metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for luglio 2008

Mazze chiodate e cesoie.

Posted by pedjolo su 31 luglio 2008

La mia prof di italiano mi ha sempre detto di non scrivere di getto; ecco, stavolta voglio darle retta e limitarmi a incollare da repubblica.it.

Quante volte sono passato da là, quante volte ho sostato e camminato in quel parcheggio. Quante volte, forse, ho incrociato i vostri sguardi durante quarti d’ora accademici e pause pranzo.
Se Dio esistesse, sarebbe il demonio più perfido e ingiusto capace di andare oltre ogni immaginazione.

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I fermati sono tutti studenti di età compresa tra i 20 e i 25 anni
Lo stupro era avvenuto al termine di una serata all’insegna dell’alcol

Firenze, violenza di gruppo
Arrestati i sette stupratori


Firenze, violenza di gruppo Arrestati i sette stupratori

FIRENZE – Sono già stati arrestati i sette giovani ritenuti responsabili dello stupro di gruppo avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi nei giardini della Fortezza da Basso, a Firenze. Al termine di una serata passata in giro da un locale all’altro, e condita da tanti alcolici, avevano cominciato a toccare e palpeggiare una 22enne, per poi portarla in una zona appartata e violentarla in gruppo.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori i fermati si erano dati appuntamento, venerdì sera, con quattro amiche, tra cui la 22enne, per trascorrere la serata in compagnia. A un certo punto le amiche della giovane sono andate via, laciandola sola con i sette ragazzi. A quel punto i giovani avevano cominciato a palpeggiarla e, dopo averla condotta in un punto isolato dei giardini, l’avevano stuprata in gruppo. Tra i fermati ci sono sia italiani che stranieri, tutti di età compresa tra i 20 e i 25 anni e tutti studenti universitari.

Lo stupro era stato confermato anche dal referto medico realizzato dall’ospedale di Careggi, dove la ragazza era andata a farsi medicare. Dopo qualche giorno, ripresasi dallo shock, la 22enne aveva trovato il coraggio di andare alla polizia e denunciare i suoi stupratori.

(31 luglio 2008)

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Chi è in emergenza?

Posted by pedjolo su 26 luglio 2008

Lampedusa, 25 Luglio 2008.

«La notte dopo la partenza mio figlio di 2 anni ha cominciato a vomitare. È morto quasi subito e siamo stati costretti a buttare in acqua il corpo. Il giorno dopo ha cominciato a sentirsi male l’altra mia figlia di 4 anni. Era completamente disidratata. Anche lei è morta e l’abbiamo gettata in mare».

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16 anni.

Posted by pedjolo su 20 luglio 2008

borsellino

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No al dilagante razzismo in Italia/5 Firenze

Posted by pedjolo su 15 luglio 2008

Buongiorno a tutte/i!

Come alcune/i di voi sanno passerò i giorni (e le notti), dal 15 al 17 luglio chiuso in una gabbia di rete metallica e filo spinato sopra un furgoncino a Piazzale Michelangelo per protestare contro la possibile costruzione di un CPT anche in Toscana, in particolare a Firenze, dove l’illustrissimo Domenici sembrerebbe, per usare un politichese, “non pregiudizialmente contrario, anzi aperto a un confronto”, insomma par di capire che “gli garberebbe parecchio”.

L’idea, come sempre, è quella di contribuire al dibattito alzando l’asticella dei diritti.

Se passate da quelle parti fermatevi per un saluto! 🙂

Di seguito copio-incollo un appello firmato dai promotori dell’iniziativa: se è vero che sarò io a restare chiuso nella minuscola gabbietta è altrettanto vero che ognuno/a dei promotori ha contribuito con un ruolo decisivo nell’organizzazione … aggiungo solo che ogni sera, al tramonto, insieme allo scrittore e giornalista Domenico Guarino, ci produrremo in una serie di letture estrapolate dal suo nuovo e bellissimo testo teatrale “Dialogo tra Uomo e Rom”.

Buona giornata!

Saverio Tommasi

Per dire NO ai CPT in Toscana

L’amministrazione comunale fiorentina prospetta la possibilità di costruzione di un Centro di Permanenza Temporaneo anche in Toscana; per questo abbiamo deciso di chiuderci in una gabbia, in un recinto di rete metallica e filo spinato, a simboleggiare la relegazione del “diritto alla dignità dell’esistenza”; crediamo infatti che rinchiudere in gabbia persone che non hanno commesso alcun reato sia un abominio, una grave violazione dei più elementari diritti dell’uomo e dei principi fondamentali del diritto internazionale.

