistente di patologia generale nell’Università di Roma

prof. Lidio Cipriani, incaricato di antropologia nell’Università di Firenze direttore del Museo Nazionale di antropologia ed etnologia di Firenze

prof. Arturo Donaggio, direttore della clinica neuropsichiatrica dell’Università di Bologna, presidente della Società italiana di psichiatria

dott. Leone Franzí, assistente nella clinica pediatrica dell’Università di Milano

prof. Guido Landra, assistente di antropologia nell’Università di Roma

sen. Nicola Pende, direttore dell’Istituto di patologia speciale medica dell’Università di Roma

dott. Marcello Ricci, assistente di zoologia all’Università di Roma

prof. Franco Savorgnan, ordinario di demografia nell’Università di Roma, presidente dell’Istituto centrale di statistica

on. prof. Sabato Visco, direttore dell’Istituto di fisiologia generale dell’Università di Roma e direttore dell’Istituto nazionale di biologia presso il Consiglio nazionale delle ricerche

prof. Edoardo Zavattari, direttore dell’Istituto di zoologia dell’Università di Roma.

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La salute è un diritto.

Posted by pedjolo su 15 settembre 2008

emergency riccione 20083 giorni con Emergency.

Howard Zinn
Serena Dandini
Elio
Teresa Sarti
i ministri e i rappresentanti africani
Gino Strada
Frankie Hi NRG
Dario Vergassola
Cristina Donà

…e soprattutto

tutti i volontari
lo staff internazionale

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Resistenza.

Posted by pedjolo su 9 settembre 2008

8 settembre

maglietta antifascista

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Uomini troppo grandi per questo mondo.

Posted by pedjolo su 6 settembre 2008

VENTISEI ANNI FA L’OMICIDIO DEL GENERALE CARLO ALBERTO DALLA CHIESA
dal sito di Avviso Pubblico

 

CLICCA QUI
E FIRMA PER PIO LA TORRE
:…

Dalla Chiesa
La sera del 3 settembre 1982, alle 21,10, a Palermo in via Isidoro Carini i killer della mafia uccisero barbaramente il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa – da cento giorni Prefetto di Palermo – la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo.

Dalla Chiesa e la giovane moglie viaggiavano a bordo di una piccola utilitaria, una A 112, seguita da un’Alfetta Alfa Romeo non blindata sulla quale viaggiava l’agente di scorta, quando furono affiancati dai killer e uccisi a colpi di mitra kalashnikov.

Il Generale era noto agli italiani per i successi riportati nell’attività di contrasto al terrorismo brigatista degli anni ’70 e dei primi anni ’80.

Nominato Prefetto di Palermo dal Governo presieduto da Giovanni Spadolini, Dalla Chiesa aveva più volte richiesto all’Esecutivo l’assegnazione di poteri speciali per coordinare la lotta alla mafia. Questi poteri non gli vennero mai concessi.

Il 30 aprile dello stesso anno, giorno dell’arrivo del nuovo prefetto in città, la mafia aveva assassinato Pio La Torre, segretario regionale del Partito Comunista ed ex componente della Commissione parlamentare antimafia, insieme all’autista e collaboratore Rosario Di Salvo.

*Per saperne di più*

    – La biografia del Generale (Fonte: Arma dei Carabinieri)
    ( http://www.carabinieri.it/Internet/Arma/Curiosita/Non+tutti+sanno+che/D/3+D.htm )

*Articoli*

    – N. Dalla Chiesa, "Generale e «sovversivo»", L’Unità 17 agosto 2007
    ( http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=com_content&task=view&id=672&Itemid=123 )

*Libri*

    – N. Dalla Chiesa, "Delitto imperfetto", Melampo, 2007
    – P. Sapegno, M. Ventura, "Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Un caso aperto", Limina, Arezzo, 1997

*Video*

    – La puntata del programma La Storia siamo noi dedicata al Generale Dalla Chiesa
    ( http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=367 )

