metti un pesce con delle idee bislacche…

ecco, sei nella rete con lui

Archive for ottobre 2007

Emergency Day, resoconto.

Posted by pedjolo su 28 ottobre 2007

Si è concluso da poco l’Emergency Day. Per il secondo anno consecutivo, l’associazione è stata presente, grazie ai suo volontari, in tutte le regioni italiane; quasi 220 le piazze colorate dai banchini appositamente allestiti. Si è parlato di Sudan, di accesso alla sanità, di diritti, di possibilità concrete di mettere a disposizione le proprie conoscenze per aiutare il prossimo.
L’attenzione è stata indirizzata soprattutto alla promozione degli ultimi tre giorni della campagna di raccolta fondi "Diritto al cuore". Fino alle 23.59 di mercoledì 31 Ottobre sarà possibile donare un euro semplicemente inviando un sms al numero 48587. Tutto ciò che sarà raccolto, sarà utilizzato per il Centro Cardiochirurgico "Salam" in Sudan.

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Emergency Day.

Posted by pedjolo su 27 ottobre 2007

E domani, si va in piazza!
emergency day 2007 2

Per scoprire il banchetto a te più vicino fai clic sulla tua regione.

28 Ottobre 2007
Per il secondo anno consecutivo, Emergency scende in piazza. Durante l’intera giornata di Domenica 28, in oltre 250 città italiane, centinaia di volontari dei gruppi territoriali, allestiranno banchini, gazebo, spettacoli per bimbi, proietteranno materiale audiovisivo dei progetti dell’associazione. E informeranno la cittadinanza.

www.dirittoalcuore.it/piazze_dove.php

28 Ottobre, segnalo sul calendario. Scendi in piazza con Emergency.

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Cerca il farmaco.

Posted by pedjolo su 23 ottobre 2007

medicinawww.generici.com/motore
Rivoluzionario!

Siamo un paese di ipocondriaci.
Crediamo che l’omeopatia sia roba da stregoni e erboristi schizzati.
Quasi ci piacciono i blister portapastiglie.
Ma c’è un problema: la sanità è in mano alle industrie farmaceutiche. Le industrie farmaceutiche sono industrie. Le industrie hanno un solo obiettivo: il profitto delle industrie. Il profitto delle industrie se ne fotte della salute nostra. Ergo, numerosi medicinali non servono a un cazzo.
Ergo anche che il prezzo di numerose medicine è scandalosamente e inutilmente elevato.
Bene, andate su questo motore di ricerca! E’ fantastico: http://www.generici.com/motore.
E’ sufficiente inserire il nome di un farmaco o il principio attivo in esso contenuto, e si ottiene una lista di comparazione che ci mostra come si può metterla in quel posto a queste lobby.

PS: w l’omeopatia!
PPS: ringrazio gli amici di infarmazone.org

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Ma ti Levi dalle palle…

Posted by pedjolo su 20 ottobre 2007

dal Blog di Beppe Grillo:
19 Ottobre 2007
La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

Levi dal cazzoRicardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

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Kofi Annan ha tranciato il Ruanda,

Posted by pedjolo su 19 ottobre 2007

Il sito della Sinistra Giovanile di Ravenna ( http://www.sinistragiovanile.ra.it ) nella sua prima pagina ha, tra le altre, una notizia riguardante l’ex segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan. Bene, dal momento che la notizia è un ringraziamento al signor Annan per il suo decennio di lavoro, voglio far passare il mio NON RINGRAZIAMENTO. Credo sia doveroso diventi di dominio pubblico.

Kofi Annan
Kofi Annan avrà pur fatto del bene dall’alto della sua posizione, ma ha sulla coscienza il temporeggiamento che, se evitato, avrebbe potuto fermare sul nascere il vergognoso e tragico genocidio ruandese. Era il 1994 e il signor Annan, in quei mesi, fu messo di fronte ad una scelta: lasciare che la richiesta di aiuto internazionale proveniente dal Ruanda arrivasse alle autorità competenti, oppure fare in modo che un apparecchio distruggidocumenti tranciasse la suddetta richiesta. Scelse questa seconda opzione, sapendo che, così facendo, gli sarebbe stato garantito il posto di segretario delle Nazioni Unite.