L’Occidente scatena guerre e affama le popolazioni con una gestione iniqua delle risorse del pianeta: è normale che la gente scappi, emigri e chieda una fetta del benessere di cui godono solo pochissimi privilegiati.

Entrare in Italia in maniera “regolare” è poi impossibile: viene chiesto a donne e uomini di dimostrare di avere già un lavoro, se non lo puoi dimostrare non entri, e se entri vieni espulso tramite l’inumana detenzione nei CPT.

In un periodo in cui la politica ha smesso di rispondere ai bisogni delle persone, mettere in gioco i propri corpi non è più una scelta ma una necessità.

Diciamo NO a un centro di permanenza temporaneo in Toscana.

Diciamo SI’ a politiche di accoglienza, SI’ ai diritti, SI’ alla dignità di un’esistenza fuori da politiche di guerra e repressione.

Promotori (in ordine alfabetico):

Marco Bazzichi

Lisa Clark

Ornella De Zordo

Tommaso Fattori

Mercedes Frias

Saverio Tommasi

Info: BriGua Comunicazioni 348/6506373 – brigua@gmail.com

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No al dilagante razzismo in Italia/4

Posted by pedjolo su 11 luglio 2008

Roma – C´è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L´ora dell´aperitivo. Le vie attorno apiazza Trilussa gremite di persone. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchini alla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l´entrata in vigore del decreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo.I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. Via la merce, raccolta sommariamente nei lenzuoli su cui era disposta. Un agente tiene un indiano stretto per il braccio, mentre dal suo viso trapela tutto, la paura, la rassegnazione, fuorché l´istinto di scappare. È ammutolito. Un donnone africano, del Togo, è invece molto più loquace. Se la prende quando l´agente raccoglie violentemente i lembi del telo a cui erano appoggiati gli orecchini e le collane che vendeva. «fammi mettere nella borsa, almeno!» dice all´agente. «Non scappo, non ti preoccupare, ecco il mio permesso di soggiorno». «Ma perché tutto questo? – dice – non stavo facendo nulla di male». All´agente scappa un sorriso, forse un po´ amaro: «è il mio lavoro». Poi la donna incalza: «conosco la nuova legge. Ora mi fate 5.000 euro di multa. Ma perché non ci date un modo di fare questo lavoro regolarmente?» Nessuna risposta dall´agente, che se ne va e lascia ilposto ad un collega, molto meno accomodante. «E muoviti, su!», dice senza accennare ad aiutarla a trasportare le sue cose. Lei, con lo stesso sorriso sul volto, chiude la valigia arancione e con le mani occupate dice «dove andiamo, di qua?», mascherando con l´orgoglio la paura che in fondo in fondo le sta crescendo. Mantiene l´ironia però, quando mi avvicino e le chiedo da dove viene. «Da Napoli, bella Napoli, vero?», e intanto, mentre mi svela le sue vere origini africane, si toglie gli orecchini: «questa bigiotteria non mi serve più, stasera».Due metri più distante due ragazzini italiani, con il loro banchetto intutto e per tutto uguale agli altri. Devono sbaraccare anche loro, magli agenti usano maniere molto più educate. Non li tengono per lebraccia, non gli ammassano la merce. La ragazza raduna le poche coseche avevano in vendita. Lui è allibito, terrorizzato, e inizia aparlare nervosamente: «ve lo giuro, è la prima volta che vengo,lasciatemi andare». «Se prendiamo loro dobbiamo prendere anche voi»,risponde un agente. Ma alla fine non sarà così. Il ragazzo si dispera,«sono di Roma, non posso credere che mi trattiate allo stesso modo