*Film*

    – "Il Generale Dalla Chiesa", regia di Giorgio Capitani, 2007
    – "Cento giorni a Palermo", regia di Giuseppe Ferrara, 1984

Cordiali saluti

Pierpaolo Romani
Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico

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Amnesty, azioni urgenti /2

Posted by pedjolo su 4 settembre 2008

Le azioni urgenti di Amnesty International per questo mese:

Amnesty Italia - Appelli - Elenco degli appelli on line - Mozilla Firefox

Lituania: atti discriminatori delle autorità nei confronti della comunità Lgbt
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/772

30 agosto, Giornata internazionale degli scomparsi: El Salvador – Il caso di Ernestina e Erlinda Serrano Cruz
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1315

30 agosto, Giornata internazionale degli scomparsi: Pakistan – Il caso di Masood Janjua e Faisal Faraz
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1316

Myanmar: U Win Tin necessita di immediate cure mediche
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1041

Ossezia del Sud/Georgia: Amnesty chiede di garantire l’ingresso degli aiuti umanitari nell’Ossezia del Sud
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/590

India: violenze contro la minoranza cristiana
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/978

Buona lettura e a presto!
Laura

Laura Renzi
Ufficio Campagne e Ricerca/Azioni Urgenti
Amnesty International – Sezione Italiana
tel: +39 06 4490238, fax: +39 06 4490222
E-mail: ua@amnesty.it

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Il calcio, quello buono.

Posted by pedjolo su 1 settembre 2008

Mai più invisibili

Update ( 22/07/2008 )
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La ONG LISPED (Ligue Sportive pour la Promotion et la Defence des Droits de l’Homme) della Rep. Dem. del Congo è una delle organizzazioni a cui anche quest’anno è stato negato il visto per venire ai Mondiali. La LISPED è fra i vincitori della Coppa Invisibile, insieme ai ragazzi del Ghana, del Gambia e di Cuba, ma con le loro attività dimostrano davvero di non voler essere invisibili, ma protagonisti dei Mondiali Antirazzisti.

Infatti, per cercare di essere idealmente vicini ai Mondiali questa organizzazione ha organizzato a Kinshasa una grande manifestazione con bambini congolesi e stranieri per esprimere il proprio NO a razzismo e discriminazioni varie.

Il 12 luglio si è svolto alla stadio Collége Albert una giornata celebrativa dei Mondiali Antirazzisti, alla quale hanno partecipato circa 500 bambini dai 5 agli 11 anni: i bambini cosiddetti di strada; tutsi e libanesi, greci e di altre nazionalità africane.

Inoltre erano presenti varie comunità di stranieri, giornalisti e autorità locali. Sono state giocate alcune partite di calcio in cui bambini e adulti si sono mescolati per giocare insieme. Thomas Double Star (giovane cantante di Kinshasa) ha cantato una sua canzone contro il razzismo, scritta in occasione del Vivicittà corso a Kinshasa in aprile.

Nelle giornate precedenti i volontari e le volontarie della LISPED hanno portato avanti un lavoro con i bambini, bianchi e neri, di educazione antirazzista tramite giochi, piccoli seminari e preparazione di dichiarazioni da leggere nella giornata del 12 luglio.

È stato letto un messaggio di saluto ai Mondiali:

“I membri della LISPED salutano tutto lo staff dei Mondiali Antirazzisti e i vari partecipanti per la loro lotta contro il razzismo e tutte le forme di discriminazione nel calcio.
A causa di problemi vari legati all’ottenimento dei visti, i membri della LISPED non sono potuti andare a Casalecchio. Tuttavia questa assenza non ci ha impedito di sostenere i Mondiali e di combattere tutte le forme di razzismo e discriminazione.

La nostra solidarietà va a tutte le nazioni che come noi hanno subito il medesimo trattamento e non hanno potuto partecipare ai Mondiali.
Dobbiamo essere tutti più uniti, attenti e perseveranti nella nostra lotta contro le discriminazioni.

MAI PIU’ QUESTO SPORCO RAZZISMO”

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