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0,05:0,1=10,85:13,5=75,5:DEMOCRAZIA

Posted by pedjolo su 16 ottobre 2007


Buffa la politica.
Permette di accostare la parola "democrazia" a quella che è sostanzialmente una lista bloccata.

Cattiva la politica.
Ti fa rimanere antipatico un personaggio  come Veltroni, fino al giorno prima "buonista" e amico dell’Africa.

Credo che con questo terzo post si possa chiudere la vergognosa parentesi sulla nascita del PD. Invece, per le prime cazzate di stampo democristiano, ho la sensazione che  presto avremo altri post. Molto presto.

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E' una questione (di sigla) politica.

Posted by pedjolo su 15 ottobre 2007

PD

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Vieni e v(u)ota!

Posted by pedjolo su 13 ottobre 2007

PREMESSA: NON ANDRO’ A VOTARE PER IL PARTITO DEMOCRATICO, SEMPLICEMENTE PERCHE’ NON CI CREDO, E PERCHE’ NON CREDO CHE IL RITORNO AD UNA SCELTA VERA DEI CANDIDATI DA PARTE DEI CITTADINI PASSI PER LA LISTA DEL "PD" (SOSTANZIALMENTE BLOCCATA, CON VELTRONI IN TESTA). SONO FORTEMENTE CONTRARIO ALL’ASTENSIONE, PERCHE’ IL VOTO E’ UN DIRITTO-DOVERE DI OGNUNO, MENTRE SOSTENGO FORTEMENTE L’ANNULLAMENTO DELLA SCHEDA ELETTORALE NEL CASO NON SIANO PRESENTI FORZE E/O MOVIMENTI POLITICI CHE RAPPRESENTANO L’ELETTORE. IN QUESTO CASO, MI PERMETTO UN’ECCEZIONE, DAL MOMENTO CHE NON CONSIDERO QUELLE DEL 14 OTTOBRE DELLE VERE ELEZIONI, MA SOLO UNA GROSSISSIMA PRESA IN GIRO MEDIATICO-POLITICA.

DETTO QUESTO, LEGGETEVI IL MIO COMMENTO AD UN POST DEL SITO www.sdz.aiap.it/home.php
nel quale si critica la scelta della Sinistra Giovanile di utilizzare la cartolina che vedete qua sotto per invitare al voto i cittadini.


E DAMOSE NA’ SVEJATA!!!

Allora, vogliamo un’Italia bigotta o ci lamentiamo perché il Vaticano è una piovra? Decidiamoci signori, perché ancora non capisco da che parte stiamo. Sono critico, scettico, contrario, alla nascita del Partito Democratico, soprattutto perché ritengo si tratti di una grossissima presa in giro alla quale tanti italiani crederanno. Ma per carità, smettiamola di criticare il messaggio di questa cartolina. Ci sono espressioni ben più "sboccate" che io, e tutti i lettori di questo post nessuno escluso, dicono ogni giorno. Quindi, per cortesia, finiamola di predicare predicare predicare. Pensiamo piuttosto all’assurda incoerenza di utilizzare una espressione-battuta del genere all’interno di un contesto pseudo-democristiano. Lo stesso che, SANTALAMADONNA e DIOCILBERI, punta il dito contro il più grosso peccato della storia umana: l’omosessualità. Ah bé, iniziamo con lo scandalizzarci di fronte a chi diffonde una cultura del genere, facendo passare l’idea che solo la relazione maschio femmina equivalga alla "normalità".

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Sostieni la rete!

Posted by pedjolo su 11 ottobre 2007

PRESTO

CLICCA SULL’IMMAGINE E FIRMA LA PETIZIONE

PER SOSTENERE

E DIFENDERE LA RETE!!!

http://prorete.antidigitaldivide.org/

http://www.beppegrillo.it/2007/10/i_video_che_sco.html

 

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40 anni senza.