chea quelli lì». Evidentemente è un discorso convincente. Si avvicina unsignore in borghese che è lì a dirigere l´intera operazione. «Dottò,Capitano, Maresciallo, giuro che non lo farò mai più…». Si sbraccia,sembra un bambino appena messo in punizione dalla mamma. L´uomo inborghese si mostra irremovibile, ma si capiscesubito che vuole solodargli una lezione, e appena gli altri fermati – 7 persone, tuttestraniere – non sono più a vista, lo lascia andare.A operazioneconclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono ungiornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo glistranieri?», chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via,identificatelo, e controllate – aggiunge guardandomi negli occhi -perché ha l´alito che puzza di birra». Già, la birra che stavo bevendoprima, e che mi è andata di traverso con tutto quello che succedeva.Per fortuna non è ancora reato, comunque.Mi portano in due verso ilducato dove sono radunati gli stranieri, tenendomi strette le manisulle braccia. Non mi era mai successo, prima, ed è una sensazionedavvero sgradevole. «Questo per adesso è nell´elenco dei fermati» dicel´uomo alla mia destra, anche lui in borghese, ad un collega. Spallealla camionetta, mani fuori dalle tasche, cellulare sequestrato.«Perché avete fermato solo gli stranieri?». L´uomo con la polo rosa,quello che mi stringeva da destra, mi risponde, anche se – dice – nonsarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari». Balle, ho vistocon i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso disoggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una rispostaveritiera. «Certo che non avevi proprio nient´altro di meglio da fare»,dice con sprezzo uno degli agenti. «Ho fatto una domanda, voglio unarisposta». L´uomo in rosa, che ha la mia carta d´identità e stascandendo il mio nomeper radio si gira verso di me, «hai finito diparlare?» grida. A quanto pare anche rispondere alle domandecostituisce un grave errore, e infatti un terzo poliziotto, defilatofino a poco prima si indirizza a me dicendo «guarda che a fare cosìpeggiori solo la tua situazione». Chiedo di sapere i loro nomi e gradi,come avevo fatto già con l´uomo in borghese al principio, convinto cheper legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto – maquanti ne ho attorno, quattro, cinque? – mi da la sua versione dellalegge. «Vedi qual è la differenza, è che io posso chiederti come tichiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io». Un suocollega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto è diverso, manon te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto scomoda». La minacciamancava, in effetti. Interrompe la discussione l´uomo in rosa. «Luca!»,e con la mano mi fa cenno di andare da lui. «Vuoi andare?»«Voglio unarisposta alla mia domanda», insisto. «Non hai capito – si spiega – haivoglia di chiuderla qui questa storia o no?». «Non sono stupido, soquello che mi sta dicendo, ma io voglio la mia risposta». Mi accompagnalontano dal furgone, in piazza Trilussa. Davanti a me l´uomo checomanda l´operazione, quello dell´alito puzzolente. Mi chiedo setornare da lui, ma mi rendo conto che nel gioco del muro contro muro ilsuo è molto più duro. Aspetto ancora in piazza, osservo l´operazioneconcludersi, fino all´istante i cui gli immigrati vengono caricati sulfurgone che si mischia al traffico del lungotevere. Non c´è altro dafare, questa sera, se non raccontare in giro quello che ho visto.Questa triste deriva, quest´inverno italiano che avanza. Oggi inizial´estate.

(21 giugno 2008)
Luca Trinchieri (Liberazione)

Grazie alla redazione di Dialogos (www.corleonedialogos.it)

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No al dilagante razzismo in Italia/3

Posted by pedjolo su 9 luglio 2008

E’ la retorica del nemico alle porte

di Moni Ovadia.

Dobbiamo creare un grande movimento che travolga queste misure indegne.
Circola un pessimo clima in questo Paese. Rischiamo di finire
nell’abbrutimento. La gente ha sentimenti di paura, e questi sentimenti vengono
dall’insicurezza sociale. Dal non arrivare alla fine del mese, dal non sapere
quale sarà il futuro loro e dei loro figli. Allora è facile che cadano nella
trappola della demogagia. Dobbiamo fare capire loro che dietro quella
trappola non c’é solo il pericolo per il Rom o per altri, ma c’è anche il
pericolo per la sua vita e la vita dei suoi figli. E’ un Paese
incattivito, spaventato da pericoli immaginari, un Paese pericoloso per se
stesso. Allora bisogna pian piano lavorare su questo problema. Io sono molto
orgoglioso di sapere che abbiamo una rivista come Famiglia Cristiana, che ha
scritto l’articolo più duro, più chiaro, più emotivo, facendo riferimento ai
valori cristiani. Bisogna far capire che se Gesù nascesse adesso nascerebbe in
un campo
nomadi, piaccia o non piaccia. E se non si capisce il valore profondo
dei principi etici, laici o cristiani che siano, allora è la deriva, non si sa
dove si va a finire. Sarebbe bene coinvolgere tutti, aldilà degli schieramenti
politici. Per un cristiano che si riconosce come tale, l’aggressione all’umile,
all’indifeso, al degradato, è un vulnus stesso al Cristianesimo. Cristo scelse
di esercitare il suo magistero tra gli umili, tra gli ultimi, tra i disperati.
Ignorare tutto ciò significa far implodere il Cristianesimo sotto una crosta
insignificante. Molti cristiani sentono questa urgenza di protesta, e meno
male. Per quanto riguarda gli ebrei, va da sé che solo una parte fa il loro
dovere, qualcuno cerca di barcamenarsi non tanto in cambio di piccoli favori personali,
ma occhieggiando al governo di Israele. Questa è una cosa
molto brutta. Naturalmente, le fedi protestanti, come i valdesi, sentono
fortemente questi valori, ma anche nella società civile laica c’è una certa
tensione. Ma poiché ci sono stati anni di remissività del Paese, c’è bisogno di
trovare parole di dissenso forti, perché questo centro-destra, non è un centro-destra:
i conservatori francesi, i gollisti, prima di tutto
sono antifascisti, i conservatori tedeschi di Angela Merkel hanno una
robustissima fibra democratica antifascista, così come i conservatori britannici
di Cameron. Questo centro-destra populista e demagogico è un fenomeno solo
italiano. Vediamo come anche la dialettica politica spagnola funzioni meglio
che da noi. Il nostro Paese ha lasciato andare il dibattito su certi valori
pensando che ormai fossero acquisiti. Bisogna riaffermarli ogni minuto. I
valori che salvano, li conquisti, non te li regala nessuno. Credo che questo
centro-destro abbia come alleato una parte di senso comune che emerge nei
momenti di difficoltà sociale. E’ ovvio che la demagogia soffia sul fuoco. Con
uno stipendio medio non si arriva alla terza settimana, i figli non si sa che
vita avranno, siccome non si è in grado di risolvere tali problemi a livello
politico, cosa fa il demagogo? Dice: sai, è tutta colpa di quello lì. Se non ci
fosse lui, se lui fosse sotto controllo, andrebbe tutto meglio. E’ falso. E’
falso. Vessare i Rom e i Sinti, in che modo migliora la sicurezza degli
italiani? E’ una bugia come un’altra, in Germania lo dicevano dei Rom e
sopratutto degli ebrei. Sono le stesse argomentazioni usate contro gli ebrei.
Identiche. Si diceva: non sono come noi, non hanno riconosciuto Cristo, stanno
sempre tra di loro, si aiutano tra di loro. Molti caporioni del nazifascismo
l’hanno detto, quando erano sotto processo: bisogna far credere che il nemico
è alle porte per scatenare una guerra. Per avere vantaggi elettorali, tu fai
credere che esista un pericolo, lo inventi, lo gonfi. Si sa benissimo che la
stragrande maggioranza di queste persone cercando di fare tranquillamente la
loro vita. In fatto di criminalità , poi, noi italiani abbiamo da insegnare a
tutto il mondo. Siamo la gente dei Totò Riina, dei Bernardo Provenzano. Siamo
questo Paese, in cui quattro Regioni sono quasi interamente in mano alla
malavita organizzata, e andiamo a raccontare che il nemico è fuori. Da qui si
capisce la trappola. Purtroppo la gente è fragile, non ha avuto una robusta
educazione democratica. L’unica cosa che funzionava nelle scuole era
l’educazione civica. E’ stata cancellata. A me interessa poco che uno studente
non impari l’inglese a scuola. Lo imparerà . A me interessa che sia prima di
tutto un buon cittadino. E chi glielo insegna? Chi gli insegna che non si deve
discriminare, che non si deve essere razzisti? E’ possibile che i ragazzi non
sappiano che gli italiani sono stati oggetto di discriminazione razziale? Chi
gli insegna che non bisogna discriminare, che non bisogna essere razzisti? E’
possibile che questi ragazzi non sappiano che gli italiani sono stati oggetto
di discriminazione razziale? Che i razzisti americani negli anni ’10 li
consideravano negroidi? Non ricordiamo più che c’erano le scritte ‘vietato agli
italiani e ai cani’? Perché nessuno racconta la memoria del dolore? Non
sappiamo più che gli italiani emigrati sono stati 27 milioni in un secolo, e 4
milioni sono stati clandestini irregolari. Allora? Andava bene quando li
vessavano, li picchiavano, quando si mandavano alla forca innocenti come Sacco
e Vanzetti solo perché erano italiani? Ecco qual’è il problema. La memoria corta.
Che noi siamo stati complici della più feroce dittatura del Novecento e della
Storia. Abbiamo già dimenticato? E’ ora di alzare la voce. Di rialzare la
testa. E’ ora di non farsi più ingannare dalle trappole razziste. Chi prende
questi provvedimenti è un razzista. Punto e basta.