Posted by pedjolo su 10 ottobre 2007

Cuba
Che Guevara, il mito e l’icona
A quarant’anni dalla sua scomparsa Che Guevara è ancora l’icona della rivoluzione, della libertà della giustizia.

  

Sono passati quarant’anni dalla morte di Ernesto Guevara Lynch de la Serna universalmente conosciuto come “Che”.
E la sua immagine, la sua presenza e le sue idee sono ancora attuali, presenti, diffuse. Libri, saggi, poster, magliette e ogni tipo di gadgets hanno contribuito a rendere leggenda una delle figure storiche più conosciute, importanti e studiate del XX secolo.
 
Il Che si riposa durante la guerriglia bevendo mateE proprio l’immagine del Che, una delle più riprodotte al mondo, a ricordare a tutti la sua presenza. Almeno tre generazioni di uomini e donne hanno abbracciato i suoi concetti di libertà. Alcuni l’hanno criticato, altri osannato, quasi santificato. Comunque Che Guevara resta il simbolo della rivoluzione e della voglia di libertà. Era l’uomo del dire e del fare, il Che. Era l’uomo d’azione, il guerrigliero eroico, il comandante intransigente, ma anche l’amico fedele, il papà affettuoso, l’ultimo dei romantici. Un uomo che ha dato la vita per la libertà e la giustizia sociale. Un argentino che ha combattuto insieme a Fidel Castro e a altre centinaia di uomini e donne contro la dittatura di Fulgencio Batista, a Cuba. Un uomo che, una volta terminata l’esperienza sul campo, ha ottemperato con dignità ai suoi doveri di ministro, dando, però, sempre l’esempio sul campo. Abbiamo visto centinaia di immagini che lo ritraevano mentre raccoglieva canna da zucchero, nei campi cubani.
 
Una delle immagini più famose di Che GuevaraLo abbiamo visto sudare scaricando enormi sacchi di riso e mentre costruiva muri di scuole e ospedali. Ma come è stato capace di governare, il Che è stato altrettanto bravo nel “mollare” il ruolo istituzionale per andare alla ricerca del suo sogno rivoluzionario, quello che avrebbe consentito a lui e a milioni di persone di vivere in “quell’altro mondo possibile” che ancora oggi andiamo ricercando. Le esperienze di esportazione della rivoluzione, però non furono del tutto positive. Fino all’ultima in Bolivia, dove perse la vita. Ma che fosse una persona ricca di sensibilità, amante della libertà e feroce contro ogni forma di ingiustizia lo si era già capito quando giovane studente di medicina, con il suo amico Alberto Granado, decise di partire per un lungo viaggio in motocicletta alla scoperta dell’America Latina, il “suo” continente. Da quel viaggio, dalla quella fortissima esperienza umana fra alle popolazioni sfruttate dei paesi da lui visitati è sicuramente nato il Che Guevara che conosciamo oggi.
 
Il corpo di Guevara senza vita. Analogie con il quadro del "Cristo morto" dipinto dal MantegnaDel Che ci sono rimaste foto in cui il suo viso angelico un po’ da bambino un po’ da uomo aveva un sorriso spensierato, spesso con un buon sigaro cubano fra le labbra. Ma anche immagini tragiche come quelle della sua morte, in Bolivia, che lo mostrano indifeso al cospetto dei suoi aguzzini ma con gli occhi ancora aperti come a guardarli e a perdonarli, in una sorta di sguardo "divino". E proprio l’immagine sacra del “Cristo morto” dipinto dal Mantegna sembra quasi una predizione di quello che sarebbe avvenuto più di quattrocento anni dopo. Oggi a quarant’anni dalla sua scomparsa, avvenuta per mano di un ufficiale dell’esercito boliviano, a la Higuera il 9 ottobre 1967, in tutto il mondo vuole ricordare Ernesto Guevara, simbolo di libertà e giustizia, altruismo. Di pace e amore. Di scelte importanti. Chissà cosa avrebbe da dire, oggi, il comandante Guevara della Cuba che lui stesso ha contribuito a rendere libera.

Alessandro Grandi
da www.peacereporter.net

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