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NO Dal Molin.

Posted by pedjolo su 6 luglio 2008

NO DAL MOLIN: OGGI VICENZA, DOMANI IL MONDO

Celebriamo con voi la storica vittoria contro l’ampliamento dell’Aeroporto Dal Molin – una vittoria per tutte/i noi. 

Da parte di tutte/i quelle/i di noi che hanno a cuore la vita e rifiutano gli assassini di massa militari, le loro “consegne straordinarie” e le loro torture, voi avete fermato la base che Bush e i suoi alleati corrotti e brutali volevano usare per i loro piani genocidi.

Il fatto che il TAR abbia condannato l’allargamento della base con una sentenza così dettagliata ed esauriente, denunciando la mancanza di consultazione pubblica e di qualsiasi accordo scritto tra il governo italiano e gli Stati Uniti, e la violazione della normativa internazionale in materia di appalti pubblici, riflette la vostra determinazione di vincere e le svariate tattiche che avete abilmente usato per ampliare e rafforzare il potere del movimento.

Le vostre iniziative sono state sempre creative e originali e hanno rivelato la bancarotta dei partiti politici e la rinascita del fascismo a cui assistiamo in Italia e in molti altri paesi, a cominciare dalla Casa Bianca che è piena di nazisti e di sionisti, razzisti come sempre.

Non ci è sfuggito che le donne, le prime lavoratrici di cura in ogni comunità, hanno assunto un ruolo di guida nella vostra campagna.
Dappertutto le donne stanno rendendo visibile il loro lavoro di cura attraverso le loro attività pubbliche contro la guerra – blocchi, boicottaggi e manifestazioni contro la guerra e le basi militari e a sostegno degli obiettori di coscienza e di altri refusenik, e di quelle/i che denunciano lo stupro e altra violenza da parte dei militari, specialmente contro le donne e anche nelle stesse forze armate.

La vostra campagna dimostra che quando le donne diventano più forti, anche gli uomini sono più forti contro quelli che vorrebbero sfruttare e abusare di noi tutte/i. Sappiamo che questa non è la fine della storia e che i poteri costituiti non si fermeranno davanti a niente pur di imporre la loro volontà.  Lo vediamo ogni giorno dappertutto.

Per cui teneteci informate sugli sviluppi futuri e noi faremo tutto quello che è in nostro potere per appoggiarvi. Nel frattempo pubblicizzeremo la vostra vittoria sui nostri siti web e in tutti i paesi dove arriva la nostra rete.  Stabilendo questo precedente fondamentale, avete dimostrato al movimento internazionale contro la guerra che se lottiamo in maniera ferma e determinata, si può vincere e si vince.  Oggi Vicenza, domani il mondo.

Investire nella cura della vita, non nella morte.

Sciopero Globale delle Donne, Regno Unito, Bolivia, Guyana, India, Irlanda, Messico, Perù, Spagna, Stati Uniti, Trinidad e Tobago, Uganda, Venezuela
womenstrike8m@server101.com  +44 20 7482 2496  www.globalwomenstrike.net

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Libertà!

Posted by pedjolo su 3 luglio 2008

Ingrid Betancourt è stata liberata.

Questa è una di quelle belle notizie, da tipica edizione straordinaria. Sei anni in mano ai ribelli colombiani, liberata con un blitz a mo’ di film hollywoodiano, riabbraccia i figli che tanto avevano sperato.

La cosa mi puzza. In un mondo dove l’informazione è filtrata, questa cosa mi puzza.

Intanto, McCane, futuro avversario di Barack Alabama, torna in patria con tre prigionieri americani sottratti ai sequestratori colombiani… mmmh, anche questa mi puzza.

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La storia delle cose.

Posted by pedjolo su 2 luglio 2008

ASSOLUTAMENTE DA VEDERE,

anche se è su gùgol!!!


 

http://video.google.it/videoplay?docid=-2138416794381091301&q=la+storia+delle+cose&ei=_sdqSOL_H4mq2ALk8ajYCg&hl=it

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